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Cambiare l’acqua ai fiori diventa un film: il romanzo di Valérie Perrin arriva al cinema

Ci sono libri che conosciamo ancora prima di averli letti. Li vediamo nelle librerie, nelle fotografie degli altri lettori, nelle classifiche; ne sentiamo parlare così spesso che titolo e copertina diventano familiari. Per me Cambiare l’acqua ai fiori di Valérie Perrin è uno di questi. Non l’ho ancora letto, ma l’arrivo del film è un’occasione per tornare a guardarlo con curiosità.

Cambiare l’acqua ai fiori diventa un film: il romanzo di Valérie Perrin arriva al cinema

A portare sullo schermo la storia di Violette Toussaint è Jean-Pierre Jeunet, il regista de Il favoloso mondo di Amélie. Presentato il 20 ottobre alla Festa del Cinema di Roma, il film sarà distribuito in Italia da Lucky Red ed è atteso nelle sale a gennaio 2027. A interpretare la protagonista è Leïla Bekhti.

La storia di Cambiare l’acqua ai fiori

Al centro del racconto c’è Violette Toussaint, custode di un piccolo cimitero della Borgogna. La sua casa è un luogo dove i visitatori possono fermarsi, parlare e trovare ascolto. Intorno a lei, insieme agli addetti alle sepolture, si è formata una piccola comunità: persone che condividono la quotidianità di un posto solitamente associato soltanto al dolore. Anche Violette, però, ha una storia alle spalle, e il film ricostruisce gli eventi che l’hanno condotta lì.

L’arrivo di Julien Seul, un poliziotto che deve esaudire le ultime volontà della madre, apre nuovi interrogativi. La donna ha chiesto che le sue ceneri vengano deposte sulla tomba di un uomo: una richiesta che porta alla luce legami e segreti, intrecciandosi con il passato della stessa Violette.

Il regista di Amélie incontra Valérie Perrin

L’incontro tra questo romanzo e Jean-Pierre Jeunet è uno degli aspetti che incuriosiscono di più dell’adattamento. Nelle note di regia pubblicate dalla Festa del Cinema di Roma, il regista racconta di essersi innamorato del libro e di essere rimasto colpito dall’inventiva di Perrin, dai dettagli e dalle riflessioni disseminate nelle pagine.

Di Violette sottolinea soprattutto l’umorismo e la leggerezza che sopravvivono al dramma. È da qui che sembra partire il suo lavoro: dalla possibilità di raccontare una vicenda dolorosa lasciando spazio anche alla gioia. La sceneggiatura è firmata dallo stesso Jeunet insieme a Guillaume Laurant.

Accanto a Leïla Bekhti, il cast comprende Matthias Schoenaerts, Melvil Poupaud, Anouk Grinberg, Alban Lenoir e Sergio Castellitto. Una produzione franco-italiana che affida a un gruppo di interpreti molto riconoscibili il passaggio dalla pagina allo schermo.

Il libro da recuperare prima del film?

Pubblicato in Italia da Edizioni e/o nel 2019, nella traduzione di Alberto Bracci Testasecca, Cambiare l’acqua ai fiori è diventato un caso editoriale: nel 2020 è stato il libro più venduto nel nostro Paese.

Io, finora, sono rimasta tra quelli che ancora devono incontrare Violette. E mi interessa capire se sarà proprio il cinema a darmi la spinta per farlo. Perché gli adattamenti hanno anche questo effetto: riportano un titolo davanti ai nostri occhi, riaprono una possibilità, ci ricordano una lettura rimandata.

Per chi ha già amato il romanzo, invece, l’attesa sarà probabilmente accompagnata da un’altra curiosità: vedere quale volto, quale voce e quali luoghi prenderà una storia già immaginata durante la lettura.

Voi avete letto Cambiare l’acqua ai fiori? E preferite arrivare al cinema dopo il libro oppure vi capita di fare il percorso contrario?

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