RECENSIONE: Il tatuatore di Auschwitz (Heather Morris)

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Il tatuatore di Auschwitz di Heather Morris
Pubblicato da: Garzanti il 2018-01-18T00:00:00+01:00
Genere: Fiction, General
Pagine: 208
ISBN: 9788811149965

Non esiste luogo in cui l’amore non possa vincere
«Un romanzo già venduto in tutta Europa.»The Bookseller
Il cielo di un grigio sconosciuto incombe sulla fila di donne. Da quel momento non saranno più donne, saranno solo una sequenza inanimata di numeri tatuati sul braccio. Ad Auschwitz, è Lale a essere incaricato di quell’orrendo compito: proprio lui, un ebreo come loro. Giorno dopo giorno Lale lavora a testa bassa per non vedere un dolore così simile al suo finché una volta alza lo sguardo, per un solo istante: è allora che incrocia due occhi che in quel mondo senza colori nascondono un intero arcobaleno. Il suo nome è Gita. Un nome che Lale non potrà più dimenticare.Perché Gita diventa la sua luce in quel buio infinito: racconta poco di lei, come se non essendoci un futuro non avesse senso nemmeno un passato, ma sono le emozioni a parlare per loro. Sono i piccoli momenti rubati a quella assurda quotidianità ad avvicinarli. Dove sono rinchiusi non c’è posto per l’amore. Dove si combatte per un pezzo di pane e per salvare la propria vita, l’amore è un sogno ormai dimenticato. Ma non per Lale e Gita, che sono pronti a tutto per nascondere e proteggere quello che hanno. E quando il destino tenta di separarli, le parole che hanno solo potuto sussurrare restano strozzate in gola. Parole che sognano un domani insieme che a loro sembra precluso. Dovranno lottare per poterle pronunciare di nuovo. Dovranno conservare la speranza per urlarle finalmente in un abbraccio. Senza più morte e dolore intorno. Solo due giovani e la loro voglia di stare insieme. Solo due giovani più forti della malvagità del mondo.
Il tatuatore di Auschwitz è il libro del 2018 e nessun editore ha potuto lasciarsi scappare una storia così intensa da far vibrare le corde più profonde dell’animo. Una storia che presto diventerà un film. Il dolore che Lale e Gita hanno conosciuto e l’amore grazie al quale lo hanno sconfitto sono un insegnamento profondo: perché restano ancora molte verità da scoprire sull’Olocausto e non bisogna mai smettere di ricordare. Un romanzo sul potere della sofferenza e sulle luci della speranza. Su una promessa di futuro quando intorno tutto è buio.

– Eccezionale –

È difficile parlare de Il tatuatore di Auschwitz di Heather Morris (Garzanti) senza svelare troppo.

Di solito i libri che hanno a che fare con la Seconda Guerra Mondiale o con l’Olocausto in particolare, mi lasciano insoddisfatta. Non si può dire lo stesso di questo libro che è complesso, pieno di amore e orrore allo stesso tempo. La storia è quella di un uomo coraggioso, Lale. Parla diverse lingue, ha una buona resistenza fisica e ha giurato a sé stesso di uscire vivo da quell’inferno chiamato Auschwitz.

Prezzo: EUR 15,75
Da: EUR 17,90
A tratti perde la speranza, ha visto troppe morti, troppo dolore inflitto in maniera insensata. Le descrizioni sono come ci si aspetta: senza filtri. Uomini ammassati, tatuati come bestie da macello. Eppure l’amore riesce a sbocciare anche in mezzo all’orrore.
Se non sapessi che è una storia vera… faticherei a credere ad alcune cose, Lale sembra davvero un gatto dalle nove vite. Supera delle prove difficilissime e nonostante tutto riesce a vivere, non soltanto a sopravvivere. A tenerlo attaccato alla vita, con le unghie e con i denti, è Gita. Una ragazza che ha conosciuto mentre tatuava l’ennesimo “carico” in arrivo. Il loro incontro non ha nulla di romantico, eppure scatterà la scintilla dell’amore.

