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RECENSIONE: Il ballo (Irene Némirovsky)

Il ballo di Irene Némirovsky (Adelphi edizioni)
RECENSIONE: Il ballo (Irene Némirovsky)

Il ballo

Valutazione:
three-half-stars
Autore:
Pubblicato da:
Data uscita:
06/10/2016

Pagine:
92
Genere:
ISBN:
8845919714
ASIN:
B01M19GIFE
Acquista:

La trama

Il ballo ha la perfezione esemplare di un piccolo classico, poiché riesce a mescolare, pur nella sua brevità, i temi più ardui: la rivalità madre-figlia, l’ipocrisia sociale, le goffe vertigini della ricchezza improvvisata, le vendette smisurate dell’adolescenza – che passano, in questo caso eccezionale, dall’immaginazione alla realtà. Perché è proprio una vendetta, quella della quattordicenne Antoinette nei confronti della madre: non premeditata, e per questo ancora più terribile. In poche pagine folgoranti, con la sua scrittura scarna ed essenziale, Irène Némirovsky condensa, senza nulla celare della sua bruciante crudeltà, un dramma di amore respinto, di risentimento e di ambizione.Nel 1929, quando Némirovsky pubblica David Golder, il suo primo romanzo (a cui l’anno dopo seguirà Il ballo), la critica manifesta tutta la sua sbalordita ammirazione di fronte a questa giovane donna elegante e mondana, appartenente a una ricca famiglia di émigré russi di origine ebrea, che si rivela una brillante scrittrice. Per tutti gli anni Trenta Irène Némirovsky continuerà a pubblicare con immutato successo. Nel dopoguerra, tuttavia, sulla sua opera cala il silenzio. Solo a partire dall’autunno del 2004 la critica, ma soprattutto i lettori, hanno cominciato a restituire a Irène Némirovsky il posto che le spetta fra i più grandi, e i più amati, narratori del Novecento.

– Feroce –

Il ballo di Irene Némirovsky (Adelphi edizioni) è un racconto che aspettava in libreria da anni. Ero andata al Libraccio ed era nella bancarella fuori a 2 euro, fortunatamente viste le condizioni, la ragazza decise di regalarmelo e non farmelo pagare. Da allora è rimasto lì insieme ai miei Piccola biblioteca Adelphi in paziente attesa.

Il ballo di Irene Némirovsky (Adelphi edizioni)Avevo bisogno di un libro da iniziare e finire in un giorno. Volevo distrarmi, volevo non pensare a tutte le cose che mi frullano per la testa e devo dire che ha funzionato!

Il ballo è un racconto brevissimo eppure ha qualcosa che credo rimarrà a lungo. Da ragazzini capita molto spesso di odiare gli adulti. La differenza tra adolescenti e adulti è incolmabile e così è anche per Antoinette che non sopporta la madre. Svogliata, un po’ ribelle e con quella saccenza impossibile da nascondere e tipica dell’età.  Non va d’accordo con la madre, Rosine, che sembra sempre nervosa, pretenziosa… la famiglia di Antoniette è diventata da poco ricca.

Rosine è la classica “arricchita”, non è una signora e questo si percepisce dai commenti sui domestici e in generale dal suo modo di comportarsi. Rosine ha deciso di dare un ballo a casa sua, centinaia di inviti, l’orchestra, i fiori… deve essere la serata perfetta.

Antoniette sogna di partecipare al ballo e magari di conoscere finalmente l’amore. L’età è quella giusta (a quindici anni si debutta e lei ne ha quattordici). Ma Rosine le vieta categoricamente di partecipare al ballo. Il suo posto sarà nello sgabuzzino dove l’aspetta il letto e il silenzio totale.

Antoniette sentirà montarle una rabbia cieca impossibile da arginare.

Un ballo… Mio Dio, mio Dio, era mai possibile che lì, a due passi da lei, ci fosse quella cosa splendida, che lei si immaginava vagamente come un insieme confuso di musica sfrenata, di profumi inebrianti, di abiti spettacolosi… Di parole d’amore bisbigliate in un salottino appartato, oscuro e fresco come un’alcova… E che quella sera venisse messa a letto, come tutte le sere, alle nove, quasi fosse un bebè.


Il ballo è …

Il ballo di Irene Némirovsky (Adelphi edizioni)Feroce. Il ritratto che esce dei personaggi è amaro ma noi non possiamo fare a meno di guardare con un certo piacere. La vendetta esercita un certo fascino su tutti noi… Il ballo è un racconto brevissimo, incalzante e ricco di dettagli. C’è lo champagne, il lusso, i rumori della strada e le invidie sociali e la meschinità dei personaggi.

Nessuno le voleva bene, nessuno al mondo…Ma non vedevano dunque-ciechi, imbecilli- che lei era mille volte più intelligente, più raffinata, più profonda di tutti loro, di tutta quella gente che osava educarla, istruirla…Arricchiti volgari, ignoranti…Ah, come aveva riso di loro tutta la sera! E loro naturalmente non si erano accorti di nulla…Poteva piangere o ridergli sotto gli occhi, non la degnavano di uno sguardo…

So che Il ballo è stato definito il racconto perfetto, non è perfetto secondo me ma sicuramente è potentissimo. Consigliato per chi è in cerca di una storia che non fa sconti a nessuno, per chi non si accontenta delle storie solite a lieto fine e per chi trova irresistibile il cinismo.

