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RECENSIONE: La mia Ingeborg (Tore Renberg)

La mia Ingeborg  di Tore Renberg (Fazi editore)
RECENSIONE: La mia Ingeborg (Tore Renberg)

La mia Ingeborg

Valutazione:
three-half-stars
Autore:
Traduttore:
Data uscita:
06/02/2024

Pagine:
180
Genere:
ASIN:
B0CK62ND37
Acquista:

La trama

Tollak è un uomo pieno di testardo e sensibile, rude e orgoglioso. Un uomo impossibile, a detta di molti. Ormai vecchio e solo, barricato nella sua fattoria, non fa che imprecare contro il mondo che da tempo, per lui, ha smesso di avere senso. L’unica persona che lo teneva attaccato alla vita era sua moglie Ingeborg, amatissima, scomparsa da qualche anno. “Tollak di Ingeborg”, lo chiamava la gente del paese. I suoi due figli, ora adulti, hanno abbandonato la valle, teatro di un’infanzia difficile; oggi vivono in città e passano a trovarlo di rado. Soltanto Oddo è rimasto con “Oddoloscemo”, per i vicini, lo zimbello di tutti, un ragazzo problematico di cui si prende cura da quando, ancora bambino, è stato abbandonato dalla madre. La vita di Tollak, soprattutto negli ultimi anni, è stata avvolta nel troppo difficile dare voce alla rabbia che gli brucia dentro. Ma ora è giunto il momento di parlare, di raccontare finalmente la sua verità. Così, l’uomo insiste affinché sua figlia e suo figlio tornino a casa ancora una volta, forse l’ultima. Prima che sia troppo tardi ha bisogno di condividere il suo segreto. O meglio, i suoi le verità che Tollak ha sempre tenuto per sé sono molte, e sono una più sconvolgente dell’altra. Premiato come miglior libro dell’anno dai librai norvegesi, bestseller letterario trascinato da una scrittura sferzante, teso come un thriller e commovente come una storia d’amore, La mia Ingeborg è l’intenso racconto di una famiglia che, capeggiata da un uomo distruttivo, va in pezzi.

 – Spiazzante –

La mia Ingeborg  di Tore Renberg (Fazi editore) è un libro che mi ha decisamente stupito. Non mi aspettavo che questo tipo di narrazione, all’apparenza fredda e quasi sconclusionata, potesse coinvolgermi così.

Sono Tollak di Ingeborg. Appartengo al passato.

È questa la frase che viene ripetuta come un mantra per La mia Ingeborg. Il protagonista è un uomo solo, malato e scontroso. Non ha avuto una vita facile, lo si capisce da quello che dice e da come lo dice. Abituato a trascorrere la vita da solo con la moglie, deve fare i conti con una solitudine ancora più pressante. La sua Ingeborg è morta e a fargli compagnia è rimasta soltanto una bottiglia… parecchie bottiglie.

La mia Ingeborg  di Tore Renberg (Fazi editore)I figli sono lontani, lo hanno lasciato lì tra le sue montagne a pensare alla segheria e all’inesorabile cambiamento del mondo. Sì perché il nostro protagonista non sopporta tutto ciò che è nuovo. Il mondo sta andando alla deriva e la modernità lo sta rovinando sempre più.  Tollak però non è proprio solo, in casa con lui oltre ai ricordi di una vita, anche Oddo.

Oddo merita il suo spazio. Ha l’età dei figli di Ingeborg e Tollak ed è quello che si suol dire “lo scemo del villaggio”. Preso in giro da tutti perché ha dei ritardi cognitivi, è cresciuto insieme a questa famiglia. La mamma lo ha abbandonato e Oddo è cresciuto come un membro della famiglia a tutti gli effetti.

Il protagonista ha scelto di chiamare a raccolta i due figli, ha bisogno di parlare di una cosa molto importante, qualcosa che cambierà la vita di questa famiglia.

