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RECENSIONE: Biglietto di sola andata (Muriel Spark)

Biglietto di sola andata di Muriel Spark (Adelphi edizioni)
RECENSIONE: Biglietto di sola andata (Muriel Spark)

Biglietto di sola andata

Valutazione:
three-stars
Autore:
Traduttore:
Pubblicato da:
Data uscita:
07/07/2025

Pagine:
106
Genere:
ISBN:
9788845988912
ASIN:
B0FGJXPCBX
Acquista:

La trama

Se la narrativa, il teatro e il cinema anglosassoni ci hanno abituato all’archetipo della zitella, non ci hanno mai, forse, consegnato un personaggio disturbante quanto Lise, la protagonista stranita e dolente di questo thriller metafisico, che sembra trascinare il lettore in una quest tanto insensata quanto ineludibile. Sovvertendo con abilità e prosaica freddezza lo schema del giallo, Muriel Spark ci svela in anticipo l’epilogo, spostando il mistero dagli eventi al motivo che li scatena, e nel farlo ci offre la raggelante esplorazione di una follia che precipita in una vertiginosa spirale. Soltanto alla fine si chiarirà l’oggetto della ricerca di Lise, e i segnali disseminati lungo la storia, in apparenza frutto di una mente incoerente, acquisteranno allora un senso, componendosi nella logica allucinata del delirio e dell’autodistruzione. Immersa in una luce livida, stridente come gli accostamenti cromatici prediletti da Lise, convulsa e claustrofobica insieme, questa crime story non potrà che stregare il lettore, ispirandogli pagina dopo pagina «paura e pietà, pietà e paura».

 – Solitudine –

Biglietto di sola andata di Muriel Spark (Adelphi edizioni) è un libro che mi ha incuriosito per diverse settimane ma la scintilla non è scoccata. Pensavo di trovarmi davanti qualcosa di simile a Viviane Elisabeth Fauville (LEGGI QUI la mia recensione) e in un certo senso la trama potrebbe ricordare questo romanzo.

Biglietto di sola andata di Muriel Spark (Adelphi edizioni)Anche in questo caso la protagonista è una donna decisamente instabile e pericolosa… ma in Biglietto di sola andata il finale è già scritto nelle prime pagine e quindi? E quindi non è un vero e proprio giallo. Pensavo che Spark si sarebbe concentrato, proprio come fa Deck, sui labirinti della mente della protagonista, ma evidentemente ha voluto lasciarla impenetrabile.

Lise è pronta a partire, la valigia è già fatta, la destinazione già scelta. Le manca soltanto un bel vestito, un vestito che lei immagina sgargiante, colorato e irresistibile. Ed è proprio durante la scelta del vestito che ha la prima crisi che spaventa la commessa.

Donna solitaria e taciturna che si trasforma improvvisamente in un’isterica che rischia di strappare il vestito. Lise riuscirà a trovarne uno che la conquista e con quello si avvierà all’aeroporto. La sua è una ricerca che assomiglia a un fuga. Sta andando a trovare il fidanzato? Quale fidanzato? Sì, è quello che si chiedono tutti i lettori.

Biglietto di sola andata è raccontato dalla mente confusa di Lise. Seguiamo le sue conversazioni surreali sull’aereo: “Non è il mio tipo”, cerchiamo di starle dietro durante il suo girovagare al centro commerciale…fino alla fine:

Vede già i bottoni lucenti delle uniformi del poliziotti, sente le voci fredde e sicure, quelle infiammate e urlanti, vede già le fondine e le spalline e tutte quelle decorazioni inventate per proteggere dall’oscena esibizione di paura e pietà. Pietà e paura.

Potenzialmente Biglietto di sola andata è un romanzo nelle mie corde. Eppure non sono riuscita a seguire davvero i movimenti della protagonista, pensavo ad altro, mi distraevo e non sono rimasta conquistata nemmeno dall’inizio. Dal viaggio in aereo in poi per me è stato buio.  Non capivo cosa stesse succedendo e forse non ero proprio interessata. Peccato.


Biglietto di sola andata è…

Biglietto di sola andata di Muriel Spark (Adelphi edizioni)Solitudine. La protagonista è una donna sola che scappa da se stessa. Anche la ricerca del fidanzato mi è sembrata disperata e vana. Le conversazioni sull’aereo, i tentativi di approccio, i furti al centro commerciale sono il tentativo di riempire un vuoto che si chiama, secondo me, solitudine.

Biglietto di sola andata più che un romanzo è un racconto lungo e forse anche per questo la scintilla non è scoccata. Di più non posso dirvi, altrimenti rovinerei i colpi di scena. Consigliato per chi è in cerca di un romanzo originale che sfiora il tema della follia e della solitudine.

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Alcune note su Muriel Spark

Muriel Spark

Muriel Spark. Scrittrice scozzese. Nata da padre ebreo e madre cristiana, frequentò la scuola superiore femminile James Gillespie (James Gillespie’s High School for Girls).  Insegnò brevemente inglese e successivamente lavorò come segretaria in un grande magazzino.

Nel 1937, sposò Sidney Oswald Spark, e lo seguì in Rhodesia (ora Zimbabwe), dove nacque l’unico figlio. Il matrimonio naufragò in breve. Muriel Spark tornò in Gran Bretagna nel 1944 e durante la seconda guerra mondiale lavorò per i servizi segreti.
La sua carriera letteraria ebbe inizio dopo la guerra, quando iniziò a scrivere poesie e pezzi di critica letteraria. Nel 1947 divenne redattrice del Poetry Review. Nel 1954, decise di convertirsi al cattolicesimo: successivamente parlò della conversione come di un elemento fondamentale nel suo divenire una scrittrice di romanzi.
Nel 1957 uscì “The Comforters”, il suo primo romanzo ma la fama arrivò con “Gli anni fulgenti di Miss Brodie” (1961). Nel 1965  ricevette il James Tait Black Memorial Prize per il suo romanzo “La porta di Mandelbaum”.
Dopo aver vissuto a New York per alcuni anni, Muriel Spark si trasferì a Roma, dove incontrò l’artista e scultrice Penelope Jardine nel 1968. Nei primi anni settanta le due amiche si sistemarono in Toscana e vissero nel paese di Civitella in Val di Chiana.
Muriel Spark vinse il premio US Ingersoll Foundation TS Eliot Award nel 1992 e il British Literature Prize nel 1997. Fu fatta Dama Comandante dell’Impero Britannico nel 1993, in riconoscimento dei servigi resi al paese con la sua produzione letteraria.

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