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Libri usati che passione! Gli ultimi arrivi nella mia libreria

libri usati

Vi piacciano i libri usati? Io li adoro (sì, soprattutto perché mi fanno risparmiare).

Questo fine settimana (con l’ultimo giorno di zona gialla) ho deciso di dedicare il tempo alle passeggiate, al mare e al sole e alle librerie. Non ho letto nulla e non ho scritto nulla, ecco perché non ho pubblicato nessuna recensione! Voglio però lasciarvi con l’elenco dei libri che ho comprato: quattro al Libraccio e due al mercatino. Sono contentissima!

Il grande me lo desideravo da tempo perché avevo amato La figlia femmina, Vite scritte di Marias lo puntavo da almeno un anno. Mentre per Quando lei era buona, beh, non si può lasciare un Roth al mercatino!

I due di McEwan li ho presi perché non ho mai letto questo autore, mentre per Tetto Murato ero rimasta colpita un mese fa ma non avevo potuto prenderlo per motivi di budget e quando sono tornata al Libraccio e l’ho visto ancora lì ho pensato: Il destino!

Il grande me di Anna Giurickovic Dato

il grande me di Anna giurikovic dato Fazi editore

 

Simone, davanti alla consapevolezza di una morte certa, viene raggiunto a Milano dai suoi tre figli, dopo molti anni di lontananza. È l’inizio di un periodo doloroso, ma per Carla si tratta anche dell’ultima occasione per recuperare del tempo con suo padre. Simone, angosciato dal pensiero di aver fallito e di non poter più cambiare il suo passato, ripercorre le tappe della propria eccentrica esistenza, vissuta con grande passione e voracità. Mentre la sua lucidità mentale vacilla sempre più, vuole usare il poco tempo che gli resta anche per rimediare a vecchi errori e confessa ai figli un segreto. In Carla e i suoi fratelli riaffiorano ricordi di anni lontani, i momenti dell’infanzia in cui la famiglia era ancora unita e quelli legati alla separazione dei genitori, nel tentativo di ricostruire una verità dai contorni sempre più incerti. I ragazzi non possono far altro che assecondare il padre, tra realtà e delirio, mentre la malattia si dilata richiedendo sempre più attenzioni e occupando la totalità delle loro giornate. Inizia così una ricerca – anche interiore – dai risvolti inaspettati, che porterà Carla e la sua famiglia a scontrarsi con un’ulteriore dura realtà, oltre a quella della vita e della morte. Sarà un confronto necessario, che Carla ha cercato e allo stesso tempo sfuggito per anni, ma che ora dovrà affrontare con tutta la forza di cui è capace.

Macchine come me di Ian McEwan

macchine come me di Ian McEwan

Londra, un altro 1982. Nelle isole Falkland infuriano gli ultimi fuochi della guerra contro l’Argentina, ma per le vie della città non sventoleranno le bandiere della vittoria. I Beatles si sono da poco ricostituiti e la voce aspra di John Lennon continua a diffondersi via radio. Anche il meritorio decrittatore del codice Enigma, Alan Turing, è scampato alla morte precoce, e i suoi studi hanno reso possibili alcune delle conquiste tecnologiche di questi «altri» anni Ottanta, dalle automobili autonome ai primi esseri umani artificiali. Fra chi non resiste alla tentazione di aggiudicarsi uno dei venticinque prototipi esistenti nel mondo, dodici Adam e tredici Eve, c’è Charlie Friend. Certo, un grosso investimento per un trentaduenne che si guadagna da vivere comprando e vendendo titoli online. Ma Charlie è convinto che quel suo Adam bellissimo, forte, capace in tutto, «articolo da compagnia, sparring partner intellettuale, amico e factotum» secondo le promesse dei costruttori, gli sarà di grosso aiuto con l’affascinante ma sfuggente Miranda, la giovane vicina del piano di sopra. Per certi versi non ha torto. Il primo non-uomo ha accesso a tutto quello che si può sapere, dalla soluzione del problema matematico P e NP, all’influenza di Montaigne su Shakespeare, fino al modo di vincere le resistenze di Miranda e penetrarne il segreto. Un segreto complicato e doloroso che, quando emerge, pone ciascuno di fronte a un dilemma etico lacerante. Ma la legge più inviolabile dell’androide recita: «Un robot non può recar danno a un essere umano né può permettere che, a causa del proprio mancato intervento, un essere umano riceva danno». E per un’intelligenza artificiale tanto sofisticata da anteporre la coscienza alla scienza, il concetto di danno può essere più profondo e micidiale di quel che appare.

