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RECENSIONE: L’amore puzza (Massimiliano Boschini)

L'amore puzza d'odio - Massimiliano Boschini - Miraggi edizioni
RECENSIONE: L’amore puzza (Massimiliano Boschini)
Valutazione:
three-half-stars

L'amore puzza d'odio

Autore:
Pubblicato da:
Data uscita:
2 luglio 2019
Pagine:
96
Genere:
ISBN:
9788833860589
Acquista:

La trama

L'amore puzza d'odio è un ossimoro solo apparente: dove l'amore stravolge i sensi e la ragione, l'odio verso l'oggetto amato non è che l'altra faccia della medaglia, il lato oscuro della luna, un apostrofo nero nel rosa del romanticismo. "L'amore puzza d'odio" racconta dal punto di vista maschile la nascita, la passione, il declino e la fine di una storia d'amore, attraverso la scansione allegorica delle stagioni. E con il passare del tempo, lo stile muta, invecchia e si ripiega su se stesso: da scanzonate e romantiche, le pagine virano al nero, alla tristezza e alla rabbia, senza perdere di vista quella spudorata ruffianeria che spariglia le carte e fa saltare i canoni classici della poesia. Musica, arte, fumetti, romanzi, cultura pop, il retaggio di mille emozioni e immagini conservate in qualche angolo polveroso dell'animo, fanno capolino tra le righe accompagnando il lettore dove nemmeno Charles Bukowski si spinse: a parlare di amore e di stelle.

 – Sincerità –

L’amore puzza d’odio di Massimiliano Boschini (Miraggi) è il racconto in poesia di una storia d’amore. Mi sono avventurata in questo genere completamente nuovo e… devo dire che sono uscita tutta intera.

La poesia mi fa sempre paura: non sono certa di essere in grado di cogliere tutti i riferimenti e la bellezza delle frasi ma per L’amore puzza d’odio ho accantonato i timori e mi sono buttata.  Tra illustrazioni e versi ho vissuto la nascita di un amore e purtroppo anche la sua fine.

Lo stile di Boschini è frizzante e divertente: l’amore è vissuto durante le quattro stagioni e quando apriamo la sezione Primavera è impossibile non sorridere. I primi sguardi, lo scambio dei numeri le uscite… chi non si ricorda la nascita di un amore con questa leggerezza? Il primo San Valentino, le presentazioni con gli amici e poi l’irruenza dell’Estate. Richieste di baci, speranze, nomi gridati e castelli per aria. Ed è in questa sezione che ho trovato la mia poesia preferita:

16. Ossimoro d’amore

Assetato,
naufrago senza bussola,
nei tuoi occhi trovo la rotta,
due stelle di verde dipinte,
che indicano la via.
per dissetarsi alla tua bocca.

Dissennato
bacio dopo bacio,
apro un occhio e ti guardo,
uscendo da quel porto umido,
nel quale voglio tornare
per perdermi nel tuo sguardo.

E non importa se l’amore finirà, e il lettore lo sa già, non importa se durante l’ultima stagione l’amore puzzerà d’odio, perché le parole di Boschini riescono comunque a coinvolgerti e alla fine riescono anche a farti cambiare idea. Siamo così sicuri che ci sia un contrasto (un ossimoro per ripeterci) nella frase L’amore puzza d’odio?

Tra una domenica all’Ikea e un’altra passata sul divano, siamo all’apice della storia d’amore. Le stelle di Ferragosto benedicono questo amore, così come la promessa dell’ “Insieme andremo lontano” mi fa venire i brividi.

L’Autunno porta con se un velo di malinconia e Boschini ce lo mostra nella prima poesia, quella che apre la sezione, qualcosa scivola via:

27. Stringarti

Per trovarti sempre,
anche quando non mi vorrai,
ti stringo in una parola,
forte come un abbraccio,
poetica come un bacio,
debole come un laccio da scarpe.

Stringarti per ritrovarti sempre,
nodo da tenere ad ogni risveglio,
col timore che si spezzi come il nostro legame,
tirato oltre ogni misura;
con un palmo di mano stringerò invano,
calde lacrime d’amore.

Qui compaiono i primi gesti abitudinari che sono solo meccanici come il dirsi ti amo. Arriva anche la necessità di dimenticarsi dell’altro magari alzando il gomito, spuntano i primi ricatti… e all’improvviso è come se la casa in cui si trova la coppia si stesse restringendo e loro rischiano di soffocare: la presenza dell’altro è ingombrante e fonte di preoccupazione. Gli anni passano e si può parlare del tempo climatico pur di non indagare sugli odori dell’altro. Intanto un muro di incomunicabilità si alza e spazza via anni di promesse e speranze.

L’Inverno è nostalgia, tristezza, sollievo. L’ultima stagione porta con se tutte le fasi del lutto. La storia è finita “andate in pace”. Purtroppo per i nostri protagonisti il “Per tutta la vita” si è infranto lasciando ricordi e nostalgia.

Il futuro però, può portare nuovi inizi e “novelli sorrisi”.

L’amore puzza d’odio è…

L'amore puzza d'odio - Massimiliano Boschini - Miraggi edizioniIl racconto di un uomo solo che ripercorre con cinquantadue poesie la storia di una vita e lo fa con una sincerità disarmante. Non ci sono veli in questo libro, tutto viene chiamato con il proprio nome e chi pensa che la poesia sia noiosa o difficile da comprendere, con L’amore puzza d’odio dovrà ricredersi.

Immagino quest’uomo con una Ceres in mano, bevuta al bancone,  che racconta al vicino la sua storia. Una storia fatta prima di tutto di amore e che poi la vita, le persone, hanno trasformato in una prigione.

Ho apprezzato la raccolta soprattutto per la semplicità: le poesie arrivano dritte al punto (per essere sicura però le ho rilette tutte almeno un paio di volte) fanno sorridere ed emozionare, Autunno resta  la stagione che mi è piaciuta di più e che ho sentito più mia.

Spero di aver detto le cose importanti, è la mia prima recensione su un libro di poesia, anche io devo prenderci le misure. Consigliato per chi come me non si era mai approcciato al genere e per chi ha voglia di leggere una storia d’amore raccontata in maniera diversa. L’amore puzza d’odio si rivelerà la scelta giusta.

 

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Alcune note su Massimiliano Boschini

Massimiliano Boschini

Massimiliano Boschini nasce a Mantova a metà degli anni Settanta. Inquieto, curioso, pigro, eterno indeciso, è abituato a imbrogliare le carte, i pixel e le parole. Le etichette gli stanno strette: per questo non ama definirsi fotografo né poeta, preferendo di gran lunga il termine di “agitatore”, con il quale si confronta con il resto del mondo. È solito affermare che in un’ipotetica sfida con un “poliedrico artista” si darebbe alla fuga dopo qualche minuto, intimorito da ogni possibile “continua evoluzione”, nonché dalle virgolette.

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