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Libri dei desideri: le uscite di giugno e luglio 2020

State facendo la scorta per i libri dell’estate? Nel caso foste ancora indecisi, vi segnalo qualche interessante uscita a luglio. Non c’è più bisogno di precisarlo, i libri sono diversi ma mi sembrano tutti intriganti.

La Grande Beune di Pierre Michon

La Grande Beune di Pierre Michon adelphi

La Grande Beune di Pierre Michon (Adelphi)  con la traduzione di Giuseppe Girimonti Greco è uscito il 25 giugno. Quando una sera di settembre arriva in uno sperdu­to borgo della Dordogna non lontano da Lascaux – mentre torbide piogge sferzano le finestre e la Gran­ de Beune scorre melmosa giù, alla base della falesia –, il narratore, giovane maestro fresco di nomina, subi­to sa di aver varcato una misteriosa linea di demarca­zione, e che per lui è iniziato un viaggio nel tempo, in «un passato indefinito» che suscita «un vago ter­rore».
Glielo suggeriscono i pescatori e cacciatori che paiono usciti da antichi fabliaux, Hélène, la lo­candiera, «vecchia e massiccia come la Sibilla Cuma­na, come lei pensosa», e Yvonne, la tabaccaia, alta e bianca – «puro latte» –, abbondante e florida come le uri, corvina ma con gli occhi chiarissimi, che susci­ta in lui un lancinante, selvaggio desiderio. Il maestro la spia quando, regale come sempre, i tacchi alti che infilzano le foglie cadute, attraversa prati e boschi per raggiungere il suo amante, sogna di possederla, di sventrarla, tanto lussuria e ferocia primitiva si rive­lano d’improvviso intimamente legate. Non a caso il sopraggiungere di Yvonne può essere annunciato da un corteo di bambini incappucciati che inalberano nel gelo della campagna il trofeo di una volpe morta e vi danzano intorno, e seguito da oscene visioni. Per­ché se Yvonne è il desiderio stesso in tutta la sua im­mane potenza, la sessualità come cerimoniale scia­manico e sacra trance, il borgo di Calstenau è il visce­rame del mondo, l’incisione rupestre capace di ri­portarci ad antiche cosmogonie, all’animalità, al primitivo – all’immemorabile origine di tutto.

Il mago di Lublino di Isaac Bashevis Singer

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Il mago di Lublino  di Isaac Bashevis Singer (Adelphi) con la traduzione di Katia è uscito il 25 giugno.  Formidabile personaggio Yasha Mazur, so­prannominato il Mago di Lublino: illusionista, saltimbanco, ipnotizzatore, capace di liberarsi da qualunque corda e di aprire qualunque serratura – ma anche minaccia­to dalla noia, malato di irrequietezza, sem­pre affamato di «nuovi trucchi e nuovi a­mori».

E, come altre figure magistralmen­te tratteggiate da Singer, combattuto fra insaziabili appetiti carnali e nostalgia de­gli antichi riti della sua religione. Di don­ne, oltre alla moglie che lo aspetta pazien­temente nella casa di Lublino, Yasha ne ha almeno tre o quattro, e di una di loro, una vedova cattolica, è innamorato al punto di volersi convertire per sposarla (ma gli pia­ce parecchio anche la figlia: certo, ha solo quattordici anni, ma basta che cresca un po’…). Con lei vorrebbe partire per l’Ita­lia, che in questo scorcio del diciannovesi­mo secolo sembra potergli offrire tutte le opportunità che non avrà mai nel suo pae­se. E tuttavia non sa decidersi, i dubbi lo tormentano «come uno sciame di locu­ste». Finché un giorno non accadrà qualcosa – qualcosa di terribile – che indurrà il Mago di Lublino a intraprendere un cam­mino che non avrebbe mai immaginato di percorrere.

