RECENSIONE: Tempesta (Davide Camarrone)

RECENSIONE: Tempesta (Davide Camarrone)Valutazione: three-stars

Tempesta di Davide Camarrone
Pubblicato da: Corrimano Edizioni il 30/05/2018
Pagine: 94
ISBN: 9788899006136Acquista il libro

La trama

Tutti i grandi libri sono tempeste. Tutti o quasi tutti i grandi libri sono attraversati dalle perturbazioni atmosferiche, dai sibili e dagli ululati e dai moti ondosi di altri grandi libri. Così i personaggi di un libro si frastagliano nelle ombre dei personaggi di un altro libro. “Prospero è un Amleto che si vendica per mezzo dell’arte”, dice l’eroe di un romanzo di Saul Bellow. Il libro di Davide Camarrone è una storia che con la sua effervescenza rende giustizia a questa tempestosità intrinseca in certi libri e nelle opere di Shakespeare in particolare. Porta in prosa e riconcepisce con raggi inviati all’oggi anzi migranti nell’oggi La tempesta di Shakespeare. Si lascia irrorare da ulteriori duplicazioni, riflessi, giustapposizioni. Il naufragio alla base del soggetto di La tempesta è una turbolenza che qui, rendendo le frasi arpioni che si fiondano nelle frasi successive e tutte insieme un effetto sonoro maligno malizioso malioso (come la scena in playback con una torcia per microfono di Velluto blu di Lynch), fa balenare Prospero in Amleto, Ismaele in Prospero, noi in Calibano e Prospero in noi, l’ordine nel disordine, nei flutti immaginifici il Flauto magico, nei vivi i morti. Il viaggio di Camarrone sembra partire da queste parole galleggianti nell’Horcynus Orca, “...scompiglio e arraffamento, fra rottami di navi e corpi umani: nelle acque attorno a Pantelleria per esempio... dove più c’era stato finimondo” fino ad arrivare passando per le volèe di paragrafi rampanti al voilà di un sipario strappato.

 -Vero – 

Prezzo: EUR 8,50
Da: EUR 10,00
Tempesta di Davide Camarrone (Corrimano Edizioni) è un libro molto, molto particolare. E’ una storia fatta di sofferenza, lacrime, sacrifici e anche malignità. Camarrone non ci racconta niente di nuovo, ci mostra lo spettacolo che va in scena ogni giorno e che ci rifiutiamo di guardare. Come? Mischiando gli elementi della tragedia canonica agli elementi della cronaca.

Tempesta è un’opera ambiziosa e sicuramente il linguaggio è complesso, ricercato e quindi non sempre scorrevolissimo. Protagonisti sono gli uomini che affrontano le insidie del mare e i loro pensieri. Chi fugge per amore, chi per un ideale, chi lo fa per il proprio Paese ma tutti, nessuno escluso, sono costretti ad affrontare un viaggio che non è solamente uno spostamento reale. La metafora del viaggio (e della tempesta) è un classico della letteratura. Viaggiare non è mai raggiungere soltanto un punto preciso ma è un continuo cercare, interrogare, perdersi e ritrovarsi.

Il libro si apre con un naufragio, gli schiavi, che sono i nostri migranti sono agonizzanti o morti. Il terrore nei loro occhi è quello che abbiamo visto così tante volte nelle immagini dei telegiornali. Opposto allo sguardo dei telespettatori, indifferenti e quindi complici della tragedia. Prospero, il trafficante di uomini ha lo stesso atteggiamento. Nessuna pietà, quelle persone valgono meno delle bestie.

La pancia del barcone, turgida di morti, aveva vomitato le sue interiora sugli specilli, l’olio del fegato grasso s’era disperso e, per miscuglio a piscio e carburanti, corrodendo le membra vive fino all’osso, aveva ammantato di lutto rosseggiante la spiaggia nera dell’Isola del Vulcano.

Ogni capitolo è affidato ad un personaggio diverso. Cominciamo dal timoniere che fa il mestiere di marinaio da anni.

(…) corse verso il timone e nel buio calpestò volti di uomini sfregiati e seni e stomaci di donne violate e mani di bimbi dalle unghie violacee e i crocifissi di osso degli eritrei e i piedi nudi feriti dal deserto dei nerissimi maliani e schiaffeggiò il secondo timoniere che s’era addormentato

Già dalle prime righe rimaniamo catturati dalla scena: cruda, spietata e così reale. Le pagine scorrono e a turno prendono la parola altri personaggi tra cui Prospero, Miranda, Ariele, Caliban e schiavi e servitori.  Qualcuno conserva il ruolo  originale assegnato da Shakespeare ne La Tempesta.

Rivisitati o no, i personaggi servono a mostrarci quanto sia facile instillare l’odio per il diverso, per lo straniero. Non solo: l’accoglienza in ogni tempo è un’esigenza e le esigenze non possono essere ignorate.

Tempesta è…

Un libro pieno di verità, novanta pagine di storia che si ripete. Siamo a Pantelleria ma potremmo essere ovunque. La tragedia del Mediterraneo è la nostra e Camarrone prova ad aprirci gli occhi.

Dalle sorgenti dei suoi occhi strariparono lacrime e il limo dilagava sulla terra come l’ombra s’allarga al tramonto, le lacrime mischiandosi alle polveri che sfarinavano dal banco di lava e fertilizzavano le terre nerissime dell’Isola, coperte di uve di zibibbo e  limoni piegati dallo scirocco fra corone di pietra e rosmarino.

L’idea vale cinque stelle ma ho trovato un po’ di difficoltà durante la lettura. Mi sarebbe piaciuto un racconto con un linguaggio più semplice, alla portata davvero di tutti. Ma l’intento era ispirarsi e stravolgere al tempo stesso Shakespeare e quindi… obiettivo centrato.

three-stars

Alcune note su Davide Camarrone

Davide Camarrone

Davide Camarrone (Palermo, 1966) è giornalista della Rai a Palermo. È autore di alcuni saggi, testi letterari e teatrali. Ha scritto il soggetto e la sceneggiatura di «Ce ne ricorderemo di questo pianeta», un docudrama dedicato a Leonardo Sciascia. Con questa casa editrice ha pubblicato Lorenza e il commissario (2006), Questo è un uomo (2009) e I Maestri di Gibellina (2011).

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