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RECENSIONE: Gotico salentino (Marina Pierri)

Gotico salentino di Marina Pierri (Einaudi editore)
RECENSIONE: Gotico salentino (Marina Pierri)

Gotico salentino

Valutazione:
three-stars
Autore:
Pubblicato da:
Data uscita:
25/02/2025

Pagine:
280
Genere:
ISBN:
8858447425
ASIN:
B0DV87TW74
Acquista:

La trama

Che fare quando si eredita una casa infestata? Filomena, una «medium di provincia» che evoca fantasmi a sua insaputa, è pronta a scoperchiare il passato per capire chi è davvero. A patto di non prendersi troppo sul serio. Marina Pierri tiene per mano Shirley Jackson, e con coraggio la conduce nei territori cari a Tim Burton. Solo cosí l'eleganza raffinata del romanzo d'appendice può prendere le forme e il ritmo di una serie tv. Una storia capace di attraversare e rovesciare i generi, popolata da spettri e da esseri molto umani.
«Non devo piú avere timore di me stessa, né di questo luogo che sono io. È la mia famiglia ed è la mia storia. Ho letto abbastanza racconti del terrore per sapere come funziona».
Filomena Quarta - ex giornalista quarantenne, da poco orfana di padre - si ritrova all'improvviso in bolletta e con un'ingombrante eredità: la Dimora Quarta, un'enorme casa che appartiene da generazioni alla sua famiglia. Cosí, si vede costretta a lasciare Milano e la sua vita di prima per raggiungere Palude del Salento. L'idea è quella di rendere la casa - «perfettamente ammodernata, dieci camere da letto, a pochi chilometri dal Mar Ionio» - un sontuoso Bed&Breakfast. Questo, se solo la dimora non fosse parte del è, da sempre, infestata. Del resto Filomena, quando era bambina, proprio tra quelle mura ha visto un fantasma. La malumbra, lo spettro rabbioso di una monaca oscura, è il motivo per cui Filomena a sei anni venne soprannominata dagli abitanti di Palude la stria ca ite li muerti, la bambina che vede i morti. E mentre i coetanei la emarginavano e gli adulti avanzavano improbabili richieste (colloqui con mariti defunti, tentativi di contatto con la cognata trapassata che sicuramente sa dov'è il plico del catasto, e persino la pretesa di avere i numeri buoni del Totocalcio), la famiglia Quarta ne approfittava per nascondere piú a fondo le sue colpe. Ma oggi Filomena non è piú una bimba sperduta, e non è piú sola. Con lei ci sono le fantasime che suo malgrado è riuscita a invocare: Mary Shelley e Shirley Jackson, le regine del terrore, che si riveleranno indomite e fidate consigliere. In bilico tra la tradizione letteraria ottocentesca e l'andamento scatenato delle serie tv, Marina Pierri racconta di femminismo, legami famigliari, psicoterapia e patriarcato, sempre con intelligente leggerezza. Perché a volte basta poco per riappropriarsi di una libertà, di tutte le libertà, partendo dalla memoria e facendone un atto collettivo. Del resto, «c'è una cosa sola che desiderano le Ombre: essere viste».

 – Favola –

Gotico salentino di Marina Pierri (Einaudi editore) è il libro che abbiamo terminato oggi per Saghe familiari controcorrente. Ho acquistato questo romanzo più di un anno fa perché ispirata dalle atmosfere gotiche e perché speravo di non trovarmi tra le mani il solito libro scritto da un’autrice italiana. Non fraintendetemi ma più volte abbiamo parlato dei temi che si ripetono… qui l’atmosfera promette di essere completamente diversa e in effetti lo è.

Gotico salentino è un omaggio al gotico e in particolare a due scrittrici: Mary Shelley e Shirley Jackson. La protagonista è una giornalista che ha deciso di ritirarsi nella casa di famiglia per scrivere un romanzo intitolato Mary&Jane. Ha chiuso con il mondo del giornalismo, con la vita senza orati e con i compensi da fame.  Ma Filomena, la protagonista di Gotico salentino, non è una persona come tutte le altre… è una medium. Lei può vedere e parlare con i fantasmi. Lo scopriamo subito, dalle prime pagine che lei riempie rivolgendosi direttamente alla psicologa. Si perché Gotico salentino è costituito da lettere tutte scritte dalla protagonista.