Caccia all’omo di Simone Alliva

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Caccia all’omo. Viaggio nel paese dell’omofobia  di Simone Alliva (Fandango libri) è uscito il 18 giugno.  A Torino un ragazzo gay viene picchiato dai vicini di casa, è una spedizione punitiva: “Sei gay, ti uccidiamo”. Intanto la Capitale brucia: con un pugno sferrato in pieno volto muore Umberto Ranieri l’artista 53enne di origini abruzzesi, noto col nome d’arte di Nniet Brovdi. A Cagliari un gruppo di ragazzi insulta e aggredisce un 17enne e una sua amica, “frocio di merda” e giù botte. Il pestaggio viene filmato e caricato online, per divertimento.
A Domodossola, una ragazza è obbligataa 15 anni ad avviare un percorso di teorieriparative: è lesbica dunque malata, per i genitoriva curata. Le cronache delle aggressioni a gay, lesbiche e trans raccontano di un paese intossicato dall’odio. Soprattutto dopo le ultime elezioni politiche, quelle dell’Italia del cambiamento.
Quelle del “prima gli italiani”. Con le elezioni del 4 marzo 2018 le lancette della vita civile nel nostro paese hanno cominciato a girare al contrario e non si sono più fermate: l’Italia si è consegnata nelle mani di chi prometteva di abolire le unioni civili, di cacciare il “gender” dalle scuole, di curare gli omosessuali, in ogni modo. E da allora i casi di aggressioni, minacce, bullismo sono diventati sempre più frequenti, nell’indifferenza generale. Come se il vaso di Pandora fosse stato scoperchiato. Simone Alliva ha viaggiato da Nord a Sud per raccogliere le storie di chi ha provato e prova sulla propria pelle gli effetti di un continuo incitamento all’odio, della continua negazione della propria esistenza. Un’inchiesta accurata, la prima nel suo genere, con numeri alla mano e l’analisi approfondita delle ragioni e delle conseguenze di un tale inasprimento dei toni del dibattito, che ci consegna un importante monito: si è aperta la caccia ai “diversi”, e quando le mani sono armate nessuno può considerarsi al sicuro. Ottima inchiesta che indaga la violenza omotransfobica in Italia.

Il corpo è una chimera di Wendy Delorme

Il corpo è una chimera di Wendy Delorme fandango libri

Il corpo è una chimera di Wendy Delorme con la traduzione di A. Bartolini uscirà il 2 luglio. Il corpo è una chimera è un romanzo corale: sette personaggi in cerca di loro stessi ragionano sull’amore, il desiderio, la maternità, la famiglia.

Nel Prologo la morte inspiegabile di una donna: lacrime e corone di edera e rose. Il sipario svela a poco a poco tutti gli attori che entrano in scena: Philippe che piange Isabelle; l’ha persa, nonostante il suo amore fosse assoluta adorazione. Marion, la figlia, che vive con Elise e i loro tre figli: l’amore che la lega a loro è totale, ha accettato tutti i sacrifici che hanno dovuto fare per poter diventare la famiglia che sono e ha imparato ad amare anche il suo corpo che si è disfatto con il peso delle gravidanze, della fatica, dell’età. Camille è un’utopista che vuole cambiare il mondo lavorando per i migranti a Calais, ma non può. La sua compagna Ashanta è immigrata e combatte quotidianamente contro il pregiudizio della gente. Maya è una prostituta che un giorno incontra un cliente diverso da tutti gli altri, il Signor R., dolce, introverso, delicato, che le fa indossare non una guêpière ma un abito innocente di cotone blu chiaro, e poi mentre lei si gira per cercare la borsa dove teneva le forcine, lo vede seduto sulla sedia, con le spalle ricurve, i pugni serrati, piangere in silenzio; Jo ha voluto entrare nella polizia contro il parere di tutti e nasconde un animo delicato sotto l’apparente durezza. Il corpo è una chimera è una fisiologia del mondo contemporaneo, un romanzo di una verità sconvolgente, che insidia gli stereotipi, le passioni, la sessualità, le parentele e la coppia.

Non esistono posti lontani di Franco Faggiani

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Non esistono posti lontani di Franco Faggiani (Fazi editore) uscirà il 9 luglio. Roma, aprile del 1944. L’archeologo Filippo Cavalcanti è incaricato dal Ministero di recarsi a Bressanone per controllare gli imballaggi di un carico di opere d’arte destinate alla Germania. Arrivato sul luogo, l’ormai anziano professore conosce Quintino, un intraprendente ragazzo ischitano spedito al confino in Alto Adige. Vista la situazione incerta in cui versa il Paese e il pericolo che minaccia entrambi, i due decidono di scappare insieme per riportare le opere d’arte a Roma. In un avventuroso viaggio da nord a sud, i due uomini, dalla personalità molto diversa, e nonostante la distanza sociale che li separa, avranno modo di conoscersi da vicino e veder crescere pian piano la stima reciproca. Grazie alle capacità pratiche di Quintino e alla saggezza di Cavalcanti, riusciranno a superare indenni diversi ostacoli ma vivranno anche momenti difficili incontrando sulla strada partigiani, fascisti e nazisti, come pure contadini, monaci e gente comune, disposti ad aiutarli nell’impresa. Giunti finalmente a Roma, che nel frattempo è stata liberata, si rendono conto che i pericoli non sono finiti e decidono così di proseguire il viaggio per mettere in salvo il prezioso carico tra imprevisti e nuove avventure.
Paesaggi insoliti, valli fiorite e boschi, risvegliati dall’arrivo di una strana primavera, fanno da sfondo a questa vicenda delicata e toccante, una storia appassionante sul valore dell’amicizia con cui l’autore, ancora una volta, riesce a commuovere ed emozionare.

