FERRANTE FEVER, quando non serve un volto per avere successo

Chi è Elena Ferrante?

Il documentario di Giacomo Durzi, girato tra gli Stati Uniti e l’Italia mi ha incuriosito subito. Ferrante Fever cerca di rispondere alla domanda: chi è Elena Ferrante?  Da anni l’identità della scrittrice, qualcuno ipotizza addirittura che sia un uomo, tiene banco nei salotti letterari e non solo.Elena Ferrante fever La scelta dell’autrice, tra le più popolari al mondo, di non apparire ha suscitato scalpore, invidia e ammirazione.

Il film di Durzi però non indaga sulla vita di Ferrante o di chiunque si nasconda dietro a questo nome, bensì sull’effetto che ha fatto ai lettori. La scena si apre con una vista su New York trafficata e la voce di Hilary Clinton mentre racconta le sue impressioni sull’Amica Geniale la tetralogia capolavoro.

Non è Napoli ad aprire il documentario, non sono i rumori, le voci, gli odori, i corpi e la confusione magistralmente descritti dall’autrice in diverse opere. E questa non è certo una scelta casuale.

Difficile, se non impossibile essere un profeta in patria.  In Italia, come ricorda  Nicola La Gioia, è difficile perdonare il successo. E infatti in quei 74 minuti, interverranno soprattutto gli americani,  che senza remore ammettono di essere stati contagiati dalla Ferrante Fever.

Elena Ferrante feverBrevemente vengono sfiorati tutti i suoi romanzi, a partire dall’Amore molesto fino ad arrivare all’Amica Geniale. I racconti, le impressioni di chi ha letto, visto e amato i volumi viene spezzato dalle scene dei film realizzati sulla base dei romanzi.

Fondamentale, almeno per me, l’intervento di Roberto Saviano, che nel 2015 candidò Storia della bambina perduta al Premio Strega. Un uomo che del suo volto, del “metterci la faccia” ha fatto una bandiera.

Elena Ferrante ha deciso di parlare esclusivamente attraverso la sua opera. Ho pensato che la nomination le fosse dovuta, per l’enorme lavoro che c’è nei suoi libri, per lo sforzo coraggioso della sua posizione.

Prenderanno la parola registri, autori, traduttrice e semplici lettori. Ognuno a proprio modo dirà la sua sulle sue opere e sull’effetto che sono riuscite a creare. Il regista di Amore Molesto, Mauro Martone dice un’altra cosa che non riesce ad uscirmi dalla testa:

Quando leggi i suoi libri hai l’impressione non che stia parlando con te ma che stia parlando di te.

La frantumaglia

Non sono un’esperta di cinema, nè tantomeno vorrei diventarlo ma mi sento di poter consigliare questo documentario, che rimarrà nelle sale solo fino a stasera 4 ottobre. Lo consiglio a chi già conosce Ferrante, e che quindi si stupirà nel sentire in bocca ad altri le stesse parole pronunciate da lui, e a chi non si è nemmeno mai avvicinato ai  suoi libri, questa è la vostra occasione.

Ammetto di aver scelto L’amica geniale per la copertina e ammetto di aver scoperto l’alone di mistero che aleggiava intorno alla scrittrice solamente per caso. Ma con la stessa onestà ammetto che dopo aver letto una pagina dell’Amica geniale ho dovuto, e sottolineo dovuto perché è stata una vera e propria esigenza, leggere ogni riga pubblicata da lei. Durante l’attesa per l’ultimo volume della tetralogia, ho comprato ogni libro che riportasse il suo nome. L’unica cosa che non ho avuto il coraggio di fare è stato guardare i film.

Ho comprato La Frantumaglia ma non l’ho mai cominciato. Quando sono arrivata all’ultima parola di Storia della bambina perduta ero troppo scossa per ritrovare la sua scrittura. Durante quei quattro volumi ho sentito anche io la frantumaglia dentro, la “smarginatura” del mondo intorno e dentro di me. Come quando sei sulle montagne russe, bellissimo e spaventoso allo stesso tempo.

Il merito di Ferrante Fever

Sicuramente questo film ha il grande merito di avermi fatto riprendere in mano quel libro: ecco ora sono pronta a leggerlo. Ora sono pronta a ritrovare Ferrante come un’amica che è stata via per tanto tempo, e non ha importanza se questa amica ha un volto o un nome, l’importante è che mi arrivi dritto al cuore.

Rispondi