
Biglietto di sola andata

La trama
Se la narrativa, il teatro e il cinema anglosassoni ci hanno abituato all’archetipo della zitella, non ci hanno mai, forse, consegnato un personaggio disturbante quanto Lise, la protagonista stranita e dolente di questo thriller metafisico, che sembra trascinare il lettore in una quest tanto insensata quanto ineludibile. Sovvertendo con abilità e prosaica freddezza lo schema del giallo, Muriel Spark ci svela in anticipo l’epilogo, spostando il mistero dagli eventi al motivo che li scatena, e nel farlo ci offre la raggelante esplorazione di una follia che precipita in una vertiginosa spirale. Soltanto alla fine si chiarirà l’oggetto della ricerca di Lise, e i segnali disseminati lungo la storia, in apparenza frutto di una mente incoerente, acquisteranno allora un senso, componendosi nella logica allucinata del delirio e dell’autodistruzione. Immersa in una luce livida, stridente come gli accostamenti cromatici prediletti da Lise, convulsa e claustrofobica insieme, questa crime story non potrà che stregare il lettore, ispirandogli pagina dopo pagina «paura e pietà, pietà e paura».
– Solitudine –
Biglietto di sola andata di Muriel Spark (Adelphi edizioni) è un libro che mi ha incuriosito per diverse settimane ma la scintilla non è scoccata. Pensavo di trovarmi davanti qualcosa di simile a Viviane Elisabeth Fauville (LEGGI QUI la mia recensione) e in un certo senso la trama potrebbe ricordare questo romanzo.
Anche in questo caso la protagonista è una donna decisamente instabile e pericolosa… ma in Biglietto di sola andata il finale è già scritto nelle prime pagine e quindi? E quindi non è un vero e proprio giallo. Pensavo che Spark si sarebbe concentrato, proprio come fa Deck, sui labirinti della mente della protagonista, ma evidentemente ha voluto lasciarla impenetrabile.
Lise è pronta a partire, la valigia è già fatta, la destinazione già scelta. Le manca soltanto un bel vestito, un vestito che lei immagina sgargiante, colorato e irresistibile. Ed è proprio durante la scelta del vestito che ha la prima crisi che spaventa la commessa.
Donna solitaria e taciturna che si trasforma improvvisamente in un’isterica che rischia di strappare il vestito. Lise riuscirà a trovarne uno che la conquista e con quello si avvierà all’aeroporto. La sua è una ricerca che assomiglia a un fuga. Sta andando a trovare il fidanzato? Quale fidanzato? Sì, è quello che si chiedono tutti i lettori.
Biglietto di sola andata è raccontato dalla mente confusa di Lise. Seguiamo le sue conversazioni surreali sull’aereo: “Non è il mio tipo”, cerchiamo di starle dietro durante il suo girovagare al centro commerciale…fino alla fine:
Vede già i bottoni lucenti delle uniformi del poliziotti, sente le voci fredde e sicure, quelle infiammate e urlanti, vede già le fondine e le spalline e tutte quelle decorazioni inventate per proteggere dall’oscena esibizione di paura e pietà. Pietà e paura.
Potenzialmente Biglietto di sola andata è un romanzo nelle mie corde. Eppure non sono riuscita a seguire davvero i movimenti della protagonista, pensavo ad altro, mi distraevo e non sono rimasta conquistata nemmeno dall’inizio. Dal viaggio in aereo in poi per me è stato buio. Non capivo cosa stesse succedendo e forse non ero proprio interessata. Peccato.
Biglietto di sola andata è…
Solitudine. La protagonista è una donna sola che scappa da se stessa. Anche la ricerca del fidanzato mi è sembrata disperata e vana. Le conversazioni sull’aereo, i tentativi di approccio, i furti al centro commerciale sono il tentativo di riempire un vuoto che si chiama, secondo me, solitudine.
Biglietto di sola andata più che un romanzo è un racconto lungo e forse anche per questo la scintilla non è scoccata. Di più non posso dirvi, altrimenti rovinerei i colpi di scena. Consigliato per chi è in cerca di un romanzo originale che sfiora il tema della follia e della solitudine.
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