RECENSIONE: Madonna col cappotto di pelliccia (Sabahattin Ali)

RECENSIONE: Madonna col cappotto di pelliccia (Sabahattin Ali)Valutazione: three-half-stars

Madonna con il cappotto di pelliccia di Sabahattin Ali
Pubblicato da: Fazi Editore il 2019-01-10T00:00:00+01:00
Genere: Fiction, General, Literary, Psychological
Pagine: 224
ISBN: 9788893252959

La trama

Ci sono incontri casuali in grado di segnare un’intera esistenza. E ci sono storie che restano segrete per una vita intera ma poi, una volta raccontate, fanno il giro del mondo. Quando ad Ankara, negli anni Trenta, un giovane conosce sul posto di lavoro Raif Effendi, viso onesto e sguardo assente, è subito colpito dalla sua mediocrità. Man mano che i due entrano in confidenza, questa prima impressione non fa altro che ricevere conferme: schernito ed evitato da tutti sul lavoro, Raif viene maltrattato persino dai suoi familiari. Quale può essere la ragione di vita di una persona simile? Quale, se c’è, il segreto dietro una vita apparentemente inutile? Il taccuino di Effendi, consegnato in punto di morte al collega, contiene le risposte, raccontando una storia tutta nuova: dieci anni prima, un giovane e timido Raif Effendi lascia la provincia turca per imparare un mestiere a Berlino. Visitando un museo, rimane folgorato dal dipinto di una donna che indossa un cappotto di pelliccia, e ne è così affascinato che per diversi giorni torna a contemplare il quadro. Finché una notte incrocia una donna per strada: la stessa donna del dipinto. Maria. Un incontro che gli sconvolgerà la vita. Intenso, profondo e toccante, Madonna col cappotto di pelliccia è un romanzo indimenticabile che, inizialmente passato inosservato, grazie al passaparola oggi è un bestseller. Pubblicata per la prima volta nel 1942, la storia di Raif e Maria è una storia d’amore senza tempo che continua a commuovere uomini e donne di ogni età. A dimostrazione che la bellezza e la verità, come la letteratura, durano per sempre. «Il libro di cui la letteratura turca aveva un bisogno vitale. Originale, perfetto... una musica meravigliosa». Nazim Hikmet «Questo libro dimostra che una storia d’amore vera e onesta può viaggiare, attraversare le barriere. Ci sono voluti più di settant’anni, ma alla fine Ali ha avuto la sua rivincita. Speriamo che questo bellissimo libro faccia molta strada». «The Guardian» «Grazie al successo di Madonna col cappotto di pelliccia Ali è diventato quella rara figura letteraria che viene idolatrata con lo stesso ardore da intellettuali e ragazze adolescenti». «The New York Times» «Un racconto di formazione ricco di pathos, intriso di disincanto. La distanza fra speranza e realtà, arte e vita quotidiana, è stata esplorata in molti altri romanzi, ma raramente con la naturalezza di Madonna col cappotto di pelliccia». «Times Literary Supplement»

– Coinvolgente –

Madonna col cappotto di pelliccia di Sabahattin Ali (Fazi Editore) è la storia di un amore senza tempo. E’ così sottile il confine tra  amore e ossessione, tra sanità e pazzia e questo libro ci trasporta con delicatezza nelle vite di due, anzi tre persone. E’ vero questo libro parla di una storia romantica ma mentre scorrono le pagine capiamo che c’è qualcosa di più che ci tiene attaccati al libro.

L’io narrante di Madonna col cappotto di pelliccia non è sempre lo stesso: il primo protagonista è un giovane che cerca lavoro nell’Ankara degli anni Trenta. E siamo talmente concentrati su di lui, sull’umiliazione che prova nell’essere disoccupato, che non ci accorgiamo subito (almeno per me è stato così perché leggo spesso distrattamente la trama e mi lascio chiamare. Un giorno vi spiegherò il mio metodo)  che il protagonista sarà invece Raif Effendi. Anziano impiegato traduttore in una banca è silenzioso, dimesso e sempre accondiscendente. Sarà lui il vicino di scrivania del nostro primo protagonista. Tutti trattano male Raif, chi gli risponde con sufficienza, chi cerca una scusa per umiliarlo e Raif sembra insensibile a critiche e rimproveri. Come è possibile che una persona sia insignificante, schiava dell’ignavia fino a questo punto? Infatti non lo è. Dopo una severa e ingiustificata strigliata, Raif si sfoga disegnando il proprio capo e questo ci chiarisce le idee.

