RECENSIONE: Tutte le ragazze con una certa cultura hanno almeno un poster di un quadro di Schiele appeso in camera (Roberto Venturini)

RECENSIONE: Tutte le ragazze con una certa cultura hanno almeno un poster di un quadro di Schiele appeso in camera (Roberto Venturini)Valutazione: three-stars

Tutte le ragazze di una certa cultura hanno almeno un poster di un quadro di Schiele appeso in camera di Roberto Venturini
Pubblicato da: Sem il 18 maggio 2017
Genere: Narrativa contemporanea, Narrativa italiana
Pagine: 144
ISBN: 978-8893900164Acquista il libro

La trama

Luca ha 30 anni, è un assistente universitario, corregge bozze e crede nell’amore, anche se le sue relazioni non sono mai entusiasmanti. È cresciuto guardando Bim Bum Bam, va in giro su una Fiat 500L del ’71 e pensa che i quadri di Pollock siano il risultato dello starnuto di un pittore sbronzo pestato sangue davanti a una tela bianca.
Una sera conosce Silvia, con la quale fa subito sesso. Lei ostenta disincanto e cinismo ma, in fondo, ha solo una paura tremenda: apparire normale.
Inaspettatamente, se la ritrova davanti all’università: Luca vorrebbe riavvicinarla, ma Silvia non sembra interessata. All’esame, per vendicarsi le rifila un 29, «il più insignificante tra i voti alti». Segue una specie di aggressione da parte della ragazza, che culmina in uno scambio di baci. Così inizia la loro storia, angosciante come le carni livide di Schiele o esplosiva e policroma come i rapidi colpi di spatola di Monet. Ciclotimici sì, ma anche meravigliosamente normali. Una brillantissima epopea sentimentale contemporanea tratta dalla fortunata serie web Tutte le ragazze con una certa cultura. Un viaggio divertito e dissacrante nelle inquietudini di una generazione perduta tra aperitivi, mostre d’arte ed etichette come “radical chic”, “new normal”, “hygge” e “hipster”.
Una coppia che si tormenta e si compiace di tormentarsi. Un amore che precipita nel vuoto cosmico di una generazione disillusa, ma sempre molto ironica. E, in quel vuoto, risuona l’eco dei miti del passato con cui si racconta.

 – Cinico –

Tutte le ragazze con una certa cultura hanno almeno un poster di un quadro di Schiele appeso in camera di Roberto Venturini (Sem), è senza dubbio il libro con il titolo più lungo che abbia mai letto. Lungo il titolo, breve il racconto. Un romanzo folle che descrive la nascita di una storia d’amore tra due personaggi unici nel loro genere. Luca fa l’assistente universitario, insicuro, bipolare e costantemente angosciato, pochi minuti dopo aver incrociato Silvia, finisce a letto con lei, o meglio ancora, si chiudono nel bagno della galleria d’arte per consumare la passione.  Una passione bruciante, che annienta tutto il resto. Lei ha una tremenda paura di essere normale e così ostenta un cinismo che non le appartiene. Lui sta cercando l’amore ma la sua vita si divide in due periodi opposti, spesso è affetto da forte depressione, a volte è pieno di euforia.

Quando attraversavamo la stessa fase umorale eravamo un’unica voce difforme: angosciante come le carni livide di Schiele o esplosiva e policroma come i rapidi colpi di spatola di Monet.

Entrambi vogliono sfondare nel mondo dell’arte ma non è facile quando si deve gestire una relazione così. Tormento, angoscia e grandi slanci di amore. La loro storia è come stare perennemente sulle montagne russe. Si prendono, si lasciano si capiscono e si odiano. Il tutto condito da decine di citazioni anni novanta. Dai film di Silvester Stallone alle canzoni di Cristina d’Avena. Cinico, brillante e originale.

Erano belli quella sera, Carlo e Andrea. Erano belli come Sandra e Raimondo, quando Sandra dice:” guarda che io sono stufa eh? Sempre io e te, te e io. Che barba che noia, che noia che barba”, e Raimondo rimane impassibile quando Sandra solleva le lenzuola con le gambe e continua a leggere “La Gazzetta dello Sport” indifferente.

Il libro è scritto seguendo il flusso di coscienza.  Poche virgole, frasi lunghe a tratti complesse, a  tratti apparentemente scollegate, proprio come i pensieri che si formulano in testa.

Luca ci racconta questa relazione anche attraverso odori e sapori, e tutti riconducono agli anni Novanta, il periodo in cui sono cresciuti.

Per Sylvia il Cristal bal aveva l’odore dell’infanzia felice di quando il padre glielo comprava e poi la portava al cinema e prima di andare a vedere il film si fermavano a un bar e ordinavano latte e biscotti.

Per un attimo, un breve attimo per la verità, mi è sembrato di trovarmi davanti a Sylvia di Micheals Leonard (QUI la recensione). Anche quel libro,  che però è superlativo, parla della storia d’amore tormentata tra uno scrittore e una studentessa pazza. Ma l’intensità, il dramma e la bellezza di quell’opera… sono tutta un’altra cosa. Non so se Venturini si sia liberamente ispirato a quel romanzo o meno, ma sicuramente l’intento era di rendere Tutte le ragazze con una certa cultura hanno almeno un poster di un quadro di Schiele appeso in camera, un’opera più leggera e accattivante.

Tutte le ragazze con una certa cultura hanno almeno un poster di un quadro di Schiele appeso in camera è…

Un libro ironico, sarcastico e al tempo stesso un po’ cupo. Le risate che ci strappano i protagonisti lasciano sempre l’amaro in bocca. E’ vero, è un libro divertente per chi ha vissuto gli anni Novanta, lo è un po’ meno se ci si concentra su una storia d’amore così che assume tratti inquietanti.

Consigliato per chi ha voglia di estraniarsi per un paio d’ore ed immergersi in una lettura che sembra uscita da altri tempi, dire quali suonerebbe scontato. Lo stile è particolare, ma scorrevole.

Nel complesso mi è piaciuto, anche se non sono riuscita ad entrare in empatia con nessuno dei due protagonisti.

three-stars

Alcune note su Roberto Venturini

Roberto Venturini

Roberto Venturini è nato nel 1983 a Roma. Ha lavorato come editor, redattore e lettore per diverse case editrici. È autore, soggettista e sceneggiatore della pluripremiata serie web Tutte le ragazze con una certa cultura.

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