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RECENSIONE: Mentre siamo morti (Josè Ovejero)

Mentre siamo morti  di Josè Ovejero (Voland edizioni)
RECENSIONE: Mentre siamo morti (Josè Ovejero)

Mentre siamo morti

Valutazione:
four-stars
Autore:
Traduttore:
Pubblicato da:
Data uscita:
28/11/2025

Pagine:
160
Genere:
ISBN:
9788862436212
ASIN:
B0G4RT7GCZ
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La trama

Sedici racconti che formano quasi un romanzo a ripercorrere la storia di una famiglia operaia negli anni opprimenti della fine del franchismo. Un figlio, una madre e un padre, e alcuni animali (tutti esperti in evasioni): la narrazione ruota attorno a questa manciata di personaggi, a volte con toni da racconto dell’orrore, a volte da commedia. Comincia con l’uccisione di un cane e termina con la sepoltura di un padre, e nel mezzo esplora la rabbia infantile, le tensioni domestiche, le molteplici forme che la violenza assume nel nostro mondo, il desiderio di sottrarsi alle limitazioni di classe, e anche l’amore. José Ovejero dispiega la sua prosa chiara e spietata in un’opera che, a partire da una prospettiva intima, dipinge il ritratto collettivo di una Spagna in bianco e nero, con aspetti tragici ma anche dettagli umoristici o ironici. Nessuno può considerarsi escluso da questo piccolo universo di racconti terrificanti: se fa male è perché è successo anche a noi.

– Ipnotico –

Mentre siamo morti  di Josè Ovejero (Voland edizioni) è un romanzo formato da sedici brevi, folgoranti e malinconici racconti. Di questo autore ho letto solamente un romanzo: Fumo (LEGGI QUI la mia recensione) e devo dire che ho apprezzato molto di più Mentre siamo morti. Mi è piaciuta l’idea di dare vita a un romanzo costruendolo con racconti all’apparenza scollegati ma tenuti insieme da una storia familiare tormentata e a tratti drammatica.

Mentre siamo morti di Josè Ovejero (Voland edizioni)Siamo in Spagna e l’era del franchismo è appena finita. Ci sono macerie da ricostruire, libertà da assaporare e ferite da ricucire. Ovejero ha uno stile pulito, preciso. No, non dirò asciutto, tranquilli! Si vede che le parole sono state scelte con cura e hanno tutto un loro peso specifico. Non ci sono fronzoli perché a volte la realtà è fin troppo dura da sopportare.

C’è tantissima violenza in Mentre siamo morti, c’è il rapporto complesso con il padre, con i membri della famiglia e persino con gli animali che intraprendono progressivamente la via della follia.

I padri picchiavano i figli perché non sapevano cosa fare con loro. Come noi picchiavamo i più deboli della classe, ridevamo di loro, li torturavamo nella misura delle nostre possibilità.

Il protagonista del romanzo, o meglio Ovejero, racconta di aver smesso presto di giocare con il padre, l’angoscia di farsi trovare impreparato o di farsi picchiare per una distrazione è insopportabile.  In questi racconti emerge la brutalità dell’infanzia vissuta, la competizione nell’umiliare i più deboli e ancora la gelosia del padre…

Scrivere è ricordare proprio ciò che vorremmo dimenticare ad ogni costo. Scrivere è travestire le cose per poter vedere il loro volto reale.

Ci sono lutti, dolori che sembrano insormontabili e un’incomunicabilità difficile da scalfire:

Non sono andato al funerale di mia nonna. Non ho potuto. Non ho voluto.

Non bisogna affezionarsi a nessuno perché così non ti fa male quando soffrono. È la cosa più prudente.

I sedici racconti di Mentre siamo morti  compongono un puzzle malinconico e un romanzo frammentato in cui il tempo non segue una direzione lineare. Ci sono ritratti familiari commoventi, a tratti buffi e c’è la scalata sociale della famiglia. Il racconto che ho amato di più però è quello dello zio Angel, tanto detestato dal fratello, tanto amato dal nipote. Un nipote in grado di leggere il dolore dietro alla facciata di sorrisi, intemperanze e scelte discutibili.

Impossibile però dividere scrittura e realtà. I ricordi si mescolano a episodi di finzione, la letteratura entra con prepotenza nella memoria di Ovejero e il lettore non sa più cosa sia reale e cosa no. Ma ha davvero importanza? Ovejero ha vissuto tutte le vite raccontate, scritte, sfiorate. Un elefante cade alla stessa velocità di una piuma ne è la prova (leggendo capirete).

Poco più di 150 pagine che scivolano via lasciandoci addosso un senso di inquietudine e il bisogno di leggere di più, di sapere di più. Mentre siamo morti è una storia di fantasmi, i fantasmi che ci tormentano, che tornano a farci visita sono il motore della vita e della letteratura.

Senza di loro non sono. Ciò che succede a loro mi modella, deforma, ingigantisce, schiaccia. Perciò, sebbene pretenda che siano una finzione, tutte le storie del prossimo racconto sono successe a me. Per quanto le deformi in modo che non mi assomiglino. Tutte le storie. Tutte. Lo giuro.

E forse è proprio qui che sta la grandezza di Ovejero.


Mentre siamo morti è…

Ipnotico. Difficile staccarsi… e non avrei voluto farlo. Mentre siamo morti è anche violenza, malinconia, rabbia e ironia. Ho fatto un po’ di fatica all’inizio perché a me piacciono i giri di parole, ma devo dire che poi sono rimasta conquistata.

E a volte come Ramiro mi chiedo anche io: “Avete mai pensato che potemmo essere morti?” e forse ci stiamo muovendo in questo grande, confusionario aldilà alla ricerca di qualcosa, di nuove e vecchie storie, di ricordi veri e inventati. O forse se fossimo davvero morti sentiremmo la lontananza da ogni cosa… forse significa questo essere morti.

Consigliato per chi è in cerca di una storia coinvolgente, originale e per chi ama i racconti. Chi non li ama si ricrederà.

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four-stars

Alcune note su José Ovejero

José Ovejero

José Ovejero è nato a Madrid nel 1958, è vissuto in Germania e poi a Bruxelles, conciliando per lungo tempo il lavoro di interprete con quello di scrittore. La sua produzione letteraria comprende vari generi: sia racconti, Come sono strani gli uomini (Voland 2003 e 2012) e Donne che viaggiano da sole (2006 e 2018), che romanzi, fra cui Nostalgia dell’eroe (Voland 2005). Vanno menzionati anche i libri di viaggio, come Cina per ipocondriaci, insignito del Premio Grandes Viajeros nel 1998 (uscito in italiano per Feltrinelli). Con la raccolta di poesie Biografía del explorador ha vinto il Premio Ciudad de Irún nel 1993. È stato anche insignito del Premio Primavera per il romanzo La vita degli altri (Voland 2008) e del prestigioso Premio Alfaguara de Novela 2013 per L’invenzione dell’amore (Voland 2018). I suoi libri sono tradotti in francese, tedesco, portoghese e olandese.

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