Quando ha terminato, la trattiene per il braccio un attimo più del necessario e la guarda ancora negli occhi. Abbozza un sorriso timido e sforzato, al quale lei risponde con un sorriso ancora più timido. Tuttavia gli occhi di lei gli danzano davanti. Mentre li fissa, sembra che il suo cuore allo stesso tempo smetta di battere e ricominci per la prima volta, impetuoso, minacciando quasi di scoppiargli fuori dal petto. Lale abbassa lo sguardo verso il suolo che oscilla sotto i suoi piedi. Qualcuno gli allunga un altro pezzo di carta. «Muoviti, Lale!» lo incalza Pepan. Quando risolleva lo sguardo, lei non c’è più.

Ci saranno diversi incontri, tra paure, sussurri e corruzioni di ufficiali. Ma i due riusciranno a vivere il loro amore e per pochi attimi dimenticarsi della cenere che si sparge incessantemente sul campo di sterminio e degli spari in sottofondo. A tenerli uniti una promessa, quella di un futuro insieme. Ma come si fa a pensare al futuro in quelle codizioni?

L’ufficiale delle SS che li accompagna spalanca la porta e i due entrano in uno spazio cavernoso. Corpi, centinaia di corpi nudi, riempiono la stanza. Sono ammucchiati gli uni agli altri, con gli arti distorti. Occhi morti fissano Lale e Baretski. Uomini, giovani e vecchi; dei bambini in fondo al locale. Sangue, vomito, urina e feci. L’odore della morte pervade tutto lo spazio.

Il tatuatore di Auschwitz - Heather MorrisA Lale e Gita vengono rubati tre anni di vita che trascorrono tra Auschwitz e Birkenau. La prima notte Lale assiste a uno spettacolo agghiacciante, alcuni soldati, senza nessun apparente motivo, sparano a due prigionieri che stavano conversando.

La vera prova  a cui sono sottoposti tutti quei deportati è non perdere la propria umanità in un luogo in cui le anime sembrano aver abbandonato i corpi degli ufficiali. Lale stringe amicizia con zingari, russi e lavoratori esterni.

Nel campo ci sono morte e crudeltà che cozzano con alcune immagini di vita quotidiana. Al tatuatore verrà chiesto di mettere su una squadra di calcio per giocare una partita contro le SS e addirittura i soldati, a volte, saranno capaci di compiere gesti umani, pietosi.

A identificarli è la razza, non la nazionalità, e questa è una cosa che Lale continua a non capire. Le nazioni minacciano altre nazioni. Hanno il potere, hanno l’esercito. “Com’è possibile che una razza, disseminata in numerosi paesi, sia considerata una minaccia?” Finché vivrà – per molto o poco tempo che sia – sa che non lo capirà mai.

Lale è ebreo, ma prima di tutto un uomo, un uomo innamorato di Gita.

Il tatuatore di Auschwitz è…

Un libro pieno di speranza perchè non esiste luogo in cui l’amore non possa vincere. Hanno tolto vestiti, averi e persino i capelli a queste persone. Sono state marchiate, trattate come stracci  per anni ma non sono riusciti a togliere l’umanità che era in loro. Nei campi Lale è riuscito a stringere relazioni con chiunque, dagli zingari alle impiegate dell’amministrazione.

Chi si aspetta di trovare una storia d’amore tradizionale ma con una cornice insolita si sbaglia. Il tatuatore di Auschwitz è molto, molto di più. E’ un pugno nello stomaco, fa arrabbiare, piangere e… preoccupare. È un inno all’amore ma non solo quello di coppia. Preparate i fazzoletti perché questa storia non vi lascerà indifferenti.

 

 

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Alcune note su Heather Morris

Heather Morris

Heather Morris, nata in Nuova Zelanda, vive e lavora a Melbourne in Australia. Autrice di sceneggiature, ha deciso di volgersi alla narrativa per raccontare la commovente storia di Lale Sokolov. Il tatuatore di Auschwitz è il suo romanzo d’esordio: dopo lo straordinario interesse suscitato alla Fiera di Londra del 2017 è stato venduto in tutt’Europa ancora prima della pubblicazione.

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