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RECENSIONE: Filamenti (Elisa Biagini)

Filamenti di Elisa Biagini (Einaudi editore)
RECENSIONE: Filamenti (Elisa Biagini)

Filamenti

Autore:
Pubblicato da:
Data uscita:
25/08/2020

Pagine:
96
Genere:
ISBN:
8806244809
ASIN:
B08DSNLTNZ
Acquista:

La trama

«Nella prima edizione del suo "Frankenstein" Mary Shelley cita Erasmus Darwin e il suo «filamento», intuizione geniale che contribuirà alla stesura dell'"Origine delle specie" da parte del nipote Charles. Non a caso forse "Filamenti", ultimo libro di Elisa Biagini, inizia con una frase di Mary Shelley per poi comporsi e decomporsi sulle pagine con la precisione che caratterizza da sempre una poesia in continuo dialogo con altre scritture, da Emily Dickinson a Paul Celan. Stavolta l'ispirazione letteraria si coniuga anche con la volontà di «annusare la terra», descrivendone le diramazioni, le ramificazioni attraverso un galvanismo delle parole che scuote la biografia propria e altrui». (Antonella Anedda)

– Lampo –

Filamenti di Elisa Biagini (Einaudi editore) è una raccolta che scuote, turba e consola. Recensire la poesia mi mette sempre un po’ in difficoltà (e penso proprio di non essere l’unica). Ho paura di non essere all’altezza, di non riuscire a comprendere fino in fondo quello che leggo e, ancora di più, di non saperlo raccontare. Eppure continuo a cercarla. Soprattutto quando sono stanca, quando sento che le storie non mi stanno portando dove vorrei. O meglio: quando mi accorgo che continuo a voler guidare io, anche nella lettura. Con la poesia riesco ad abbandonarmi. Mi fermo su un’immagine, torno su una parola, rileggo una pagina. A volte qualcosa rimane distante, altre volte bastano pochi versi per riconoscermi. Mi piace abitare quelle parole per tutto il tempo che reputo necessario, mi piace che mi schiaffeggino o che mi accarezzino a seconda dei casi.

Filamenti di Elisa Biagini (Einaudi editore)

Durante la prima quarantena del 2020 avevo coniato l’hashtag “Poesia non ti temo”. Chiusa in casa da sola, avevo sentito il bisogno di uscire dai miei limiti e avvicinarmi a una lettura che negli anni era diventata sempre più lontana. Quel timore, in realtà, non è scomparso del tutto. Ci sono ancora poesie davanti alle quali mi sento impreparata. Ma ho imparato a concedermi il tempo di leggerle, senza pretendere di avere subito qualcosa da dire.

Filamenti di Elisa Biagini, pubblicato da Einaudi, è una raccolta intensa, che mi ha dato conforto e insieme mi ha scossa. Nei versi che ho sentito più vicini ho trovato la memoria, la vita, le assenze. E soprattutto la difficoltà della parola, il suo rimanere dentro:

Un giorno la parola
– quella – non esce,
resta materia in attesa:

tappeto tirato via
da sotto i piedi

resti ferma cercando
di trovarne il suono
nella stanza.

Questa poesia mi ha raggiunta più delle altre. Ci sono momenti in cui si hanno cose da dire e ci si sente costretti a trattenerle. Le parole rimangono dentro, occupano spazio, anche mentre fuori continuiamo a fare quello che dobbiamo. Leggere questi versi mi ha fatto sentire riconosciuta. Mi sono fermata su quella “materia in attesa”, sul peso di qualcosa che esiste già, anche se non trova voce.

Mi ha colpita il modo in cui Biagini dà una consistenza fisica a ciò che è difficile afferrare. La memoria diventa un bicchiere:

È quel
bicchiere da cui
non puoi versare
neanche un goccio,
la memoria.

È un’immagine sulla quale torno spesso. Mi fa pensare a quello che conserviamo e alla difficoltà di lasciarne andare anche solo una parte. A quanto il passato possa restarci dentro, nei gesti e nelle parole di ogni giorno.

Poi c’è il desiderio di afferrare la vita, di trattenerne qualcosa:

Questo tuo mordere è
per acchiappare
il mondo, tentare
di portarne un pezzo
via con te.

In quel “mordere” ho sentito una fame che riconosco: la voglia di esserci, di prendere parte alle cose, di portare con sé qualcosa di quello che si è vissuto. Anche per questo Filamenti mi è sembrata una lettura così intensa. La memoria e le assenze convivono con questa spinta verso il mondo. Non so spiegare ogni verso di questa raccolta e direi che non è nemmeno questo il compito del lettore. Alcuni li ho riletti a lungo, altri forse avranno bisogno di un momento diverso per raggiungermi. Ma so quali mi hanno fermata e quali ho avuto bisogno di leggere di nuovo.

La poesia a volte mi sembra ancora faticosa. Continuo a leggerla anche per questo: per concedermi di stare davanti a qualcosa senza doverlo dominare. E perché parla al cuore, ed è il cuore, spesso, a registrarne per primo le sensazioni. E quelle, non sono mai sbagliate.


Filamenti è…

Filamenti di Elisa Biagini (Einaudi editore)

Un lampo. In Filamenti c’è la vita, c’è la creazione e c’è anche inevitabilmente il suo sgretolarsi. Ci sono immagini che non scorderò e a cui so già che tornerò spesso con la memoria. Non è forse questa la forza di un buon libro?

Consigliato per chi è in cerca di una lettura intensa, folgorante e di certo un po’ scomoda.

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Alcune note su Elisa Biagini

elisa biagini

Elisa Biagini è nata a Firenze nel 1970. Presso Einaudi ha pubblicato le raccolte: L’ospite (2004), Nel bosco (2007), Da una crepa (2014), Filamenti (2020) e L’intravisto(2024). Ha curato e tradotto l’antologia Nuovi poeti americani (Einaudi 2006) e Non separare il no dal sí (Ponte alle Grazie 2020), una scelta di poesie di Paul Celan. Con Antonella Anedda ha pubblicato Poesia come ossigeno. Per un’ecologia della parola(chiarelettere 2021). Sue poesie sono tradotte in piú di quindici lingue in volumi e antologie.

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