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Poesia non ti temo, perché i versi ci spaventano così tanto

poesia non ti temo

Poesia non ti tempo è un hashtag che ho coniato durante la prima quarantena del 2020. Chiusa in casa da sola ho sentito il bisogno, ancora una volta, di uscire dai miei limiti e sperimentare. La poesia, che quando andavo a scuola mi sembrava così alla portata, è diventata qualcosa di lontano, sconosciuto, da temere.

Quando ieri su Instagram ho chiesto perché non leggete la poesia? Molte risposte sono state quelle che ho dato io in passato: “Ho paura di non capirle”, “Non saprei da che parte cominciare”, “Se qualcuno le commenta le apprezzo, altrimenti mi perdo”.

Queste sono state le risposte più gettonate e contengono anche i miei timori, però ad un certo punto mi sono buttata e ho cominciato a leggere. Mi sono abbandonata e quindi, mi sono emozionata.

Importante sicuramente scegliere testi con un buon apparato critico che sia in grado di guidarci prima o dopo la lettura. Ma ricordiamoci anche che abbiamo il mondo intero a una portata di click e quindi possiamo cercare saggi, recensioni, articoli…

Con Poesia non ti temo ho capito che dovevo abbandonarmi come quando a 18, 19 anni ho letto i mostri sacri della letteratura, ho capito che quando smetti di porti limiti allora cominci davvero ad imparare qualcosa.

Qui una piccola lista di consigli, purtroppo non ho scritto qualcosa di tutti ma lo farò nei prossimi mesi! Considerate che questi consigli vengono da me che non sono né un’esperta, né una critica. La precisazione è doverosa perché quando si tocca la poesia c’è sempre qualcuno che… critica!

Poesia non ti temo: qualche consiglio

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