
Seni e uova

La trama
L’attesissimo romanzo della scrittrice salutata da Haruki Murakami come la più importante del Giappone contemporaneo.
«Non potrò mai dimenticare il senso di puro stupore che ho provato quando ho letto per la prima volta Seni e uova di Mieko Kawakami. Mi ha lasciato senza fiato».
Haruki Murakami«Mieko Kawakami con Seni e uova ha lanciato una granata letteraria nel mondo della fiction giapponese, polverosa e dominata dagli uomini».
The EconomistMescolando fine umorismo a un’avvincente profondità emotiva, Mieko Kawakami è oggi una delle scrittrici più importanti e più vendute del Giappone.
Seni e uova racconta i viaggi intimi di tre donne mentre affrontano costumi oppressivi, incertezze sulla strada da intraprendere per trovare il benessere e la possibilità di scegliere il proprio futuro liberamente.
Makiko va a Tōkyō alla ricerca di una clinica in cui possa mettere delle protesi al seno a prezzi accessibili. È accompagnata da sua figlia Midoriko, che non le parla da sei mesi, incapace di accettare i cambiamenti del suo corpo di adolescente e sconvolta dal desiderio della madre di modificare il proprio seno volontariamente.
Dieci anni dopo, Natsu, sorella minore di Mikiko e scrittrice affermata, ritorna nella sua Ōsaka. È ossessionata dall’idea di invecchiare da sola e inizia il percorso per diventare madre, in una clinica specializzata, e si scontra con i pregiudizi della società giapponese e i problemi legali e fisici legati alla fecondazione assistita.
– Originale –
Seni e uova di Mieko Kawakami (edizioni e/o) è un libro decisamente molto particolare. Sono rimasta molto colpita dallo stile, dalle tematiche… da tantissimi aspetti. Seni e uova è un libro che parla di famiglia ma anche di povertà, di sessismo, maternità… e ancora rapporto con il proprio corpo, rapporto con la società… è un romanzo ricchissimo di spunti d i riflessione e molto duro. L’impressione è quella di leggere due racconti diversi, la prima e la seconda parte infatti sono legate perché i protagonisti sono gli stessi ma si potrebbero benissimo leggere separatamente. Ho cominciato Seni e uova perché erano anni che ne sentivo parlare e so che ha diviso molti lettori. Per me è un sì, ma sono sincera, la seconda parte mi ha convinto meno e soprattutto è stata troppo lunga.
La protagonista è Natsuko che nella prima parte di Seni e uova, spera di diventare una scrittrice e descrive il rapporto con la sorella regalandoci momenti commoventi e decisamente dolorosi. Sì perché l’infanzia di Natsuko e Makiko non è stata sempre facile anzi. Hanno perso mamma e nonna nel giro di poco tempo e prestissimo hanno dovuto fare i conti con povertà e svantaggi sociali. Ad accompagnare Makiko c’è anche la figlia adolescente, Midoriko. E così nella prima parte si alternano il punto di vista di Natsuko e le pagine di diario di Midoriko. Quando Seni e uova si apre la protagonista sta aspettando sorella e nipote alla stazione di Tokyo in un mare di persone e con un pizzico di nervosismo che ci mette in allarme. Sì perché queste tre donne sono tutto fuorché ordinarie. Midoriko ha smesso di parlare, o meglio, ha smesso di parlare con la madre. Non una parola esce della sua bocca quando a rivolgerle la parola sono mamma e zia. Perché? Scopriamo così tra lembi di conversazioni e stralci di diario che Makiko ha sviluppato un’insana fissazione: vuole rifarsi il seno ad ogni costo.
Il corpo di mia sorella non m’interessava. Non m’interessava per niente. Ma il punto era un altro: dovevo cercare di capire, dovevo afferrare almeno un po’ ciò che le passava realmente per la testa.
