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Festivaletteratura compie trent’anni: gli appuntamenti da segnare in agenda

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Cinque giorni, oltre trecento autrici e autori e una città che torna a riempirsi di libri, incontri e lettori. Dal 9 al 13 settembre Festivaletteratura torna a Mantova per un’edizione speciale: quella dei suoi primi trent’anni.

Era infatti il 1997 quando Mantova ospitava per la prima volta quello che sarebbe diventato uno degli appuntamenti letterari più importanti e amati d’Italia. Trent’anni dopo la formula continua a essere la stessa e forse è proprio questo il suo fascino: scrittori e lettori che si incontrano nelle piazze, nei palazzi e nei luoghi della città per parlare di libri, ma inevitabilmente anche del mondo che cambia intorno a loro.

Il programma dell’edizione 2026 è sterminato e attraversa narrativa, poesia, giornalismo, scienza, storia e attualità. Impossibile raccontare tutto. Abbiamo quindi fatto quello che ogni lettore finisce inevitabilmente per fare davanti alle 240 pagine del programma: scegliere. E segnare in rosso gli appuntamenti che ci hanno fatto venire immediatamente voglia di essere a Mantova.

I Cazalet tornano. E per noi basta già questo

Partiamo dall’incontro che, almeno da queste parti, era praticamente impossibile ignorare. Domenica 13 settembre alle 15, a Palazzo San Sebastiano, Louisa Young incontrerà Chiara Valerio per “Il ritorno dei Cazalet”.

Sì, proprio quei Cazalet.

La saga di Elizabeth Jane Howard, cinque romanzi capaci di accompagnare una famiglia inglese dagli anni Trenta al dopoguerra, avrà infatti una nuova vita. Louisa Young, nipote della scrittrice britannica, ha raccolto un’eredità letteraria tutt’altro che semplice e ha deciso di proseguire la storia portando i discendenti di William e Kitty negli anni Sessanta.

A settembre arriverà Le ore d’oro, primo volume di una nuova trilogia, e l’incontro mantovano sarà l’occasione per scoprire come Young abbia affrontato una sfida che farà probabilmente discutere moltissimo i lettori della saga: entrare nell’universo creato da Elizabeth Jane Howard senza tradirne lo spirito.

Per chi ha vissuto per migliaia di pagine insieme ai Cazalet, è difficile immaginare un appuntamento più curioso.

Emmanuel Carrère e la famiglia come materia narrativa

Poche ore più tardi, alle 18.30 in Piazza Castello, sarà invece la volta di Emmanuel Carrère, in dialogo con Gabriele Romagnoli.

Al centro dell’incontro ci sarà Kolchoz, pubblicato in Italia da Adelphi nel 2026: un memoir genealogico nel quale Carrère torna ancora una volta a fare ciò che gli riesce meglio, mescolare storia individuale e collettiva, memoria, indagine e letteratura.

Questa volta il viaggio parte dalla propria famiglia e in particolare dalle radici materne. Un terreno inevitabilmente intimo che diventa però anche occasione per attraversare la storia europea e interrogarsi su memoria, identità ed eredità familiare.

Per chi ama i romanzi familiari – ma anche quei libri difficili da rinchiudere dentro un unico genere – Carrère è probabilmente uno dei nomi imprescindibili di questa edizione.

Siri Hustvedt nelle segrete della memoria

Sempre domenica 13, alle 16.30 in Piazza Castello, Siri Hustvedt sarà protagonista dell’incontro “Nelle segrete della memoria” insieme a Gaia Manzini.

La scrittrice americana arriva a Mantova dopo la pubblicazione di Storie di fantasmi, memoir dedicato al marito Paul Auster, scomparso nel 2024, alla famiglia e ai legami affettivi e artistici di una vita.

Memoria, perdita, amore e scrittura finiscono inevitabilmente per intrecciarsi. Ed è difficile non essere incuriositi da una conversazione che promette di entrare proprio nel territorio misterioso in cui ciò che abbiamo vissuto continua a esistere attraverso ciò che ricordiamo.

Lorrie Moore e i cuori ammaccati

Il titolo dell’incontro sarebbe già sufficiente: “Manuali di auto aiuto per cuori ammaccati”.

Lorrie Moore dialogherà con Claudia Durastanti domenica 13 alle 15 nella Basilica Palatina di Santa Barbara. Ironia, dolore, relazioni, perdita: nella scrittura di Moore le cose più serie riescono spesso a convivere con uno sguardo obliquo e sorprendentemente divertente sull’esistenza.

Un incontro che sembra fatto apposta per ricordarci perché leggiamo: non necessariamente per trovare risposte o ricette capaci di aggiustare quello che si rompe, ma qualche volta semplicemente per trovare qualcuno che sappia raccontarlo.

Douglas Stuart e le ferite di Glasgow

Tra gli appuntamenti del sabato abbiamo invece segnato quello con Douglas Stuart, vincitore del Booker Prize nel 2020 con Shuggie Bain. Lo scrittore scozzese incontrerà Mario Desiati sabato 12 settembre alle 21.30 a Palazzo San Sebastiano.

Il titolo scelto per l’incontro, “Forse Glasgow non voleva bene a me”, riporta immediatamente al cuore della sua narrativa: la working class britannica, le disuguaglianze sociali, le famiglie, il desiderio di essere amati e la difficoltà di trovare il proprio posto nel mondo.

A settembre Mondadori pubblicherà anche il suo nuovo romanzo, John figlio di John. Dopo Shuggie Bain e Il giovane Mungo, è un ritorno che rende la presenza di Stuart a Mantova ancora più interessante.

Cinque giorni in cui perdersi tra i libri

Naturalmente questa è soltanto una minuscola parte di un programma che comprende centinaia di incontri e ospiti come Nathacha Appanah, Helen Oyeyemi, Pajtim Statovci, David Szalay, Irvine Welsh, Daniel Pennac, Niccolò Ammaniti, Mathias Énard, Amitav Ghosh e Lorrie Moore, oltre a numerosi appuntamenti dedicati alla poesia, alla storia, alla scienza e alle grandi questioni del presente.

Festivaletteratura festeggia così i suoi primi trent’anni continuando a fare quello che fa dal 1997: trasformare per cinque giorni una città in un luogo in cui scegliere un incontro significa inevitabilmente rinunciarne a un altro.

Noi, intanto, qualche nome sul programma lo abbiamo già cerchiato.

E sì: il ritorno dei Cazalet è decisamente il primo.


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