Le ore trascorrono lente nell’attesa del loro arrivo. È così che Tollak ci fa strada nella sua vita. Rievoca l’amore per la moglie dipingendo un quadro commovente.

Riesco a vedere il suo viso. Quei lineamenti così belli. Riesco a vedere il modo in cui camminava per la stanza, come l’ondeggiare dei suoi passi si diffondeva per tutta la gamba fino a raggiungere i fianchi. Riesco a vederne la schiena, la maniera in cui si chinava. Riesco a sentirne il suono della voce, dentro la quale si mescolavano profondità e leggerezza:

Non sei di molte parole, Tollak.

A volte lo diceva con amore. Ogni tanto in preda alla disperazione. Qualche volta con dolore. Spesso con irritazione. Aveva ragione. Non sono un tipo loquace.

Mentre sto qui davanti alla finestra, mi torna alla memoria una sera di molti anni fa. Era il periodo in cui Hillevi e Jan Vidar frequentavano le elementari. I bambini si erano addormentati e noi eravamo a letto, io e Ingeborg, due corpi, uno accanto all’altro. Dopo l’amplesso ci sentivamo sempre così caldi e sazi. Eravamo così, io e Ingeborg, ci aggrovigliavamo come due animali e non potevamo farci niente.

Ma La mia Ingeborg non è soltanto una storia d’amore, è più un affresco familiare. Il punto di vista è sempre quello ottuso, a tratti violento, del protagonista. Emergono le figure dei figli, i non detti, la paura del cambiamento, dell’amore stesso… fino ad arrivare a una verità brutale e sconvolgente.


La mia Ingeborg è…

Decisamente spiazzante.  La voce del protagonista è commovente e fastidiosa allo stesso tempo. Non ci sono filtri di nessun tipo, siamo dentro alla sua testa e indossare questi panni è tutt’altro che comodo…

Tutto a un tratto la bocca aveva cominciato a sanguinare e avevo sputato un dente sul palmo della mano. Aveva piovuto tutto il giorno, una pioggia greve e scrosciante, ma in quel momento, a sera inoltrata, le nuvole si erano svuotate. Sulla lingua avevo avvertito un sapore metallico e, mentre deglutivo e mi raschiavo la gola, dalla finestra del soggiorno vedevo la luna che, come recisa a metà, pendeva a occidente sopra i boschi del Vestmarka. Novembre era agli sgoccioli. Mi ero diretto verso la lampada, quella che Ingeborg accendeva sempre dopo cena, quella sotto cui sedeva tutti i giorni, con i suoi libri, i suoi giornali, era una donna che leggeva. Avevo disteso la mano sotto il cono di luce. Era un molare superiore…

La mia Ingeborg  di Tore Renberg (Fazi editore)Consigliato per chi è in cerca di una storia triste, malinconica e che oscilla tra commozione e rabbia. Il protagonista è l’ultimo testimone di un mondo che non c’è più, fatto di legami, tradizioni, ma anche tradimenti e violenza. Le pagine sono pochissime e i capitoli molto brevi, arriverete alla fine in un battibaleno e alla fine vi darà fastidio essere stati Tollak anche solo per qualche ora ACQUISTA QUI il libro.

three-half-stars

Alcune note su Tore Renberg

Tore Renberg

Tore Renberg è  nato nel 1972 a Stavanger, è uno degli autori norvegesi più popolari, versatili e acclamati dalla critica. Ha vinto numerosi premi letterari e i suoi libri sono stati tradotti in ventidue lingue. Ha esordito nel 1995 con la raccolta di racconti Sovende floke, alla quale sono seguiti quindici romanzi. La mia Ingeborg, pubblicato in Norvegia nel 2020, è il suo più grande successo letterario. Ha scritto anche sceneggiature e opere teatrali. Oltre alla scrittura si dedica alla musica: ha suonato in diversi gruppi, tra cui i Lemen, formazione in cui lui era la voce e Karl Ove Knausgård il batterista.

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