RECENSIONE: Estelle. Storia di una principessa e di un suonatore di accordìon (Massimo Piccolo)

RECENSIONE: Estelle. Storia di una principessa e di un suonatore di accordìon (Massimo Piccolo)Valutazione: three-stars

Estelle. Storia di una principessa e di un suonatore di accordìon di Massimo Piccolo
Pubblicato da: Cuzzolin il Giugno 2018
Pagine: 90
ISBN: 8886638728

La trama

Una trama intrisa di suggestioni classiche per poi ammantarsi, man mano, di atmosfere sempre più contemporanee, quasi fosse un film della Pixar o una serie della FOX, dove la magia e il fantastico diventano il modo migliore per poter raccontare, con stile seducente e ironico, le paure archetipe di un padre che, per il troppo amore, fa germogliare il male oscuro in sua figlia, fino alla forza dirompente e incontenibile della prima vera passione amorosa della ragazza che finirà, nel bene o nel male, col sovvertire ogni ordine precostituito. La principessa e futura regina Estelle, figlia del re Gustav IV e Alessaija, sembra aver ereditato dalla madre non solo la straordinaria grazia e bellezza, ma anche una terribile e, forse letale, avversione alla luce del sole. Vinto dalla paura, per l’amore incondizionato che prova per lei, il Re padre trasforma il castello, e l’immenso giardino, in un posto dove il sole non potrà affacciarsi in nessun modo, e, se la figlia sarà costretta a vivere tutta la vita esclusa dal mondo, farà in modo che tutto il mondo possa passare nel suo castello per allietare le continue feste organizzate per la sua bambina. E tutto sembra procedere secondo i suoi piani, fino a quando al castello, in occasione della giostra indetta per dare uno sposo alla sua unica figlia, non capiteranno il principe Ileardo di Hardangerfjord e Juan, un suonatore di accordìon.

 – (Anti)Favola –

Estelle. Storia di una principessa e di un suonatore di accordìon  di Massimo Piccolo (Cuzzolin editore) è una favola antifavola. Anti perché le atmosfere possono sembrare quelle di un racconto per bambini ma ci accorgiamo quasi subito che non è così. E’ vero, c’è una principessa, un castello e una storia d’amore. C’è la disperata ricerca di un lieto fine ma… c’è molto di più dietro.

Estelle è una bellissima ragazza ma è tanto bella quanto debole. I suoi capelli sono biondi, biondissimi, e gli occhi azzurri ed intensi, peccato che però non possa mai uscire dal castello: potrebbe ammalarsi e poi… morire e questo, suo padre il re Gustav IV, non potrebbe mai permetterlo.

L’infanzia della principessa trascorre serenamente, ma all’età di sedici anni è arrivato il momento di prendere marito. Il modo migliore per conoscere i pretendenti è proprio, come nelle  più classiche delle favole, dare una festa. Ed è così che Estelle conosce Juan. Lui però non è un pretendente ma un membro dell’orchestra, è il suonatore di accordìon.  Colpo di fulmine… Juan si innamora immediatamente di quella principessa e quando gli occhi di lei incrociano quelli del musicista… sogniamo (noi lettori) l’amore. Ma vi ho avvisato, questa non è una favola.

La principessa incontra i vari giovani desiderosi di amarla e sposarla senza condizioni tranne una. La ragazza sceglierà da sola il compagno di una vita ma non potrà mai allontanarsi dalla residenza.

La storia è piena di sentimenti  e di personaggi, ma uno tra tutti mi ha colpito particolarmente: il re. Ama in maniera incondizionata Estelle e riesce ad intuire quanto sia faticosa la reclusione. Il castello è una fortezza che tiene lontani i maledetti raggi del sole che potrebbero far soffrire la protagonista. I pericoli del mondo circostante vengono tenuti a debita distanza… sì ma per quanto? Per quanto ad Estelle basteranno le feste e le distrazioni?

Juan viene folgorato da quella ragazza e si condanna a un destino di attesa e… diciamolo di sofferenza. Una principessa sposerebbe mai uno squattrinato musicista?

«Tanto più  forte e preciso  è il quadro che il demone amore ha dipinto nella tua testa, tanto più a lungo durerà la tua candela. Anzi, il desiderio, la mancanza, l’appetito, la gelosia, la faranno più bella ogni giorno che passa. Mai una sola ruga solcherà il suo viso. Mai potrai scorgerla con un’espressione o un abito che non ti piace. Lei sarà sempre lo stesso angelo che ti ha distrutto la vita».

L’impressione è che tutti i personaggi principali vivano non solo con una patina di amarezza addosso, ma che abbiano scelto un destino che in qualche modo li imprigiona. Può essere un castello, uno stato d’animo o un matrimonio difficile, ma sembrano tutti vittime di se stessi e di un destino non proprio clemente.

Estelle. Storia di una principessa e di un suonatore di accordìon è…

Un libro  decisamente imprevedibile. Alla fine di ogni capitolo sono rimasta spiazzata. Pensavo ai comportamenti dei protagonisti, immaginavo il seguito e puntualmente mi sbagliavo. Senza contare il finale… scioccante.

E’ una storia molto breve ( un’ottantina di pagine) che scorre veloce e nonostante ci porti in un mondo che non esiste, con persone che non esistono, non mi ha portato così lontano dalla quotidianità. Dalle difficoltà che incontriamo ogni giorno, dai sentimenti che proviamo, dalle bugie che ci raccontiamo… dalle cinghie che ci allacciamo da soli per imprigionarci. Ma è anche un libro che parla d’amore, quello che non ci fa capire più nulla e travolge tutto e tutti.

E’ consigliato per chi ha voglia di leggere una storia originale e senza pretese. Basteranno poche righe per sentirsi immersi nella storia:  assurda e… un po’ amara.

three-stars

Alcune note su Massimo Piccolo

Massimo Piccolo

Massimo Piccolo (ex) giornalista, fotografo, autore e regista. È nato a Pomigliano d’Arco (NA) negli anni ’70.

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