RECENSIONE: Nel cuore della notte (Rebecca West)

RECENSIONE: Nel cuore della notte (Rebecca West)Valutazione: four-stars

Nel cuore della notte di Rebecca West
Traduttore: Francesca Frigerio
Pubblicato da: Fazi Editore il 2019-01-28T00:00:00+01:00
Genere: Fiction, General, Literary, Classics, Sagas
Pagine: 416
ISBN: 9788893255424

La trama

È trascorso qualche anno da quando abbiamo salutato la famiglia Aubrey. Le bambine non sono più tali: i corsetti e gli abiti si sono fatti più attillati, le acconciature più sofisticate; l’ozio delle giornate estive è solo un ricordo. Oggi le Aubrey sono giovani donne, e ognuna ha preso la sua strada: le gemelle Mary e Rose sono due pianiste affermate e vivono le difficoltà che comporta avere un talento straordinario. La sorella maggiore, Cordelia, ha abbandonato le velleità artistiche per sposarsi e accomodarsi nel ruolo di moglie convenzionale. La cugina Rosamund, affascinante più che mai, lavora come infermiera. La madre comincia piano piano a spegnersi, mentre il padre è sparito definitivamente. Poi c’è lui, il piccolo Richard Quin, che si è trasformato in un giovane seduttore brillante e, sempre più, adorato da tutti. La guerra, che piomberà sulla famiglia come una catastrofe annunciata, busserà anche alla sua porta, e sconvolgerà ogni cosa. Mentre l’Inghilterra intera è costretta a separarsi dai suoi uomini, l’universo delle Aubrey si fa sempre più esclusivamente femminile: gli uomini e l’amore rimangono un grande mistero, un terreno inesplorato da attraversare, pagine ancora tutte da scrivere che, forse, troveranno spazio nel prossimo volume di questa appassionante saga familiare. Dopo La famiglia Aubrey, Nel cuore della notte è il secondo capitolo della trilogia di Rebecca West. «Uno dei migliori libri scritti nel Novecento. Sto parlando del suono che quel libro emette, del suo peso nella memoria, del suo modo di disporsi nel tempo, dei suoi colori, del suo modo di accoppiarsi con l’attenzione del lettore...». Alessandro Baricco «Una ricostruzione narrativa che si apparenta per tono di voce e coloritura morale a certi grandi romanzi dickensiani, ma con il valore aggiunto di una solidità affettiva che invece richiama alla memoria il quadretto della famiglia colta e povera per eccellenza, quello della famiglia March di Piccole Donne di Louisa May Alcott». Alessia Gazzola, «La Lettura – Corriere della Sera» «Milioni di famiglie riempiono la letteratura, ma negli Aubrey c’è dell’altro: c’è la sostanza profonda e necessaria dell’essere-famiglia nell’ottica più verace che si possa immaginare». Leonetta Bentivoglio, «Robinson – la Repubblica»

– Tempesta – 

Nel cuore della notte di Rebecca West (Fazi Editore) è il secondo capitolo della saga La famiglia Aubrey (QUI trovate la mia recensione al primo volume).  Quando l’ho cominciato ero un po’ impaurita, avevo letto alcuni commenti che lo definivano “troppo lento” e sono stata stupita – ancora una volta – dalla ricchezza che ho trovato nella penna di West.

E’ vero, gli avvenimenti sono pochi, ma sono sviscerati in tutte le sfaccettature grazie ai caratteri, le reazioni e i pensieri dei personaggi. Appena ho chiuso Nel cuore della notte, di getto ho pensato e scritto: delicato e intenso allo stesso tempo, quiete e tempesta in un solo libro. Nel cuore della notte mi ha conquistato, più ancora del primo volume.

Gli anni sono passati e la famiglia Aubrey è radicalmente cambiata. Rose e Mary stanno continuando i loro studi di musica, con la dedizione e la fatica che comporta avere un talento così spiccato. Destino diverso per l’altra sorella che, non ho mai nascosto, è il personaggio che mi piace meno ma incuriosisce di più.

Dopo che il sogno di Cordelia di diventare una violinista si era infranto in modo così crudele, pensavamo che il dolore avrebbe dovuto risparmiarla per tutto il tempo a venire. Ma avevamo così poco in comune con lei che ci sembrava quasi una figura astratta: un fardello inorganico, come uno zaino.

E’ difficile credere alla velocità con cui quel fardello ci tu tolto dalle spalle.

La notizia della Liberazione, come viene definita dalla stessa Rose voce narrante, è il matrimonio, con tutta probabilità mediocre, che aspetta Cordelia. Sembra destinata ad uscire di scena… ma in realtà i legami di sangue sono legami indissolubili, anche quando non trovano comprensione. Cordelia, una sorta di appendice della famiglia Aubrey, continuerà a ruotare attorno agli altri personaggi nelle gioie, poche, e nei dolori, tanti e profondi.

A scuola Rose e Mary danno il massimo e noi volteggiamo tra le pagine riuscendo a percepire, la fatica, il metodo e la dura disciplina autoimposte dalle ragazze.