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Alcune note su Irène Némirovsky

Irène Némirovsky,

Scrittrice ucraina di religione ebraica.
Irène Némirovsky, figlia di un ricco banchiere ebreo, fin da giovane venne allevata in modo da parlare fluentemente il francese. Della sua educazione si occupò infatti la tata Zezelle, di madrelingua francofona: la madre di Iréne, Anna Margoulis, non si interessava particolarmente alla formazione della figlia. Oltre al francese, la piccola imparerò il russo e l’inglese.
Ben presto purtroppo le leggi razziali cominciarono a mordere: la famiglia Némirovsky si trasferì prima a San Pietroburgo, poi in Finlandia, infine in Svezia.
Finchè, nel luglio del 1919 si stabilirono definitivamente in Francia, dopo un avventuroso viaggio in nave.
Sembrava che tutto fosse tornato come prima: la famiglia comprò una bella casa a Parigi (nel XVI arrondissement, il quartiere più chic); venne assunta una governante inglese per completare l’educazione di quella che era oramai divenuta una giovane donna; la madre continuava a non interessarsi della figlia. Irène sostenne l’esame di maturità a Parigi, e nel 1921 si iscrisse alla Sorbona, facoltà di Lettere, che concluse tre anni dopo.
In realtà la giovane conosceva oramai sette lingue, e nel 1921 pubblicò il suo primo testo (in francese) sul bisettimanale «Fantasio». Il primo romanzo Le Malentedu è di cinque anni dopo. Seguì la sua prima novella (L’Enfant génial), pubblicata nel 1927.
A 23 anni, nel Municipio prima e in Sinagoga poi, Irène Némirovsky sposò Micheal Epstein, giovane ingegnere russo con un futuro da banchiere. La famiglia, stabilitasi a Parigi, sarà ben presto allietata dall’arrivo di due figlie: Denise (1929) ed Élisabeth (1937). La vita sociale della scrittrice fu in quegli anni ruggente: nel 1929 divenne celebre per il suo romanzo David Golder, e il suo editore la introdusse bene nei salotti letterari francesi.
Del 1930 è Le bal (Il ballo), in cui viene descritto il difficile passaggio dall’adolescenza all’età adulta attraverso la rivalità madre-figlia.
Dopo cinque anni la prima nota stonata: a Irène venne rifiutata la cittadinanza francese. Nel 1939 decise di convertirsi al cattolicesimo, ma poco cambiò. Da qui in avanti, la famiglia Epstein iniziò ad essere vittima delle leggi razziali del governo Vichy: a Micheal fu impedito di lavorare in banca e ad Iréne di pubblicare.
I coniugi avevano già mandato le figlie a Issy-l’Évêque per proteggerle, e le raggiunsero nel 1940. Dalla campagna francese, Irène continuò a scrivere ma, essendo per legge considerata un’ebrea, nessuna sua opera fu più pubblicata. Un’eccezione fu l’editore Horace de Carbuccia che, sfidando la censura, pubblicò le sue novelle fino al 1942.
Il 13 luglio 1942 la scrittrice fu arrestata dalla Guardia Nazionale francese, e due giorni dopo fu internata a Pithiviers, da cui mandò una lettera al marito. Nonostante i disperati tentativi di Micheal per farla liberare, il suo viaggio verso l’inferno proseguì per Auschwitz, dove venne uccisa il 17 agosto dello stesso anno. In seguito, anche lui fu arrestato con la sorella e deportato ad Auschwitz, dove incontrò la morte il 6 novembre 1942.
Denise ed Élisabeth si salvarono, finendo sotto la tutela di Albin Michel e Robert Esmenard (gli editori di Irène). Per anni Denise conservò i documenti che era riuscita a salvare in una valigia, senza mai aprirla. Molto tempo dopo, affrontando un dolore immenso, fece scattare il meccanismo d’apertura e la spalancò: dentro, un manoscritto incompiuto della madre, in inchiostro azzurro. Si trattava di Suite francese, o meglio, i primi due tomi di un’opera pensata in cinque volumi. Venne pubblicata in Francia solo nel 2004, contribuendo alla riscoperta di una grande scrittrice ingiustamente dimenticata. Inoltre, nel 1992, la figlia Élisabeth pubblicò una biografia della madre, intitolata Le Mirador.
Tra le opere di Irène Némirovsky, ricordiamo almeno Il ballo (1930), Come le mosche d’autunno (1931), Il vino della solitudine (1935), Due (1936), Il signore delle anime (1939), I cani e i lupi (1940), I doni della vita (1941) e Suite Francese (1942). In Italia la casa editrice di riferimento fino allo scadere dei diritti è stata Adelphi, che ha cominciato a pubblicare le sue opere nel 2005. Altre case editrici che hanno poi pubblicato i suoi libri sono state Garzanti, Rizzoli, Newton Compton.

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