RECENSIONE: Una vita a posto (Alice Torriani)

RECENSIONE: Una vita a posto (Alice Torriani)Valutazione: three-stars

Una vita a posto di Alice Torriani
Pubblicato da: Fandango Libri
Pagine: 131

La trama

La sertralina è l'unica pasticca che salva Giovanni Guicciardi, in arte Andrea Riis, scrittore mancato e pittore dilettante, dalla noia di una mezz'età senza passione e senza sorprese. La moglie Lisa combatte l'incedere del tempo calcando i palcoscenici di tutta Italia, accettando piccoli ruoli in qualche fiction, ed esigendo dal marito sesso con metodica regolarità. Niente sembra poter increspare questo placido equilibrio, la noia matrimoniale di una vita in cui tutto è già successo, e quello che non lo è si è condensato nel rimpianto. Ma Andrea sente la vita dentro spingere ancora forte, ossessiva quasi, verso donne che lui può solo immaginare di possedere: la realizzazione di ogni desiderio gli appare faticosa e lontanissima. Non ce la fa più, quando trova il varco per un'altra dimensione, quella in cui si ritrova un chirurgo di successo che con il bisturi realizza i desideri della gente, con un bell'appartamento, una bella macchina, e accanto Melissa, una creatura affascinante e misteriosa. E forse Andrea non è l'unico a viaggiare... Ma c'è un modo di rimanere nell'altra dimensione in cui i desideri sono apparentemente appagati e le ore mai tutte uguali? Una vita a posto, il secondo romanzo di Alice Torriani, indaga le pulsioni nascoste, i compromessi e la mancanza di cui l'amore è una variabile ma il sesso è la chiave di volta.

 -Incubo – 

Una vita a posto di Alice Torriani (Fandango) è un libro che non solo mi ha angosciato ma mi ha anche stupito. Mi aspettavo una storia completamente diversa. Immaginavo due protagonisti imprigionati nella noia matrimoniale, in una routine che li condanna alla mediocrità… e in un certo senso è stato così ma la trama è qualcosa di più sconvolgente. Toriani spinge il suo protagonista, e anche gli altri personaggi, al limite, li porta in un posto dal quale non si può fare ritorno.

Ho divorato Una vita a posto e quando pensavo, verso la fine, che l’angoscia, quel senso di malessere e il turbamento sarebbero passati… ecco che quelle sensazioni si sono amplificate.

Giovanni Guicciardi, in arte Andrea Riis, è un uomo di mezza età frustrato, immaturo ed egoista. Non sono entrata in empatia con il protagonista se non forse verso la fine. Guarda la moglie Lisa con sufficienza,  è invecchiata, non è più attraente come prima e si accontenta di girare l’Italia calcando i palcoscenici di teatri semi sconosciuti.

Andrea è un ignavo, resta ai margini della vita senza mai mettersi in gioco. Si porta dietro un senso di colpa enorme per non aver intrapreso la carriera medica. E’ la pecora nera della famiglia, non è riuscito nemmeno a sfondare come scrittore.

Il suo rapporto con Lisa è come addormentato, lei è ancora piacente, curiosa eppure… eppure qualcosa non funziona nella testa di Andrea e non solo.

(…) Aveva ancora un corpo che poteva piacere, si alimentava bene, non aveva mai smesso di essere curiosa, di sorprenderlo; ma, non sapeva dire da quando, erano cominciati i cortocircuiti, come se qualche paura l’avesse costretta a rintanarsi in un’amorfa forma di sicurezza. E’ vero che la resistenza dell’essere umano è incredibile, ma Andrea cominciava a chiedersi quanto avrebbe potuto  ancora sopravvivere in modalità off – line.

E così, partendo da questo presupposto, Andrea si imbatte in una nuova realtà. Chi crede nella teoria dei mondi possibili? Chi siamo e cosa facciamo nelle altre dimensioni? Andrea torna a chiamarsi Giovanni e fa il chirurgo, ma non uno qualunque, quello di successo. Perde letteralmente la testa per la bella Melissa, una creatura che esercita su di lui un fascino irresistibile. Melissa è tentazione, eccesso, ma è anche uno specchio. Spiazza Giovanni ma al tempo stesso lui non potrebbe aspettarsi altre risposte da lei.

