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RECENSIONE: Sei valigie (Maxim Biller)

Sei valigie - Maxim Biller - Sellerio editore
RECENSIONE: Sei valigie (Maxim Biller)

Sei valigie

Valutazione:
three-stars
Autore:
Traduttore:
Pubblicato da:
Data uscita:
16/01/2020

Pagine:
168
Genere:
ISBN:
9788838940385
ASIN:
B082VJ33BF
Acquista:

La trama

Una famiglia di ebrei russi che scappa dall’Est all’Ovest. Un uomo condannato a morte, forse tradito da uno dei propri figli. Misteri e dicerie che si tramandano di generazione in generazione. Maxim Biller trasforma in romanzo la storia della sua famiglia, per svelarne gli enigmi.

 – Smarrimento – 

Sei valigie di Maxim Biller (Sellerio) è la storia di una famiglia e di un mistero da svelare.  Storia autobiografica, è il racconto della famiglia di Biller che si trasferisce in Germania.

Sei valigie - Maxim Biller - Sellerio editoreBiller è nato nel 1960 in una famiglia di ebrei russi. Il tate, ovvero il nonno di Maxim, è stato arrestato a Mosca e successivamente giustiziato. Qualcuno lo ha tradito, ma chi? Il tate è stato arrestato per contrabbando di valuta.

Le pagine sono poche ma intense, scorrono veloci verso un finale senza soluzione. La voce narrante è quella di Maxim che ragazzino prima e uomo poi, ricostruisce i legami della famiglia per raggiungere la verità.

A tradire il tate è stato uno dei quattro figli? E’ forse stato Dima? Quando Sei valigie si apre, Dima ha appena finito di scontare cinque anni di carcere e torna a casa da una moglie che non lo ama, e che forse è innamorata del papà di Maxime, e da una figlia dai contorni non così tanto definiti.

Il piccolo Maxim gioca a fare l’investigatore quando rimane a casa di Dima: fruga nei cassetti e negli armadi alla ricerca di prove e riesce persino, seppur telefonicamente, a conoscere Lev, l’altro zio, quello con cui la famiglia non parla.

Allora è stato Lev a tradire la famiglia? O forse Lev non parla con nessuno perché il vero traditore è stato Dima?

Sono tante le domande che affollano la mente dello scrittore anche su Natalia che viene tratteggiata dalla madre di Maxim come una leggera, facile. Sopravvissuta ai campi di concentramento è una bellissima attrice che ride sempre. E’ ancora possibile ridere dopo  Auschwitz?  Anche lei ha un movente per il tradimento del tate: in realtà voleva sposare il papà di Maxim, o almeno è quello che pensa la moglie.

Come si può ridere così e pensare al sesso dopo essere stati nei campi di Hitler?

Sei valigie - Maxim Biller - Sellerio editoreMa in questa storia non c’è soltanto Maxim, sua sorella Jelena è diventata una scrittrice e anche lei ha scritto un romanzo sul delitto di famiglia ma al centro del libro non c’è la verità, chi ha tradito davvero il tate non è importante, è una questione “privata”.

Biller mette in scena sospetti e ironia nei regimi totalitari, dando vita a una sorta di tragicommedia in cui sono tutti sospettati.

Esistono tradimenti buoni e tradimenti cattivi, lo sa molto bene Maxim che sta studiando Brecht e sta vivendo i primi tormenti legati all’adolescenza:

Sì , zio Dima aveva ragione. Sì, ero un piccolo Berija meschino, uno sputasentenze, un adolescente presuntuoso e inconsapevole, la cui preoccupazione maggiore era quella di non essere beccato da suo padre a fumare e che sua madre non trovasse sotto il suo letto i fazzoletti con cui si puliva dopo essersi masturbato e che regolarmente dimenticava la sotto. Che cos’avrei fatto io in realtà, pensavo, al posto di Dima o dei miei genitori? Sarei rimasto, sarei fuggito, se i comunisti mi   avessero preso avrei denunciato i miei amici e parenti più stretti? Me lo chiedevo assolutamente serio, serio come probabilmente con i miei quindici anni mai mi ero chiesto qualcosa.


Sei valigie è…

Smarrimento. Lo smarrimento dei personaggi in balia del sospetto, dello stato di polizia. Alla fine chi è stato davvero forse, come rivela Jelena alla fine non è davvero importante.

Non sono rimasta pienamente soddisfatta, mi aspettavo una storia più dinamica e meno mentale, quindi non sono andata oltre alle tre stelle. Ma è comunque un libro godibile e affascinante.

Consigliato per chi cerca una storia originale, vera e appassionante nonostante manchino grandi colpi di scena.

 

three-stars

Alcune note su Maxim Biller

maxim biller

Nato a Praga nel 1960 da genitori russi ebrei, Maxim Biller è emigrato con la famiglia in Germania e oggi risiede e lavora a Berlino. La sua opera si impernia in modo particolare sulle relazioni tra ebrei e tedeschi. Critico letterario, scrive sulle pagine della Frankfurter Allgemeine Zeitung, della Zeit, di Rolling Stone. Negli anni ’90 tiene regolarmente una rubrica satirica di grande successo dal titolo Cento righe di odio. I suoi testi sono apparsi anche sul New Yorker ed è considerato uno dei narratori tedeschi più appassionanti e imprevedibili. In Italia ha esordito con Taci, memoria (L’orma),tradotto in numerose lingue.

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