Perchè è così importante per lei rifarsi il seno? Il lettore capisce presto che il disagio della ragazzina nasce dalla paura di un rifiuto. Lei ha devastato il corpo della madre, lei è la responsabile di quel desiderio che è diventato una vera e propria fissazione. Fissazione che è legata anche allo scorrere del tempo. Makiko infatti lavora come hostess in un night e non potrà essere giovane per sempre…
Ho trovato questa parte ricca di colpi di scena, tutti interiori. Le apparenti incongruenze o le stranezze dei comportamenti si dipanano quando le pagine lette aumentano e il talento di Mieko Kawakami è tutto lì, nel trasformare i dettagli in colpi di scena chiarificatori.
La seconda parte è molto diversa, troviamo le stesse donne ma otto anni dopo. Natsuko alla fine è diventata una scrittrice conosciuta ed è riuscita persino ad aiutare sorella e nipote ma il suo blocco creativo, non riesce a scrivere il secondo romanzo, nasconde un malessere più profondo.
In questa seconda parte l’autrice indaga il desiderio di maternità e i rapporti in generale… Il desiderio di maternità di Natsuko è forte, fortissimo. Ma lei non ha nessuna intenzione di avere altre relazioni. Ne ha già avuta una in passato e il fardello del sesso era insostenibile. Ha raggiunto il suo equilibrio, ama la propria vita e vuole un figlio. Perché i single non possono averne? Comincia così un viaggio di ricerca tra associazioni, incontri e testimonianze di figli dell’inseminazione artificiale…e proprio un incontro cambierà totalmente la vita di Natsuko.
L’aria serale di inizio estate era estremamente piacevole e contribuiva a incrementare il mio ottimismo. Di colpo ho sentito un’energia sconosciuta sgorgare dalle profondità del mio essere e salire su fino alla bocca, come un palloncino che si gonfiava e mi faceva librare sempre più in alto, libera e leggera. Al contempo mi è venuta in mente una scena di un romanzo di Gabriel García Márquez. Un certo “patriarca”, o non ricordo bene chi, aveva un violento attacco di gotta e cominciava ad avvertire un dolore lancinante al piede, sempre più forte, terribile, finché dal piede gottoso si sentiva provenire un canto, un’aria soave e potente che s’innalzava nel cielo e attraversava tutto il mar dei Caraibi. Ecco come mi sentivo in quel momento. Solo che nel mio caso non si trattava di gotta o dolore in generale, bensì di un sentimento molto forte e intenso simile a pura gioia. Anch’io posso farcela, niente è impossibile e non importa chi sia l’altro; se sarò io a partorirlo, quel bambino sarà solo mio: ecco il canto soave che risuonava nella mia mente, un magico balsamo che curava l’anima.
Seni e uova è…
Originale. Onirico e tagliente, si ha l’impressione di entrare nei sogni delle protagoniste. E questo contrasto, tra la durezza dei temi e dello stile, mescolati all’atmosfera onirica mi hanno conquistato. Non si tratta di una lettura semplice e in alcuni momenti ci si potrebbe anche scoraggiare, ci sono diverse divagazioni e appunto le due parti non sembrano talvolta comporre un romanzo, eppure sono rimasta molto colpita. Avrei tagliato un centinaio di pagine, questo avrebbe reso tutto ancora più incisivo ma è il mio modestissimo parere. Il tema della maternità mi ha toccato molto e credo che sia arrivato il momento di interrogarci tutti su questo tema.
Perché mettono al mondo dei figli senza mai riflettere abbastanza, senza mai porsi domande? È assurdo, sembrano tutti convinti che non ci sia niente di più facile. Vanno avanti imperterriti, col sorriso sulle labbra, senza rendersi conto che il difficile viene dopo e che sono coinvolti in qualcosa di persino violento e spietato. In definitiva, mi chiedo, è giusto trascinare con superficialità ed egoismo in questo mondo una vita che non ha mai chiesto di esistere, solo perché lo ha deciso qualcun altro?
Consigliato per chi è in cerca di una storia originale, commovente e ricca di spunti di riflessione. Per chi non ha paura di rimanere turbato. Credo proprio che leggerò altro!
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