“Fai altri lavori, oltre la giornalista?”

“Che violenza”.

“Scusa?”

“Non ti accorgi di quanta violenza c’è nella tua domanda?”. Lo lascia di stucco.”Che lavoro fai? Dove vivi? Dove metterai radici? Ogni giorno la violenza che subiamo è enorme, è dietro alle domande banali, o alle occhiate, e ormai non ce ne accorgiamo nemmeno più. La vita è un flusso. Queste sono domande contro la vita: non lo so che lavoro faccio, magari domani scopro che sono una bravissima etologa, mi specializzo in pachidermi, vado a vivere in Congo e mi sposo con un gorilla, e allora la tua domanda a che serve? A nulla.”

Accompagniamo così questa strana coppia in un mondo senza regole, o meglio in un mondo in cui conta solo l’impulso, va seguito ad ogni costo. Non esiste la noia in quell’universo parallelo, tutto è nuovo, eccitante e in continuo movimento. Le emozioni sono amplificate, sia quelle positive, sia quelle negative, e Giovanni avrà modo di rendersene conto. Intanto, la narrazione ci trascina da una parte e dall’altra. A volte, per qualche pagina siamo con Lisa, Giorgio e le persone del mondo fallimentare che conosce Andrea/Giovanni, subito dopo finiamo in macchina con Melissa verso una nuova avventura.

Mentre le pagine scorrono velocissimamente verso il finale, si ha l’impressione di vivere in un incubo senza fine. Nè il mondo reale, nè quello artificiale è un mondo nel quale vorrei vivere e forse il problema del nostro protagonista non è tanto l’ambiente esterno… Eppure sarà proprio quello a salvarlo e condannarlo.

Una vita a posto è…

Prezzo: EUR 12,75
Da: EUR 15,00
Un incubo, una beffa, un inquietante dipinto di una generazione in piena crisi d’idenità… mi ha turbato molto e non credevo potesse riuscirci. Non ho amato i personaggi di questo libro eppure… eppure non sono mai riuscita a staccarmi dalla lettura se non per cause di forza maggiore.

Mi sono fatta tante domande e ogni tanto mi sono data anche qualche risposta. Si può vivere a lungo credendo di sprecare la propria vita? Il protagonista non ha un lavoro, non ha un obiettivo e cerca di annegare fallimenti e ispirazioni nello stordimento. Spogliarsi di se stessi ed entrare in una dimensione… è davvero possibile?

E’ una lettura impegnativa, non fatevi ingannare dalle pagine che sono poche. E’una lettura che mette davvero alla prova e il finale dà il colpo di grazia.

Consigliato per chi è curioso, non si spaventa di fronte ai dubbi e ha voglia di spingere la propria mente al limite. Cosa c’è negli altri mondi possibili?

three-stars

Alcune note su Alice Torriani

Alice Torriani

Alice Torriani si diploma all’Accademia d’Arte Drammatica Paolo Grassi di Milano, il primo debutto è a teatro con Massimo Castri in Tre sorelle, seguito da Memorie dal sottosuolo di Gabriele Lavia. Gira l’Europa con il regista lettone Alvis Hermanis, ed è al fianco di Franca Valeri nell’ultimo testo per teatro scritto dall’attrice. Lavora poi con Romeo Castellucci, Carmelo Rifici, Giuseppe Marini e Industria Indipendente. Studia a Los Angeles e New York con Margie Haber, Jordan Bayne e Ivana Chubbuk. Continua la formazione con Luca Ronconi, Tomi Janežic, Falk Richter, Tiit Ojasoo and Ene-Liis Semper (No99 Theatre), Lucia Calamaro, Giacomo Veronesi e Antonio Latella. Al cinema è stata diretta da Valerio Mieli, Lucio Pellegrini, Alina Marazzi, Marco Maccaferri, Francesco Miccichè e Fabio Bonifaci. Partecipa a numerose serie televisive tra cui Il Commissario MontalbanoTutto può succedere Il paradiso delle signore.

Nel 2015 esce il suo primo romanzo L’altra sete, edito da Fandango Libri. Nel 2016L’altra sete è scelto per rappresentare l’Italia al Festival Europeo del primo romanzo a Kiel, in Germania.

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