Da quel momento intrapresi con ogni composizione che imparavo un conflitto al di sotto del livello dell’arte, se s’intende l’arte come godimento, e anche al di sotto di qualsiasi altra attività umana;  era uno stato di guerra animale, come fosse una mangusta in lotta con un serpente. Prima di eseguire una composizione, suonandola in modo che chiunque l’ascoltasse ne traesse piacere, la percorrevo tutta fino in fondo, frase dopo frase, cantandole ognuna al tempo in cui intendevo suonarla, e poi la suonavo, per passare quindi alla frase successiva, e così fino in fondo: scomponevo in mille pezzi tutti i passaggi nel staccati più ispidi, anche quelli che dovevano essere eseguiti in legato, uniformi come olio, per irrobustire la mano mi esercitavo sullo scheletro della composizione suonando solo coi pollici, poi con ciascuna delle altre quattro dita, e poi in ottave.

Un sollievo e un vero piacere ritrovare la cugina Rosamunde, diventata un’infermiera che trasmette serenità con il suo sorriso sempre aperto e il modo di fare semplice e di cuore. Anche lei ha ricevuto una proposta di matrimonio ma… ma stiamo correndo troppo.

Richard Quin mi aveva rubato il cuore e ora che è un ragazzo bello e seducente ancora di più. La sua voglia di vivere, la sua iper attività mi fanno sorridere. Sport, musica, arte… Richard dà vita a ogni cosa che tocca, sfiora e pensa.

Del capo famiglia ormai non si hanno più notizie e i ragazzi continuano a crescere con un vuoto difficile da colmare ma per la signora Aubrey questa perdita è inaccettabile. E’ a lei che sono dedicate le pagine finali di Nel cuore della notte. A  questa donna minuta e nervosa che per tutta la vita non ha fatto altro che badare ai figli, fare i conti, trasmettere loro la passione per la musica. La famiglia Aubrey non è come le altre famiglie e questo lo abbiamo capito già durante il primo volume. Le ristrettezze economiche in cui versano, tra debiti da saldare e spese da controllare,  fanno la differenza. Non ci sono domestici, raramente ci sono inviti, persino i fiori acquistati sono un lusso che gli Aubrey non possono permettersi. Ora però le cose sono cambiate ma la mamma, non riuscirà mai a godersi questa tranquillità perché si perde un pezzo alla volta… silenziosamente scompare, giorno dopo giorno.

Tra i concerti, le visite a casa di Cordelia e quelle di Richard Quin, abbiamo l’impressione di vivere in una bolla. Vorremmo restare in quel giardino per sempre, ma preso la Guerra farà irruzione nelle loro vite e il prezzo da pagare sarà altissimo.

La Prima Guerra Mondiale, almeno all’inizio, lascia un po’ respiro. Non ha attaccato e strangolato, per dirla con Rose, le vite dei civili con la stessa rapidità della Seconda. E così Rose e Mary, almeno per un po’ riescono a continuare la loro carriera:

Potevamo vedere la rovina che fioriva e si diffondeva lentamente, simile a un fungo tra gli oggetti familiari in mezzo ai quali eravamo cresciute.

Per i primi dodici mesi dovemmo portare a termine i contratti esistenti e continuammo a girare le province inglesi. Ma le restrizioni che si erano abbattute  improvvisamente sui nostri colleghi più anziani e talentuosi lasciavano presagire tristi sviluppi anche per noi.

Nel cuore della notte è…

Una tempesta. Ma sarò franca, non nel senso che intendiamo per la maggior parte delle volte. Già la trama svela i punti principali del libro perché non sono esattamente gli avvenimenti al centro di Nel cuore della notte ma sono le sensazioni, i pensieri i dolori di questa famiglia che in me hanno provocato una vera e propria tempesta. Il secondo volume de La famiglia Aubrey è’ esattamente quello che dice Rose quando parla della Guerra, una avvenimento lento, un progressivo crescendo che poi scatenerà reazioni incredibili.

Questo volume mi ha lasciato tante domande, riusciranno a sposarsi le gemelle? Loro sorelle che tutti ammirano ma che vengono tenute a distanza. Vorrei sapere cosa succederà a Cordelia, il personaggio più imprevedibile di tutti, vorrei sapere se queste ragazze, Rosamunde compresa, riusciranno a portare sulle spalle il peso delle mancanze, il rumore del silenzio… il buio de Nel cuore della notte.

Consigliato per chi cerca una lettura lenta, forse lentissima, per chi ha voglia di entrare nella testa e nel cuore di Rebecca West, per chi cerca emozioni forti che non passano necessariamente da fatti scioccanti, ma da ricche descrizioni. Lo ribadisco ancora una volta, anche se probabilmente non è il caso: è una saga familiare, ma non è quella dei Cazalet di Howard. Non avvicinatevi a Rebecca West cercando la ricchezza di personaggi, dialoghi, e avvenimenti che si trovano nei Cazalet. La famiglia Aubrey è tutta qui e si mostra a noi con forze e debolezze e questa è la sua grande ricchezza.

four-stars

Alcune note su Rebecca West

Rebecca West

Nata Cicely Isabel Fairfield a Londra, prese il suo pseudonimo dall’omonimo personaggio di Ibsen, un’eroina ribelle. Nel corso della sua lunga vita travagliata e romanzesca è stata scrittrice, giornalista, critica letteraria, instancabile viaggiatrice, femminista ante litteram e politicamente impegnata. Amica di Virginia Woolf e amante di H.G. Wells, Rebecca West viene considerata una delle più raffinate prosatrici del ventesimo secolo. La trilogia degli Aubrey, ispirata alla storia familiare dell’autrice, è stata indicata da Alessandro Baricco in risposta alla domanda «Quale libro ti porteresti su un’isola deserta?».

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