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La shortlist dell’International Booker Prize 2026

international Booker Prize 2026

Ecco qui la shortlist dell’International Booker Prize 2026.

L’International Booker Prize viene assegnato ogni anno per un singolo libro, tradotto in inglese e pubblicato nel Regno Unito o in Irlanda. Viene celebrato il lavoro vitale dei traduttori, con il premio in denaro diviso equamente tra autore e traduttore. La premiazione avverrà il 19 maggio. Io ho letto e apprezzato molto La Strega di Marie Ndiaye (LEGGI QUI la mia recensione).

  • The Nights Are Quiet in Tehran di Shida Bazyar (tradotto dal tedesco da Ruth Martin), pubblicato in Italia da Fandango con il titolo Di notte tutto è silenzio a Teheran.
  • She Who Remains della scrittrice bulgara Rene Karabash (tradotto da Izidora Angel), in Italia per Bottega Errante con il titolo Colei che resta;
  • On Earth As It Is Beneath dell’autrice portoghese Ana Paula Maia (tradotto da Padma Viswanathan);
  • The Witch di Marie NDiaye (tradotto dal francese da Jordan Stump), pubblicato da Prehistorica come La strega;
  • Taiwan Travelogue dell’autore vietnamita Yáng Shuāng-zǐ (tradotto dal cinese-mandarino da Lin King);
  • The Director di Daniel Kehlmann (tradotto dal tedesco da Ross Benjamin), edito da Feltrinelli con il titolo Il regista;

Questi erano i libri candidati:

–Taiwan Travelogue dell’autore vietnamita Yáng Shuāng-zǐ (tradotto dal cinese-mandarino da Lin King);
–The Wax Child di Olga Ravn (tradotto dal danese da Martin Aitken);
–Women Without Men della scrittrice iraniana Shahrnush Parsipur (tradotto dal persiano da Faridoun Farrokh), che in Italia è pubblicato da Tulemond con il titolo Donne senza uomini Tulemond (il libro era già uscito nel nostro Paese nel 2009, con Aiep editore e Tranchida).
–The Witch di Marie NDiaye (tradotto dal francese da Jordan Stump), pubblicato da Prehistorica come La strega;
– The Duke di Matteo Melchiorre (tradotto da Antonella Lettieri),  edito da Einaudi;
–On Earth As It Is Beneath dell’autrice portoghese Ana Paula Maia (tradotto da Padma Viswanathan);
–The Director di Daniel Kehlmann (tradotto dal tedesco da Ross Benjamin), edito da Feltrinelli, Il regista;
–She Who Remains della scrittrice bulgara Rene Karabash (tradotto da Izidora Angel), in Italia per Bottega Errante con il titolo Colei che resta;
–Small Comfort di Ia Genberg (tradotto dallo svedese da Kira Josefsson), I dettagli per Iperborea;
–The Deserters del francese Mathias Énard (tradotto da Charlotte Mandell), in Italia con E/O, IB;
–The Remembered Soldier della scrittrice olandese Anjet Daanje (tradotto da David McKay);
–We Are Green and Trembling dell’argentina Gabriela Cabezón Cámara (tradotto da Robin Myers);
–The Nights Are Quiet in Tehran di Shida Bazyar (tradotto dal tedesco da Ruth Martin), pubblicato in Italia da Fandango con il titolo Di notte tutto è silenzio a Teheran.


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