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RECENSIONE: Minuetto per chitarra (Vitomil Zupan)

Minuetto per chitarra - Vitomil Zupan - Voland
RECENSIONE: Minuetto per chitarra (Vitomil Zupan)

Minuetto per chitarra (a venticinque colpi)

Valutazione:
three-stars
Autore:
Traduttore:
Pubblicato da:
Data uscita:
11/07/2019

Pagine:
516
Genere:
ISBN:
9788862433563
ASIN:
B07XD6316Q
Acquista:

La trama

Due tempi storici, due narrazioni si intrecciano in questo romanzo. Gli anni della guerriglia slovena contro l'occupante tedesco, la resistenza in montagna, la disparità delle forze e degli armamenti in campo, il terribile 1941 che vede la frammentazione della Jugoslavia. E a controcanto una vacanza negli anni '70 in Spagna, dove Berk, lo sfrontato e inquieto partigiano che narra in prima persona, incontra Joseph Bitter, il nemico tedesco di un tempo che aveva combattuto anche in Slovenia. Un racconto complesso e mai consolatorio sulla guerra, due personaggi principali, quello del partigiano senza macchia e del nemico senza cuore, che escono dagli stereotipi. Accostato a classici americani come "Addio alle armi" e "Comma 22", "Minuetto per chitarra" ci offre la possibilità di capire meglio la storia recente di genti a noi geograficamente vicine.


 – Senza sconti –

Minuetto per chitarra di Vitomil Zupan (Voland) è stato un viaggio impegnativo, doloroso e faticoso. Questo libro mi ha ricordato in parte Tempo di uccidere di Ennio Flaiano (trovate qui la mia recensione) ma con sensazioni decisamente più amplificate.

Minuetto per chitarra - Vitomil Zupan - VolandMinuetto per chitarra è senza dubbio un libro di grandissimo valore letterario, per trama, stile e pensieri. Eppure ho fatto un po’ di fatica durante le prime cento, centocinquanta pagine. Credo di aver incontrato Zupan nel momento sbagliato: avevo bisogno di distrarmi, ma questo l’ho capito solamente dopo.

Protagonista di Minuetto per chitarra Berk, partigiano irrequieto che incontra, a distanza di anni, l’ex ufficiale tedesco Joseph Bitter in vacanza a Palma di Maiorca. Questo incontro è il motore del romanzo perché attraverso i ricordi di Berk possiamo riviere il 1941, anno di frammentazione della Jugoslavia.

Minuetto per chitarra è uscito solamente nel 1975 e la vita di Zupan sembra essa stessa un romanzo: “Scrittore, poeta, drammaturgo e saggista dalla vita avventurosa e drammatica, Vitomil Zupan (Lubiana, 1914-1987), dopo una serie di viaggi in spirito bohémien e di lavori disparati, durante la Seconda guerra mondiale aderisce al Fronte di Liberazione del popolo sloveno. Internato a Gonars, riesce a fuggire e a unirsi alla resistenza. Nel 1948 è condannato a 18 anni di lavori forzati. Rilasciato nel ’54, in seguito si dedicherà esclusivamente alla scrittura spaziando tra vari generi”.

Berk è l’alterego dell’autore e ci trascina nell’orrore della guerra in un modo tutto particolare: avventure, canzoni, citazioni… in questo libro non c’è nulla di tradizionale.

Anche le scene d’amore, che sfiorano la violenza sono disturbanti ed è difficile provare empatia per qualcuno in uno scenario simile. Non ci sono coraggiosi o codardi, intorno solo morte, sangue, violenza. Non ci sono punti di riferimento, certezze a cui aggrapparsi:

Il passato non vuole morire in noi, il futuro è sempre diverso da come ce lo aspettiamo, il presente è solo un punto che si muove.

Minuetto per chitarra - Vitomil Zupan - VolandZupan racconta le lunghe notti trascorse a marciare, quaranta i chilometri percorsi ignorando i crampi per la fame, la diarrea che colpisce le persone malnutrite, il dolore ai piedi… questi uomini sembrano in grado solo di camminare e di pensare a null’altro.

