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RECENSIONE: Virginia Woolf Ritratto della scrittrice da giovane (Nadia Fusini)

Ritratto della scrittrice da giovane - Virginia Woolf - Utet
RECENSIONE: Virginia Woolf Ritratto della scrittrice da giovane (Nadia Fusini)

Virginia Woolf. Ritratto della scrittrice da giovane

Valutazione:
three-half-stars
Autore:
Traduttore:
Pubblicato da:
Data uscita:
05/12/2017

Pagine:
336
Genere:
ISBN:
9788851156626
ASIN:
B077MMRMTF
Acquista:

La trama

«Negli anni che vanno dal 1896 al 1912, Virginia, che è nata nel 1882, è prima un’adolescente, sviluppa poi in una giovane ragazza e nel 1912 infine diventa una donna vivace, allegra, divertita, a volte annoiata, per lo più manifestamente eccitata, travolgente nella sua ironia, e spiritosa, altre volte malinconica, afflitta com’è da dolori e lutti che l’esistenza non le risparmia. Sono la sua iniziazione alla vita, al ritmo alternato di gioia e dolore che ne segnano il tempo. C’è molta gioia, eccitazione, tenerezza e felicità, e c’è molta bellezza; ma c’è anche molta angoscia e molta apprensione e molta infelicità nell’esperienza del vivere. Virginia Stephen sente la gioia e soffre il dolore e cresce.» Dalla prefazione di Nadia Fusini Con un saggio di Nadia Fusini

 – Vivace –

Ritratto della scrittrice da giovane - Virginia Woolf - UtetVirginia Woolf Ritratto della scrittrice da giovane raccoglie le lettere di Virginia Woolf dal 1896 al 1912 con iun saggio di Nadia Fusini (Utet) . Ogni sezione del libro si apre con una breve introduzione alle lettere.

Premessa doverosa, se dovessi valutare gli scritti di Virginia per me il voto corrisponderebbe a cinque stelle. Amo tutto di questa scrittrice, mi sento profondamente legata a lei come a Sylvia Plath, quindi, anche se avessero ripubblicato la lista della spesa io l’avrei amata oltre misura. Quello che non mi ha convinto del tutto è la parte critica, secondo me troppo stringata.  Avrei preferito almeno un paio di pagine (ma in realtà di più) di in cui si analizzavano le lettere e il suo stile di scrittura o magari si potevano approfondire gli eventi della vita che l’hanno segnata di più e non limitarsi a scrivere la data di morte del padre o del ricovero in clinica.

Detto questo il libro è interessantissimo perché ci fa capire qualcosa di più sulla personalità di Virginia Woolf.

Se penso alle mie di lettere mi sento male, perché quelle di Virginia sembrano destinate alla pubblicazione. Per lei la scrittura, anche di una semplice epistola, era un’arte.

Una lettera dovrebbe essere limpida come una pietra preziosa, uniforme come un guscio d’uovo, e trasparente come vetro.

Ritratto della scrittrice da giovane - Virginia Woolf - UtetSon tante le amiche a cui scrive e so che qualcuno rimarrà spiazzato ma non c’è depressione o sconforto in queste lettere. Certo, la morte del fratello e del padre scuotono Virginia e le fanno subire delle “ricadute” ma ciò che emerge di più è la vivacità dell’autrice. Ci sono giochi di parole, soprannomi, una vitalità coinvolgente.

Quasi tutte le lettere sono indirizzate ad amiche: Violet Dickinson, Madge Vaughan, Nelly Cecil. Personaggi fondamentali nella sua vita, che non solo le permetteranno di rialzarsi ogni volta dalle crisi, ma la aiuteranno a intraprendere la carriera di scrittrice.

La corrispondenza inviata a Violet forse è la più bella di tutte, in quelle pagine Virginia si denuda. A volte scherza, a volte si annoia, a volte riflette sulla propria follia.

Virginia racconta i suoi viaggi in Europa e raccoglie impressioni e sensazioni.

Il cuore di Ritratto della scrittrice da giovane è nella parte Una grande stanza tutta per me. Qui Virginia realizza che la letteratura può offrirle una speranza. Rimasta orfana deve cercare qualcosa a cui aggrapparsi e inevitabilmente uscire dal proprio guscio. Qui, oltre a un’altra crisi, Virginia comincia a lavorare ad articoli e recensioni e partorisce una delle riflessioni rimaste nella storia:

Desidero tanto una grande stanza tutta per me, piena di libri e nient’altro, in cui possa rinchiudermi, senza vedere nessuno e leggere fino a calmarmi completamente.

