Lo so, sono in extremis ma ecco qui le uscite più interessanti (per me) di ottobre.
Radio Sarajevo di Tijan Sila

Radio Sarajevo di Tijan Sila (Voland edizioni) è uscito il 17 ottobre. È il 1992, il piccolo Tijan ascolta una canzone di David Bowie alla radio quando le prime bombe colpiscono i quartieri di Sarajevo. Con tutta la famiglia il bambino si precipita in cantina in cerca di riparo mentre il mondo sembra esplodergli intorno. Lo shock iniziale è enorme, la vita cambia radicalmente. I negozi chiudono, le dispense si svuotano, in tanti scappano dalla città. Col passare del tempo la guerra però diventa quasi un’abitudine: tra terrore e noia, la gente cerca di inventarsi una nuova quotidianità. Mentre i genitori si dimostrano inadeguati ad affrontare la situazione, l’undicenne Tijan impara presto a cavarsela da solo e insieme agli amici Rafik e Sead affronta saccheggiatori, vende oggetti al mercato nero e baratta riviste pornografiche con i soldati in cambio di dolciumi… Un romanzo di formazione e memoria dallo stile avvincente e tragicomico, il ritratto di una generazione costretta a crescere fra le macerie ACQUISTA QUI il libro.
Nella carne di David Szalay

Nella carne di David Szalay (Adelphi edizioni) è uscito il 7 ottobre. È un cerchio perfetto la vita di István, che si dipana in un’alternanza di successi e disfatte sullo sfondo della storia europea degli ultimi quarant’anni. Dall’Ungheria a Londra e ritorno, dal crollo della Cortina di ferro alla pandemia, passando per la seconda guerra del Golfo e l’ingresso nell’Unione Europea dei Paesi dell’ex blocco sovietico, la sua è la parabola di un uomo in balìa di forze che non è in grado di controllare: non solo quelle all’opera sullo scacchiere politico del Vecchio Continente, che lo manovrano come un fantoccio, ma anche quelle – istintive – che ne governano la carne, spesso imprimendo svolte decisive alla sua esistenza. Tutto – i traumi e i lutti, i traguardi raggiunti e le potenziali soddisfazioni – lo lascia ugualmente impassibile, pronto a fronteggiare ogni accadimento, dal più fortunato al più tragico, con l’arma del suo laconico: «Okay». E forse è davvero questa l’unica ricetta per attraversare incolumi il tempo che ci è concesso in sorte: solcarlo senza illusioni, abbandonandosi alla corrente. Con questo romanzo David Szalay ci consegna un personaggio insieme magnetico e respingente, un discendente ideale della stirpe di Barry Lyndon e Meursault – e si conferma uno dei più singolari e ironici cantori del nostro acuto smarrimento.
La regina dell’Isola di fango di Donal Ryan

La regina dell’Isola di fango di Donal Ryan (Fazi editore) è uscito il 14 ottobre. In un paesino dell’Irlanda rurale, la giovane Eileen dà alla luce la figlia Saoirse; pochi giorni dopo, suo marito perde la vita in un incidente stradale. Rimasta sola, l’unica persona su cui Eileen può fare affidamento è la suocera Mary Aylward: una donna forte, volitiva e senza peli sulla lingua, proprio come lei. La piccola Saoirse cresce così circondata da un grande affetto sotto l’ala protettiva della madre e della nonna. Nonostante i continui battibecchi, le due donne sono profondamente legate e non permettono a nessuno, nemmeno agli altri familiari, di accedere al loro cerchio magico. Finché la famiglia si allarga ancora: a sedici anni Saoirse rimane incinta e partorisce Pearl, che diventerà presto fonte di immensa felicità per tutte. Le donne Aylward stravedono l’una per l’altra, anche se spesso si direbbe piuttosto il contrario; i vicini vociferano di urla, litigi e scenate drammatiche, ma chi le conosce davvero sa che la loro casa è un luogo di pace, pieno di amore, un rifugio dalla tristezza e dalla crudeltà del mondo. La loro storia inizia con una fine e termina con un inizio. È una storia di lealtà furiosa e tradimenti indicibili, di isolamento e unione, di trasgressione, di perdono, di desiderio e amore. Da uno dei più importanti scrittori irlandesi di oggi, un romanzo travolgente, lirico e colorito che ci parla di tutto ciò che la famiglia può essere e di tutto ciò che a volte non è, celebrando la forza impetuosa dell’amore e la potenza delle storie che durano per generazioni.
Intimità radicale di Sophie K. Rosa

Intimità radicale di Sophie K. Rosa (effequ) è uscito il 22 ottobre. L’ideologia capitalista vuole farci credere che creare connessioni significhi fare networking per motivi professionali, che i bisogni emotivi debbano essere soddisfatti da un’unica relazione romantica, e che prendersi cura di sé coincida con il farsi carico individualmente del proprio dolore o con l’applicazione di una nuova crema miracolosa. Tuttavia, molte persone non possono – e spesso non desiderano – raggiungere tutti, o anche solo alcuni, di questi obbiettivi imposti: il risultato è un senso diffuso di isolamento, stanchezza profonda e perdita di potere. Partendo da una prospettiva femminista, decoloniale e queer, Sophie K. Rosa invita a immaginare un’intimità diversa: non in quanto percorso individuale, ma come progetto collettivo, strettamente legato alle lotte sociali. La coesione, la cura e la comunità, se messe al centro dell’agire politico, possono trasformare la nostra vita individuale e collettiva. Questo libro è un invito a riscoprire l’intimità in quanto motore di cambiamento, capace di ispirare ribellioni personali e collettive per costruire una società basata su connessioni autentiche e cura reciproca.
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