Come poteva un intimo conoscitore del mondo che lo circondava, un uomo con una visione tanto chiara e nitida dell’altrui animo, provare eccitazione o rabbia? Che altra scelta poteva avere uno come lui di fronte a certi attacchi meschini, se non quella di resistere stoicamente come una roccia? Le nostre emozioni, le nostre delusioni, i nostri attacchi d’ira sono generati sempre dagli aspetti fortuiti e impenetrabili degli eventi che ci accadono. E’ possibile scuotere un uomo che è pronto a tutto e che sa perfettamente cosa aspettarsi e da chi?

Da quel momento in poi il collega riesce a guardare diversamente Raif e ad entrare in una sorta di confidenza con il vicino di scrivania. Ma le amare scoperte non si fermano. Raif subisce trattamenti ingiusti anche a casa e non riusciamo né a capirne il motivo e nemmeno a immaginare il perché Effendi non apra bocca.

Le risposte a tutte le nostre domande, e alle domande dell’ex impiegato di banca, sono contenute in un taccuino. Raif ha custodito un diario in cui ha raccontato la sua storia d’amore con Maria Puder, giovane pittrice tedesca conosciuta a Berlino.  Raif è stato mandato in Germania dal padre affinchè imparasse nuove tecniche nelle fabbriche di sapone. La cultura turca è molto diversa da quella tedesca ma il nostro protagonista non ci mette molto ad adattarsi: mostre e musei sono le tappe fisse del turco che presto impara anche la lingua. Una sera, una mostra di artisti contemporanei gli cambierà la vita per sempre. E’ lì che vedrà l’autoritratto di Maria: Madonna col cappotto di pelliccia. Ci si può innamorare di un quadro?

Ancora oggi, dopo tanti anni, mi è impossibile descrivere ciò che provai in quel momento. Ricordo solo che ero pietrificato davanti al ritratto di una donna con il cappotto di pelliccia.  Gli altri visitatori mi spingevano a destra e manca, impazienti di vedere il resto della mostra, ma io non riuscivo a schiodarmi di lì. Cosa c’era in quel dipinto?

Raif riuscirà ad incontrare la sua Madonna e ne rimarrà folgorato. Una donna giovane, indipendente e così diversa dalle donne turche conosciute in precedenza. Maria dipinge, canta in un locale… passeggia con gli uomini, è l’emblema della libertà. Ma è anche complicata e tormentata.

Mi aveva condannato a cercare per tutta la vita qualcosa che io stesso non conoscevo, qualcuno che non esisteva.

Madonna col cappotto di pelliccia è…

Un libro coinvolgente. Non mi aspettavo di essere catturata dalla storia.  So che nel libro ci sono molti riferimenti autobiografici e dalla trama forse non si capisce la complessità del libro. Ci sono molte sfumature, al di là della storia d’amore complicata che può essere un grande classico: degna di nota la delineazione del carattere di Raif. Timido, spesso malato, tormentato ma al tempo stesso così passivo e della stessa Maria, lunatica e incontentabile. L’espediente dell’impiegato anonimo e senza ambizioni che ci traghetta nel tempo e nello spazio, portandoci in un’altra storia che sembra senza lode e senza infamia, è geniale.

Raif ha vissuto un’esperienza straordinaria ma nessuno ha trovato il tempo e la sensibilità per ascoltarla, rinchiuso nella sua solitudine sembra attendere la morte e intanto si perde la vita, quella quotidiana, che subisce come una condanna.

Consigliato per chi ha voglia di leggere una storia d’amore fuori dalle categorizzazioni, per chi ama le storie introspettive e perché no, un po’ particolari. Questo libro, abbastanza breve, vi piacerà.

three-half-stars

Alcune note su Sabahattin Ali

Sabahattin Ali

Autore di romanzi, raccolte di racconti, poesie e articoli a sfondo politico, è stato uno dei massimi esponenti della letteratura turca del Novecento. Comunista convinto, nei primi anni della Repubblica di Turchia fu incarcerato più volte. Morì a 41 anni, ucciso al confine con la Bulgaria mentre cercava di attraversarlo per fuggire in Europa. Quando si sparse la notizia, un quotidiano nazionale pubblicò una foto degli effetti personali di Ali: la sua ventiquattrore, i suoi occhiali e il binocolo, una fotografia di sua moglie e una copia di Eugenio Onegin. Questi oggetti non furono mai restituiti alla famiglia.

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