(…) Quando vedo una penna con dell’inchiostro non posso fare a meno di attaccarmici, come a certa gente capita col gin.

Scrivere è proprio un inferno. Questo il titolo della parte che raccoglie le lettere dal 1906 al 1909. Qui Virginia oltre ad essere in lutto per il fratello, si sente molto sola per via del matrimonio della sorella Vanessa.  La sua unione con Clive turba Virginia che all’inizio lo sente come un rivale, dopo come un amico sempre pronto ad ascoltarla e tra i due si svilupperà un rapporto molto stretto, che dalle lettere sembra addirittura ambiguo.

Comunque è in questi anni che Virginia comincia la stesura  di Melymbrosia. La scrittura le darà conforto e tormento allo stesso tempo.

L’altra notte ho sognato che facevo vedere a papà il manoscritto del mio romanzo; lui sbuffando lo lasciava cadere sul tavolo e io ero molto triste; stamattina l’ho riletto e l’ho trovato brutto. Non puoi immaginare in che abissi di modestia io precipiti.

Anche quando si affaccia sula scena Leonard Woolf, Virginia prova sensazioni opposte.

Dunque, un momento sono quasi innamorata, voglio che tu stia sempre con me, sappia tutto di me, e un attimo dopo sono selvatica e distante. A volte penso che sposandoti avrei tutto…ma poi… e’ forse il lato sessuale a dividerci? Come ti ho detto brutalmente l’altro giorno, non provo attrazione fisica per te. Ci sono dei momenti – l’altro giorno quando mi hai baciata, per esempio – in cui non sono più sensibile di un sasso. Eppure  sono quasi sopraffatta dall’affetto che mi dimostri. E’ una cosa così concreta, e strana.

In queste pagine mi sono persa, mi sono commossa quando Virginia a 29 anni si sente perduta perché non è sposata e non è diventata una scrittrice ancora… perché si può avere tutto, carriera, famiglia e magari perché no, anche un po’ di felicità.

Si arriva così velocemente alla fine che quasi ci si dimentica dell’interrogativo iniziale:

La domanda è solo apparentemente ingenua, in realtà insidiosa: Virginia Woolf è più grande come scrittrice di romanzi o di saggi? Come romanziere o come critico?

E ora, di fronte all’epistolario la domanda si arricchisce di nuovi aggettivi, ma la risposta è impossibile formularla.

Ritratto di giovane scrittrice è…

Vivace, intenso, ricco di sfumature. Un libro imperdibile per chi ama Virginia e per chi vuole conoscerla sotto una nuova luce. Certo, l’ombra della depressione è una costante ma rimane in disparte. Riemerge ogni tanto per diventare protagonista ma come è arrivata scompare.

Mi tasto il cervello come fosse una pera, per vedere se è matura: per settembre sarà squisita.

Si manifesta anche nei momenti più felici, come prima di sposare Leonard, e sappiamo che le crisi la accompagneranno fino alla morte nel 1941.

In Ritratto della scrittrice da giovane però prevale una scrittura spiritosa, ricca,  appunto vivace.

Quando ho acquistato il libro l’ho pagato venti euro, nel prezzo era anche compreso l’ebook. Adesso (informazione aggiornata al 26 aprile) è in offerta sempre con la versione ebook compresa. Il libro  è bellissimo proprio come oggetto ma chi avesse paura di rovinarlo può portare in giro il lettore ebook e godersi ugualmente la scrittura di Virginia tradotta da Andrea Cane. Un modo per avere sempre le lettere a portata di mano.  Sarebbe bello avere questa possibilità per ogni libro.