Memorie postume di Machado de Assis

Memorie postume di Machado de Assis

Memorie postume di Machado de Assis (Fazi editore ) uscirà il 16 luglio.

Come è possibile intuire dal titolo di questo sorprendente romanzo, il narratore, Brás Cubas, è già morto. Non ha niente da perdere e può permettersi di raccontare la storia della sua vita senza preoccuparsi delle norme sociali o del giudizio dei suoi contemporanei; si dedica quindi alla stesura di queste sue “memorie postume” in barba a qualunque convenzione, non solo sociale, ma anche letteraria.
Così, a cominciare dal suo funerale, si dipana l’esistenza di Brás Cubas: un’esistenza ordinaria, priva di particolari meriti o demeriti, vissuta tra i salotti dell’alta società carioca di metà Ottocento. Il protagonista-narratore non si esime dal raccontarci con autoironia ogni dettaglio della sua vita, senza tralasciare i suoi vizi e fallimenti: l’indulgente educazione borghese ricevuta in famiglia, le ambizioni politiche frustrate a causa della sua mancanza di determinazione, lo scarso interesse verso la possibilità di un buon matrimonio – ossessione, invece, di sua sorella Sabina –, la passione giovanile per una prostituta che lo porterà quasi alla follia, il grande amore per Virgília, sposata a un importante e onorevole membro del governo. E ancora, a inframezzare i ricordi, le elucubrazioni sul senso della vita, alimentate dalla filosofia “humanitista” inventata di sana pianta dal suo amico Quincas Borba. Alla luce degli eventi, soppesando gioie e dolori, rimpianti e momenti felici, Brás Cubas, dalla posizione privilegiata della sua tomba, non si sente in diritto di insegnarci alcunché, ma ci ricorda, con sagacia e spensieratezza, che in fondo l’unica vera disgrazia è quella di non essere mai nati. Il primo tra i capolavori riconosciuti di Machado, Memorie Postume di Brás Cubas è uno dei più acuti ritratti dell’élite brasiliana e custodisce alcuni dei più famosi passaggi della letteratura in lingua portoghese.

La vita alla finestra di Andrés Neuman

La vita alla finestra di Andrés Neuman einaudi

La vita alla finestra di Andrés Neuman (Einaudi) nella traduzione di Silvia Sichel uscirà il 30 giugno.

Inizio anni Duemila, una città spagnola come tante. Net, un ragazzo come tanti, scrive. Chino sul suo computer, digita lunghe mail che indirizza a Marina. Notte dopo notte, alle finestre che si aprono sullo schermo Net consegna il racconto delle sue giornate, tra lo sfaldamento e la traballante ricomposizione della sua famiglia, la scoperta dell’amore, l’ansia per l’avvenire incerto. Ma Marina, irrintracciabile e misteriosa quasi quanto l’universo virtuale, non risponde mai…

Net vive in una città come tante, in una famiglia con qualche problema – ma quale famiglia non ne ha? -, all’università è iscritto ma non la frequenta, ha pochi amici, tutti piú o meno tormentati e disillusi come lui, e in generale la vita gli sembra una distesa di noia e insofferenza. Ma quello che sappiamo di Net, delle liti tra i genitori, dei legami sentimentali della sorella Paula, delle notti di eccessi con Xavi, dei pranzi domenicali a casa degli zii, dell’incontro con l’audace Cintia di cui è impossibile non innamorarsi, è solo quello che Net decide di scrivere a Marina. Forse una sua ex ragazza o un’amica lontana, forse un’interlocutrice immaginaria, Marina è una presenza indistinta che esiste solo in una tela di ricordi ed emozioni che Net va intessendo con le mail che le indirizza. «Forse sentiamo il bisogno di concepire sullo schermo la perfezione narrativa che manca alla nostra vita», riflette Net: le finestre di Windows diventano allora il simbolo della sua urgenza di raccontare, di fissare nel mondo virtuale la versione di sé e degli altri che scorge dalla sua prospettiva. E che sarà irrimediabilmente ingannevole come, del resto, sempre lo sono i frutti della narrazione. Ma è da un altro tipo di finestre, quelle reali, quelle delle case, che Net osserva la vita che scorre per le strade, nei cortili, nelle stanze altrui. Solo cosí, staccando gli occhi dallo schermo, il significato di ogni cosa si rivela in tutta la sua ineffabile semplicità. Pubblicato in Spagna per la prima volta nel 2002, e ristampato nel 2016 in una versione ampliata e rivista dall’autore, La vita alla finestra è uno dei libri piú amati e riusciti di Andrés Neuman: in questo intenso romanzo epistolare ultramoderno la finzione, il mondo virtuale e le esperienze vissute si compenetrano in un tortuoso gioco di specchi e identità che tanto ricorda la dinamica delle relazioni del nostro millennio.


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