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RECENSIONE: La vita sempre (Elena Varvello)

La vita sempre di Elena Varvello (Guanda)
RECENSIONE: La vita sempre (Elena Varvello)

La vita sempre

Valutazione:
three-half-stars
Autore:
Pubblicato da:
Data uscita:
23/03/2026

Pagine:
336
Genere:
ISBN:
9788823537149
ASIN:
B0GP1RBD6Q
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La trama

Francesco è un ragazzo bello, incorreggibilmente bugiardo, pieno di vita. Diventerà un uomo dal fascino sfrontato e irresistibile, un seduttore, un giocatore d’azzardo che crede nella fortuna amica, un disertore, un fuggiasco. Teresa, al contrario, è nata in una «via di pezzenti», grandi occhi scuri e spalle esili ma volontà di ferro. Diventerà una studentessa serissima, la sola del suo cortile a diplomarsi, una giovane donna che tiene a bada i propri sogni. I due non potrebbero essere più distanti, eppure si attraggono per quell’impeto della vita che sovrasta ogni cosa, anche il fascismo, anche la guerra, anche la povertà. Con la forza della grande letteratura, Elena Varvello costruisce un romanzo struggente, il racconto di un amore e insieme un affresco di voci, di storie e destini, un confronto serrato con la memoria e i non detti, e ci regala personaggi indimenticabili, pieni di coraggio e ribellione, di desiderio di libertà.
La vita sempre è la storia della vita che tenta di resistere alla Storia. E che dovunque e sempre alza la sua canzone al cielo, una canzone d’amore.

– Memoria –

La vita sempre di Elena Varvello (Guanda) è una storia commovente che abbraccia vicende personali e nazionali. Quando Guanda mi ha proposto di leggere il libro ho accettato con grande entusiasmo, mi era piaciuto moltissimo lo stile di Varvello in Solo un ragazzo (leggi qui la mia recensione) e non mi aspettavo di trovarmi di fronte a qualcosa di così diverso, spiazzante.

Le vicende di Francesco e Teresa toccano da vicino tutti i noi, perché parlano della storia italiana e   sono realmente  nonni dell’autrice che hanno vissuto sulla propria pelle gli orrori della guerra, le privazioni, i soprusi…

Francesco è un personaggio, no non lo è, è una persona, affascinante. Sempre con il sorriso sulle labbra, attaccato alla vita con le unghie e con i denti. Quando si innamora di Teresa è solamente un ragazzo, i due si incontrano di nascosto al fiume e le carezze si trasformano presto in qualcosa d’altro.

Francesco è sempre stato respinto dalla madre. Da una madre incapace di dimostrare affetto e addirittura “innamorata” di quel Benito Mussolini che non voleva la guerra ma ha trascinato l’Italia sul fondo…

Aveva di lui un fastidio, e ne parlava apertamente quando era in bottega, alla cassa; dipingeva quell’ultimo nato come un’ombra di cui non ti liberi, quasi che lo scopo della sua nascita, nel luglio del 1914 – è nato con la guerra, d’altronde – fosse il tormento materno. Come se Francesco Ravinale fosse venuto al mondo solo per sfinire la madre.

Teresa invece non potrebbe essere più diversa, timida e studiosa, vorrebbe diventare una maestra. Lei viene da una famiglia umile, che ha fatto i sacrifici per farla studiare… quando rimane incinta la famiglia Ravinale va su tutte le furie e lascia completamente solo Francesco. Ci vuole ben altro però per abbattere un uomo che ha sempre il sorriso sulle labbra.

La vita sempre di Elena Varvello (Guanda)

Quella che doveva essere una tranquilla vita matrimoniale però si trasforma presto in un incubo. L’incubo è la guerra. Ed è proprio qui che La vita sempre mostra tutta la sua forza: non è solo il racconto di due esistenze travolte dagli eventi, ma una riflessione più ampia su ciò che la Storia fa alle persone comuni, su come le schiaccia e, allo stesso tempo, su come alcune riescano ostinatamente a resistere. A quale prezzo? Lo scoprirete leggendolo.

Varvello la racconta la storia di Francesco e Teresa ma in realtà fotografa una parte di storia italiana con uno stile intimo e coinvolgente.

La vita sempre è la volontà di riportare alla luce le vite  di persone comuni che non si trovano sui libri di storia. Ed è forse proprio questo il punto più potente del libro: ricordarci che la Storia non è fatta solo di date e nomi celebri, ma di persone, di famiglie, di amori spezzati, corrisposti e di resistenze quotidiane.


La vita sempre è…

Memoria.  La vita sempre, nonostante tutto, nonostante la guerra, nonostante il dolore. Sempre. Mi dispiace non essere riuscita a godermi appieno questa storia. Il periodo che sto vivendo è frenetico (e meno male) e quindi ho fatto un po’ di fatica, specialmente all’inizio quando la storia sembra lenta e particolareggiata. Una scelta azzeccata perché tutto serve a tracciare il ritratto dei due protagonisti e delle persone che ruotano attorno. La parte finale vi strapperà una lacrimuccia e vi dispiacerà chiudere il libro.

Consigliato per chi è in cerca di una storia commovente, vera e decisamente coinvolgete.

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Alcune note su Elena Varvello

Elena Varvello

Elena Varvello è nata a Torino nel 1971, dove è docente presso la Scuola Holden. Ha pubblicato le raccolte di poesie Perseveranza è salutare (Portofranco, 2002) e Atlanti (Canopo, 2004). Con i racconti L’economia delle cose (Fandango, 2007) ha vinto il Premio Settembrini, è stata selezionata dal Premio Strega e nel 2008 ha vinto il Premio Bagutta Opera prima. Nel 2011 ha pubblicato il suo primo romanzo, La luce perfetta del giorno (Fandango). Per Einaudi ha pubblicato La vita felice (2016); tradotto in numerosi Paesi, è stato uno dei libri di narrativa straniera – unico titolo italiano della classifica insieme a Elena Ferrante – piú venduti in Gran Bretagna nel 2018. I diritti cinematografici di La vita felice sono stati opzionati. Sempre per Einaudi, ha pubblicato Solo un ragazzo (2020).

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