three-half-stars

Alcune note su Nadia Fusini

nadia fusini

Nadia Fusini insegna Letterature Comparate presso il Sum, Istituto Italiano di Scienze Umane di Firenze. Traduttrice di moltissimi autori tra cui Keats, Beckett, Woolf, autrice di romanzi – “La bocca più di tutto mi piaceva” (1996), “Due volte la stessa carezza” (1997), “L’amor vile” (1999), “Lo specchio di Elisabetta” (2001), “L’amore necessario” (2008) -, si è imposta all’attenzione della critica e del pubblico attraverso una vasta produzione di saggi tra cui “Nomi. Dieci scritture femminili” (Donzelli 1996), “Donne fatali. Ofelia, Desdemona, Cleopatra” (Bulzoni 2005), “Possiedo la mia anima. Il segreto di Virginia Woolf” (Mondadori 2006), “Di vita si muore. Lo spettacolo delle passioni nel teatro di Shakespeare” (2010), “La figlia del sole. Vita ardente di Katherine Mansfield” (2012), “Hannah e le altre” (Einaudi, 2013) e “Marìa” (Einaudi 2019).

Alcune note su Virginia Woolf

virginia woolf

Virginia Woolf nata il 25 gennaio 1882 e figlia di Leslie Stephen, celebre storiografo e critico, crebbe in un ambiente coltissimo, frequentato da artisti, letterati, storici e critici.
Secondo le regole della buona società vittoriana, venne educata privatamente.
Tramite il fratello Thoby, entrato a Cambridge nel 1899, strinse amicizia con i discepoli del filosofo G.E. Moore, gli «Apostoli» del Trinity College (tra essi B. Russell, G. Lytton Strachey, J.M. Keynes, L. Wittgenstein, E.M. Forster, D. Garnett, L. Woolf, C. Bell, R. Fry).
Nel 1904 i fratelli Stephen si trasferirono nel quartiere di Bloomsbury, dove, intorno a Thoby (morto nel 1906), a Virginia e a sua sorella Vanessa, gli ex Apostoli di Cambridge formarono il gruppo che venne chiamato Bloomsbury set, destinato a dominare per quasi un trentennio la vita intellettuale londinese. Virginia, che nel 1912 sposò Woolf, divenne uno dei membri più brillanti e importanti del gruppo.
Soggetta per tutta la vita a ricorrenti crisi depressive con passeggere manifestazioni di squilibrio mentale, poté condurre tuttavia un’esistenza normale, che si riflette nel felice matrimonio, nelle numerose amicizie (attestate dal vastissimo epistolario) e nella stessa attività letteraria.
Nel 1913 pubblica il suo primo romanzo, “La crociera” (“The voyage out”), e inizia il Diario (parzialmente pubblicato, col titolo Diario di una scrittrice, “A writer’s diary”, nel 1953).
Nel 1917 collabora al «Times literary supplement», e fonda insieme al marito The Hoarth Press, dove usciranno, insieme a quasi tutte le opere della W., quelle di molti dei maggiori scrittori del tempo, come T.S. Eliot, K. Mansfield, E.M. Forster, R. Graves.
Nel 1919 pubblica il racconto Kew gardens; nel 1920 il romanzo “Giorno e notte” (“Night and day”); nel 1921 una raccolta di racconti, “Lunedì o martedì” (“Monday or tuesday”); nel 1922 il romanzo “La stanza di Giacobbe” (“Jacob’s room”); nel 1924 il saggio critico “Mr. Bennett e Mrs. Brown”; nel 1925 la raccolta di saggi intitolata “Il lettore comune” (“The common reader”) e il romanzo “La Signora Dalloway” (“Mrs. Dalloway”). “Gita al faro” (“To the lighthouse”) esce nel 1927 e, nel 1928, “Orlando”. L’importante studio sociologico “Una stanza tutta per sé” (“A room of one’s own”) è del 1929. Pubblica il romanzo “Le onde” (“The waves”) nel 1931, anno della stesura di “Flush, vita di un cane” (“Flush”), le «memorie» del cane della poetessa Elizabeth Browning. Nel 1932 pubblica la seconda serie di saggi del “Lettore comune” e inizia il romanzo “Gli anni” (“The years”), che uscirà nel 1937. Segue il saggio “Le tre ghinee (“Three guineas”, 1938).
Nell’estate del 1940, mentre si combatte la battaglia d’Inghilterra, la W. lavora al romanzo “Tra un atto e l’altro” (“Between the acts”), che viene terminato nel febbraio del 1941 e scrive anche “Roger Fry”, un saggio dedicato all’amico e critico d’arte britannico. Un mese dopo la W., atterrita dai primi segni di una nuova grave crisi depressiva, si uccide.

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