Lettera a Berlino di Ian McEwan

lettera a berlino Ian McEwan einaudi

Nell’inverno del ’55 Berlino è ancora devastata nel corpo e nel cuore. È il tempo della guerra fredda, il tempo delle spie. Nella vita di Leonard Marnharm, il giovane tecnico inglese protagonista di questo romanzo, il “tunnel di Berlino” rappresenterà il luogo, reale e metaforico, di un viaggio apparentemente senza fine negli abissi dell’esistenza. L’amore di Leonard per la tedesca Maria ha dapprima un sapore dolcissimo, ma c’è ancora nell’aria come un morbo latente di violenza, di disfacimento, che a poco a poco invade i pensieri, i gesti, le azioni quotidiane. Nel momento cruciale della sua esistenza, Leonard appare sopraffatto da una forza e da un orrore che lo trascendono.

Vite scritte di Javier Marìas

Vite scritte  di Javier Marìas  einaudi

«Con il passare del tempo mi sono reso conto che, se mi è piaciuto scrivere tutti i miei libri, è stato con questo che mi sono divertito di più. Forse perché, oltre che “scritte”, queste vite sono state “lette” », dichiara Marías nella premessa. O meglio, in un’appendice alla premessa, che risale a sette anni e sette mesi dopo – e gli appassionati di numerologia potranno sbizzarrirsi – la prima edizione del volume. Sarà forse perché “Vite scritte” nasce come una sfida che lo scrittore lancia a se stesso: scegliere una ventina di autori, trattarli come personaggi letterari, rivelare i particolari più curiosi delle loro vite, troppo spesso trascurate a favore delle loro opere. La scelta e l’ordine di apparizione sono arbitrari, ma Marías si impone due regole (altrimenti che sfida è?), ovvero che gli autori non siano spagnoli e che siano rigorosamente morti. E così, in questo libro si incontrano, tra gli altri, un Faulkner che scrive per poter comprare cavalli, Conrad in un’insolita versione sulla terraferma, una Blixen seduttrice di giovani poeti, Joyce grande estimatore dell’attività scatologica della moglie Nora – che forse non a caso lo definí «un fanatico» -, Tomasi di Lampedusa emblema del fumatore accanito e proverbiale autore postumo. Alcune storie si incrociano, come quelle di Conrad e James, legati da una cordiale antipatia, o si ingarbugliano in astiosi legami familiari, come succede per Madame du Deffand e Julie de Lespinasse. E poi, come in una singolare mise en abîme, l’infanzia di Kipling e delle sorelle Bronté diventa «dickensiana», o lo stesso Marías si trasforma in un personaggio della biografia di Nabokov. Corredato delle immagini più celebri di questi artisti, che Marías ha collezionato per anni in forma di cartolina, “Vite scritte” ci accompagna in un viaggio insolito attraverso vite talmente incredibili da non poter essere altro che, inevitabilmente, vere.

Quando lei era buona di Philip Roth

Quando lei era buona di Philip Roth

Da bambina Lucy Nelson vede il padre alcolista finire in galera. Da quel giorno ha cercato di redimere qualunque uomo le capitasse intorno, per la rovina sua e dei suoi amanti. Quando Roy e Lucy iniziano a uscire insieme, lui lo fa perché sta cercando se stesso, lei perché non sopporta più una madre remissiva e un padre ubriacone. Si innamorano, o cosi credono. Quando Lucy cede alle estenuanti insistenze, alle canzoni romantiche e alle parole rassicuranti di Roy e “va fino in fondo”, rimane incinta. Da quel momento in avanti, come in una tragedia greca in cui, qualunque cosa si faccia, non si può sfuggire al destino, tutto precipita. Lucy non vuole ripercorrere le orme della madre, non vuole diventare la moglie di un uomo egoista, debole e fallito, ma si convince di essere già quel tipo di donna, trascinando il matrimonio – e se stessa – alla rovina. Uscito subito prima del Lamento dì Portnoy, questo terzo romanzo di Philip Roth contiene già tutto il sarcasmo, l’ironia tagliente, l’inquietudine morale delle opere della maturità. Ma possiede una caratteristica che lo rende una stella preziosa: è l’unico romanzo del maestro di Newark ad avere per protagonista una donna. Con Lucy, Roth consegna alla storia della letteratura un personaggio agghiacciante e commovente, incarnazione di una donna che lotta per non sprofondare nella propria follia.

Tetto Murato di Lalla Romano

Tetto Murato di Lalla Romano einaudi

La guerra è l’inverno isolano in uno sperduto gruppo di case due coppie di amici. Da una parte Ada, giovane insegnante, natura istintiva e luminosa, con il marito Paolo, intellettuale malato; dall’altra una giovane donna, Giulia, maternamente attratta dalla debolezza di Paolo, e il marito di Giulia, Stefano, uomo forte e risoluto, a sua volta colpito dalla vitalità di Ada. Un gioco di attrazioni che rimane tuttavia sul piano di affinità elettive appena intraviste.

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