RECENSIONE: C’è un cadavere in biblioteca (Agatha Chirstie)

RECENSIONE: C’è un cadavere in biblioteca (Agatha Chirstie)Valutazione: three-stars

C'è un cadavere in biblioteca di Agatha Christie
Pubblicato da: Edizioni Mondadori il 07/10/2010
Genere: Fiction, Thrillers, General
Pagine: 182
ISBN: 9788852014581

La trama

St Mary Mead, una mattina come tante. Almeno fino a quando il colonnello Bantry e sua moglie Dolly vengono bruscamente svegliati da una cameriera terrorizzata, venuta ad annunciare che, nella biblioteca della villa, è stato trovato il cadavere di una sconosciuta in abito da sera, apparentemente assassinata. Nessuno degli abitanti della casa ha mai conosciuto la vittima, ma allora come spiegare il bizzarro ritrovamento? La polizia, subito interpellata, comincia le indagini, ma ancora una volta sarà la simpatica Miss Marple, con il suo occhio infallibile e la sua lucida capacità di far luce nei più tortuosi meandri dell'animo umano, a risolvere il caso. Apparso per la prima volta nel 1942, C'è un cadavere in biblioteca è uno dei romanzi nei quali emerge maggiormente lo straordinario fascino di Miss Marple.

 – Classico – 

C’è un cadavere in biblioteca di Agatha Christie (Mondadori) è la seconda tappa della reading challenge dedicata alla regina del giallo (QUI vi ricordo cos’è). Nel mese di febbraio  la protagonista è Miss Marple ma ve lo dirò subito, il mio cuore è tutto per l’eccentrico investigatore belga Poirot. Ma veniamo alla storia.

Veniamo subito scaraventati nel racconto e già dalle prime righe abbiamo fame di notizie e di dettagli. Siamo a St Mary Mead, è mattina presto quando la villa dei Bantry viene sconvolta da un avvenimento insolito.

Udì bussare. Automaticamente, ancora sognando, la signora Bantry disse: «Avanti» . La porta si aprì. Adesso doveva venire il rumore delle tendine che si aprivano.

Ma questo non accadde. Nella penombra grigia della stanza, risuonò isterica e strozzata la voce di Mary: «Oh signora signora c‘è un cadavere in biblioteca

Dopo di che, con un improvviso scoppio di singhiozzi, corse fuori dalla camera.

Sembra l’inizio di un incubo e in un certo senso lo è per la famiglia Bantry, ma quel cadavere è reale. La vittima è una ragazza bionda evidentemente strangolata. Forse è morta la sera prima, ma che ci faceva lì dentro? In casa non la conosce nessuno, l’unico ricordo che hanno di lei è presente: il viso bluastro e un abito da sera vistoso.

La signora Bantry dopo aver chiamato la polizia, chiede l’aiuto di Miss Marple. Lei sì che è abituata a risolvere i casi di omicidio, nessuno conosce gli avvenimenti del paese meglio di lei… ma stavolta è diverso. Il caso è ancora più complicato visto che quella ragazza è una sconosciuta e che non c’entra assolutamente nulla con quella casa e con quella famiglia.

Abituata alle indagini di Poirot, quelle di Miss Marple spiazzano. Qui non troviamo un modo di procedere così analitico, almeno all’apparenza. Christie ci fa entrare perfettamente nella testa dell’anziana che, non può che ragione in base a quello che conosce e sicuramente, essendo un’impicciona di prima categoria, parte molto avvantaggiata.

Miss Marple è un po’ psicologa, un po’ pettegola e un po’ scienziata. Osserva i comportamenti umani, guarda come si comportano le persone prima, durante e dopo un’interrogatorio. Paragona i loro comportamenti a quelli che hanno le persone che conosce al paese e la vecchia Jane sa come si comporta un traditore perché l’ha già visto decine di volte con altrettante declinazioni diverse. E infine, ultimo ma non ultimo, non si fida di nessuno. Ogni frase che le viene riferita, prima di essere creduta vera, deve passare il suo test.

E’ così, con questa forma mentis, che vediamo sfilare i presunti colpevoli e i relativi moventi, davanti ai nostri occhi. Come negli altri romanzi di Christie, almeno per me è stato così, ogni volta che ho creduto di aver trovato l’assassino mi sono sbagliata.

In grado di collegare dettagli apparentemente insignificanti, Jane ci porta verso la soluzione del caso. Mentre la polizia elabora ipotesi su ipotesi, la vecchia Jane ha già capito tutto, sta solo aspettando il momento giusto per rivelarlo.

La verità è che la maggior parte della gente, non esclusi i poliziotti, si fida troppo di questo mondo perverso. Crede troppo a quanto viene loro raccontato.

C’è un cadavere in biblioteca è…

Un libro coinvolgente, un giallo classico in cui Christie riesce a bilanciare le descrizioni dei personaggi con il mistero. Ogni persona che calca la scena viene disegnata con dovizia di particolari. Ci sono protagonisti che non ho amato, altri che mi hanno fatto pena, ma nessuno mi ha lasciato indifferente.

In C’è un cadavere in biblioteca ho ritrovato le atmosfere che mi avevano coinvolto da ragazzina, al di là del giallo, genere per me da sempre ostico, sono riuscita a lasciarmi andare e a vivere questa storia, a tratti grottesca, in prima persona.

Però, c’è un però, Miss Marple non mi ha convinto del tutto e quindi non sono riuscita ad andare oltre alle tre stelle.  In questa recensione non mi sono concentrata molto sulla storia perché ho avuto paura di svelare troppo, e non vorrei mai togliervi il piacere di scoprire cosa si nasconde dietro al cadavere ritrovato in biblioteca!

Consigliato per gli amanti dei gialli, per chi come me è un po’ arruginito e per chi ha voglia di una lettura coinvolgente, che fa smettere di pensare e perché no, anche divertente. Lo stile è scorrevole e la storia abbastanza breve, ideale per chi vuole passare qualche ora staccando la spina.

 

 

three-stars

Alcune note su Agatha Christie

Agatha Christie, pseudonimo di Agatha Miller (Torquay, 1890 – Wallingford, 1976), è la più famosa giallista al mondo e una delle più prolifiche scrittrici di ogni tempo: ha al suo attivo circa ottanta opere, tradotte in più di cento lingue e vendute in oltre due miliardi di copie. Oltre ai gialli e alle opere teatrali, ha scritto sei romanzi d’amore, un’autobiografia e un libro di viaggio. Nel 1971 ha ricevuto il più alto riconoscimento britannico, divenendo Dama dell’Impero.

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