Mentre le pagine scorrono tra poesie, canzoni, ed episodi di guerra, le armi nemiche si fanno sempre più vicine. Quando cominciano le esplosioni Zupan ci riporta bruscamente in Spagna, dove i due nemici di un tempo (si smette mai di essere nemici?) si affrontano in maniera inedita. Creando così impazienza e curiosità.

(…) Anche la tisana ci ha fatto bene e ci è piaciuta molto.
Sono piccole e grandi inezie del genere che determinano lo stato d’animo di un individuo. Si era creato una specie di calore familiare tra di noi.l. L’entusiasmo di Iztok per i miei racconti aveva dissolto ogni mio più nero sospetto. In un improvviso impeto di amore verso queste vite così semplici, mi sono dovuto frenare per non mostrare la mia commozione. Nessuno potrà mai conoscere tutte le paure le speranze che pervadono questi ragazzi, mi sono detto. Io posso anche a  anche continuare a cicalare su me stesso, se sopravvivo, loro no, non saranno mai in grado di esprimere sé stessi. A guerra finita da un bel po’, si incontreranno, faranno a gara per offrirsi da bere, rideranno, smadonneranno e si perderanno in chiacchiere dispersive sugli avvenimenti del giorno, così, senza capo né coda, come si dice, e poi si separeranno con un vuoto dentro.  Non ce ne sarà uno in grado di confessare sé stesso a un altro.

Il grande merito di Zupan (e della traduttrice Patrizia Raveggi) è quello di usare un registro originale, coinvolgente e sempre diverso. Il flusso di coscienza di Berk ci costringe ad essere lui per centinaia di pagine. E non è facile raccontare una storia senza retorica e stereotipi.

Berk non è un buono e Joseph non è un cattivo. Da Minuetto per chitarra emerge con chiarezza un grido: la guerra è insensata.

(…) Anche se nessuno mi guarda, lo so: appaio così anche io, sull’orlo del disfacimento.i miei scarponi da sci non li riconoscerai più, erano rosso scuro con le stringhe bianche; ora è tutto nero e grigio. La materia si stanca, la materia comincia disintegrarsi. All’interno dei gusci umani che con lentezza ma ostinatamente si disfano, c’è un diverso tipo di decadenza sottoforma di allucinazione, sonno, disgusto conscio, sforzo stanco dell’istinto di autoconservazione qua e là illuminato da qualche bruciante pensiero amorfo ma acuto e stimolante: casa! Fratello! Madre! Fidanzata! Montagne di polenta!

Minuetto per chitarra è…

Senza sconti. Sono tantissime le cose che avrei potuto dire per convincervi a leggere quello che è  a tutti gli effetti un capolavoro. I temi sono così tanti che probabilmente non li ho colti tutti (ancora una volta ottimo lo scritto finale di Raveggi che aiuta a comprendere ciò che potrebbe non essere immediato).

I rapporti umani, sociali a un tratto vengono stravolti da Hitler. Il destino dell’umanità nelle mani di un pazzo. La morale riscritta, cancellata in nome di una guerra senza senso.

Zupan non fa sconti, come potrebbe? L’orrore si accompagna all’inno per la bellezza della poesia, dimostrando ancora di più la sua insensatezza.

Avrei voluto leggere Minuetto per chitarra in un altro momento perché so che avrei fatto meno fatica e non ci avrei messo così tanto per innamorarmi.

three-stars

Alcune note su Vitomil Zupan

Vitomil Zupan

Scrittore, poeta, drammaturgo e saggista dalla vita avventurosa e drammatica, Vitomil Zupan (Lubiana, 1914-1987), dopo una serie di viaggi in spirito bohémien e di lavori disparati, durante la Seconda guerra mondiale aderisce al Fronte di Liberazione del popolo sloveno. Internato a Gonars, riesce a fuggire e a unirsi alla resistenza. Nel 1948 è condannato a 18 anni di lavori forzati. Rilasciato nel ’54, in seguito si dedicherà esclusivamente alla scrittura spaziando tra vari generi.

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