Dal 22 al 28 giugno 2026 Casarza Ligure e il borgo di Bargone tornano a riempirsi di storie, incontri e voci con la sesta edizione del Festival Letterario Umberto Fracchia. Una settimana che, più che un calendario di eventi, sembra proprio un invito a entrare dentro la letteratura, a viverla da vicino, senza distanze.
Torna il Festival Letterario Umberto Fracchia a Casarza Ligure
Il tema di quest’anno, “Terreno di meraviglia”, mi è sembrato fin da subito perfetto: perché è proprio questo che succede quando si ascoltano certi autori, quando un libro ti sposta lo sguardo anche solo di un centimetro, ma abbastanza da farti vedere le cose in modo diverso.Il programma è ricchissimo e porta a Casarza alcune delle voci più interessanti della narrativa e del giornalismo italiano: da Concita De Gregorio a Luca Bianchini, da Mattia Insolia a Fabio Canino, fino a Gabriella Genisi, Matteo Bussola, Giuliana Salvi e Fabio Bacà. È bello vedere generazioni e stili diversi nello stesso spazio, come se il festival costruisse ogni volta un piccolo atlante della letteratura contemporanea.
Uno dei momenti più attesi sarà venerdì 26 giugno, quando il Festival Fracchia ospiterà la prima tappa del tour del Premio Strega Saggistica. La piazza diventerà un luogo di ascolto e confronto, guidato da Marta Perego e Micol Sarfatti, con la cinquina finalista a raccontare i propri libri. È uno di quegli appuntamenti in cui senti davvero la letteratura “in diretta”, mentre prende forma.Accanto agli incontri più attesi, c’è anche il Premio Fracchia, con una giuria composta da Chiara Severgnini, Emanuele Bosso e Fabio Bacà, che aggiunge uno sguardo critico e attento al panorama editoriale. Quello che però mi resta più forte, ogni volta che leggo il programma, è il modo in cui questo festival riesce a intrecciare tutto con il territorio. Non è solo una rassegna di presentazioni: è un modo di abitare i luoghi. I libri si spostano nei giardini di Villa Sottanis, nelle piazze, ma anche nei sentieri, nei trekking, negli oliveti. La cultura diventa esperienza concreta, qualcosa che si cammina, si ascolta, si condivide. E forse è proprio questo il senso più bello del “Terreno di meraviglia”: ricordarci che la meraviglia non è qualcosa di lontano o raro, ma può nascere anche qui, in un piccolo borgo, dentro una storia raccontata bene, dentro una voce che ti rimane addosso anche dopo che l’incontro è finito. Il Festival Fracchia, anno dopo anno, sembra fare proprio questo: creare uno spazio in cui la letteratura non si limita a essere letta, ma si vive.





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