Gotico salentino di Marina Pierri (Einaudi editore)

La superstizione, dottoressa, è illusione di controllo. Piuttosto che convincerci di esistere in balia della genetica e del caos, fabbrichiamo falsi destini che giustifichino l’anarchia della realtà e le chiamiamo profezie, premonizioni, presagi e fantasmi.

Al di là della componente soprannaturale, Gotico salentino parla soprattutto di eredità familiari, del peso delle donne, della memoria e del confine sottilissimo tra ciò che è reale e ciò che nasce dalle nostre paure. Sono temi che appartengono da sempre alla tradizione gotica e che Marina Pierri prova a rileggere attraverso una sensibilità contemporanea. L’idea di far dialogare Filomena con figure come Mary Shelley e Shirley Jackson è affascinante e rappresenta uno degli aspetti più originali del romanz

Quello che mi ha lasciata più perplessa però  è il modo in cui tutto questo viene raccontato. Ho avuto spesso la sensazione che il romanzo fosse molto consapevole dei propri riferimenti letterari e desiderasse continuamente mostrarli al lettore. In alcuni momenti questa ricerca dell’atmosfera gotica mi è sembrata prevalere sulla storia stessa. Avrei preferito una narrazione più naturale, capace di lasciare che fossero i personaggi e gli eventi a costruire il senso di inquietudine, senza sottolinearlo così spesso. È una differenza sottile, ma per me fondamentale: il gotico che amo è quello che ti entra sotto pelle quasi senza accorgertene. Resta comunque una lettura particolare nel panorama italiano, diversa da molte uscite degli ultimi anni e capace di sperimentare con una voce personale. Se amate il gotico contemporaneo e le storie che dialogano apertamente con i grandi classici del genere, Gotico salentino potrebbe incuriosirvi. Io, però, sono rimasta con la sensazione che una materia narrativa così ricca avrebbe meritato un’esecuzione meno costruita. Ed è un vero peccato, perché il finale dimostra quanto fosse interessante l’idea di partenza.


Gotico salentino è…

Una sorta di favola gotica. Mi accorgo di essere arrivata alla fine di questa recensione senza avervi raccontato davvero la trama e, forse, è giusto così. Gotico salentino è un romanzo che va scoperto pagina dopo pagina e che, probabilmente, va letto soprattutto come un omaggio alla grande tradizione del gotico. L’umorismo si alterna ai momenti di tensione, alleggerendo una storia che non punta tanto a spaventare quanto a giocare con gli elementi del genere. Colpa mia, forse, che mi aspettavo un’inquietudine più sottile, capace di insinuarsi lentamente tra le pagine.

Gotico salentino di Marina Pierri (Einaudi editore)

Ci sono però diverse verità in Gotico salentino e sarebbe impossibile ignorare quelle che riguardano le donne:

Quasi tutte le storie dell’orrore di Shirley allegorizzano l’orrore di essere donne.

È una frase che racchiude perfettamente uno dei nuclei del romanzo.

La prima parte e il finale li ho promossi a pieni voti; la parte centrale, invece, mi è sembrata troppo dispersiva e ho smesso di respirare quella magia che avevo intravisto all’inizio.

Lo consiglio a chi cerca una storia originale, ricca di riferimenti letterari, ironica e fuori dagli schemi. A chi, soprattutto, è disposto ad avvicinarsi al gotico con uno spirito diverso dal mio, senza aspettarsi necessariamente quella tensione costante e sotterranea che io amo trovare in questo genere. Questo libro ha avuto anche la sfortuna di arrivare dopo Pezzi di Giorgia Tribuiani, dove il perturbante è cosa serissima.

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three-stars

Alcune note su Marina Pierri

Marina Pierri

Marina Pierri, laureata in semiotica all’Università di Bologna, vive e lavora a Milano. È cofondatrice di FeST – il Festival delle Serie Tv, ed è series developer per EDI – Effetti Digitali Italiani. Insegna inoltre nella scuola online «Come si scrive una grande storia ». Ha scritto di serialità televisiva, letteratura e videogiochi per «Wired», «Corriere della Sera», «Rolling Stone» e «Vanity Fair». Ha pubblicato Eroine (Tlon 2020), Lila (Giulio Perrone 2023) e Spettri (Einaudi 2024). Sempre per Einaudi ha pubblicato Gotico salentino (2025), il suo primo romanzo.

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