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RECENSIONE: Empusium ( Olga Tokarczuk)

Empusium di Olga Tokarczuk Bompiani
RECENSIONE: Empusium ( Olga Tokarczuk)

Empusion

Valutazione:
four-stars
Autore:
Traduttore:
Pubblicato da:
Data uscita:
21/10/2025

Pagine:
336
Genere:
ISBN:
9788830119086
ASIN:
B0FW5NQG63
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La trama

1913. Il giovane Mieczyslaw, malato di polmoni, arriva a Görbersdorf, noto centro di cure della Bassa Slesia, ed entra subito a far parte della piccola variegata comunità che aspetta la guarigione - o altro - passeggiando, conversando, mangiando e bevendo saporose specialità locali. Filosofia, amore, arte, guerra, e poi le donne, sempre le donne: questi i temi prediletti dai suoi compagni di pensione e terapia.

Nella pensione in cui M. abita succedono strane cose: la moglie del proprietario è appena morta in circostanze misteriose, e il ragazzo è attratto dalla sua stanza, dalla sua storia. Ma anche altre storie lo avvincono: per esempio la leggenda locale che vuole che nei boschi riposino singolari creature terrigne, calde e seducenti quanto feroci. Ancora donne.

E mentre tra chiacchiere, potenti cordiali alle erbe, confidenze e tirate fanatiche i suoi compagni di ventura cercano di allontanare i presagi di morte che li accerchiano, M. scoprirà l'attrazione che lo lega a Thilo, giovanissimo artista, e le sfumature di slanci e sentimenti che lo abitano forse lo salveranno.

Olga Tokarczuk rivisita certe atmosfere alla Thomas Mann, torna al tema amato della natura e del suo potere, irride i triti rituali dell'amicizia al maschile e tratteggia un ritratto di giovane pensoso che nel dolore e nella paura impara a crescere e a credere in ciò che è.

 – Perturbante –

Empusium. Una storia di natura e orrore di Olga Tokarczuk (Bompiani) è una storia che credo mi porterò dietro per molto tempo. Ma è soprattutto un romanzo che ho intenzione di rileggere e lo sapete, non è una sensazione così frequente per me. Ho cominciato Empusion per curiosità. La copertina fucsia, quello scheletro che mi fissava… e in pochissimo tempo mi sono trovata ipnotizzata da Tokarczuk. Con questa autrice non era stato amore ma per questo romanzo è stato diverso.

Ho letto Empusium durante la lettura di Wellness (lo stiamo leggendo con il mio gruppo Saghe familiari controcorrente) e il confronto è stato impietoso. Da lì è nata la riflessione; quando abbiamo cominciato a giudicare i libri senza tenere conto dello stile? Quella narrata da Tokarczuk è una storia che non è, almeno in parte, nelle mie corde. Eppure sono rimasta affascinata dai dettagli, dal ritmo, dalla musicalità della scrittura (e quindi della traduzione).

(…)Il soprabito lascia intravedere una giacca di flanella di mediocre qualità, per giunta piuttosto stropicciata per il lungo viaggio. È costellata di puntolini chiari d’imprecisata sporcizia: le squame del mondo. È evidente che il colletto bianco della camicia, una di quelle abbottonate al collo, è stato cambiato da poco, perché il suo biancore è più fresco del bianco della camicia, e contrasta con la faccia terrea del forestiero. Gli occhi chiari, come del resto le sopracciglia e le ciglia, danno l’idea che quel viso non sia sano. L’intera figura, sullo sfondo del rosso intenso del cielo a occidente, dà l’inquietante sensazione di essere giunta qui, in queste malinconiche montagne, dall’oltremondo.

I dettagli che riguardano la mano che tiene la valigia, le scarpe che assaggiano la terra… tutto è fotografato e trasformato dalla penna di Tokarczuk che ci restituisce un quadro cupo in cui si sentono odori e si vedono i colori. Ma veniamo alla storia.

Empusium è ambientato in un sanatorio nei primi anni del 1900. Siamo in piccolo villaggio della Slesia e no, non è un gran posto. Ci bastano pochissime pennellate per capire che la situazione è inquietante. Mieczysław Wojnicz è appena arrivato ma non sa cosa lo aspetta. Il suo secondo giorno comincia con il ritrovamento di un cadavere… e no, questo non sarà l’unico mistero in cui si imbatterà. La cadenza delle morti, le urla, i segreti… cosa si nasconde davvero nel sanatorio?

Nel frattempo il nostro protagonista dovrà fare i conti con la passione per Thilo e continuerà a trascorrere le giornate in compagnia degli altri ospiti discorrendo di donne e filosofia.  Ecco allora che Empusium si trasforma presto in una critica al patriarcato e non lo so. Tokarczuk, che ha vinto il premio nobel per la letteratura nel 2018, ha scritto questo libro per omaggiare Mann. Ci sono diversi elementi che mi hanno colpito ma sono sincera, credo che dovrei rileggerlo per cogliere tutti i riferimenti e farmi accompagnare in questo viaggio senza pensieri. Non l’ho letto in un bel periodo, anzi, lo stavo leggendo proprio quando è successa una cosa brutta e inevitabilmente ho legato il libro all’accadimento.


Empusium  è…

Perturbante. Ma sarebbe riduttivo, è un libro in cui la natura gioca un ruolo fondamentale, ma anche la filosofia e anche le pulsioni che accettiamo e rifiutiamo a seconda dei casi.

Ho amato molte cose di questo romanzo e non ve ne ho raccontata quasi nessuna, portate pazienza, tornerò ad essere la lettrice di prima. Ma nel frattempo portate pazienza e leggete questo libro, vi aiuterà a capire che spesso perdiamo tempo con libri mediocri che ci lasciano indifferenti. Ecco Olga vi farà mai questo effetto.

Coanigliato per chi è in cerca di una storia originale, carica di tensione e decisamente cupa. Il ritmo è lento ma tutto contribuisce a ricreare il clima di attesa, della morte. che si respira nel sanatorio e nei pressi del cimitero.

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four-stars

Alcune note su Olga Tokarczuk

Olga Tokarczuk

Insignita di numerosi premi letterari, tradotta in diciannove lingue e vincitrice per ben tre volte del Premio letterario Nike, Olga Tokarczuk ha ottenuto, coi i suoi romanzi, un enorme successo sia in Polonia che all’estero. È una delle autrici più popolari in Polonia, per tre anni di fila i suoi libri sono stati votati come i più amati dal pubblico di lettori.
In Italia ha pubblicato, tra gli altri: Dio, il tempo, gli uomini e gli angeli (E/O 1999); Che Guevara e altri racconti (Forum 2006); Guida il tuo carro sulle ossa dei morti (Nottetempo 2012); Nella quiete del tempo (Nottetempo 2013); Casa di giorno, casa di notte (Fahrenheit 451 2015); L’ anima smarrita, con Joanna Concejo (TopiPittori 2018); I vagabondi(Bompiani 2019).

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